Il singolo "DANNO COLLATERALE", in uscita venerdì 20 marzo, è l'ultima creazione di Sofia Sole, o meglio, quella che darà il via a un nuovo progetto. L'artista classe 2002, che ha partecipato a The Voice of Italy a 16 anni e proseguito la sua formazione al conservatorio AMDA di Los Angeles, è pronta per raccontarsi in un progetto più ampio. E "DANNO COLLATERALE" è un primo assaggio di ciò che potremo ascoltare, un brano che gioca con la nostalgia e racconta di come, a volte, amarsi non basta. Sofia Sole mette nei suoi brani le nuove consapevolezze dei vent'anni, le lezioni preziose imparate attraverso le relazioni e i sentimenti.
C'è l'amicizia in "Carillon", la dipendenza emotiva in "Briciole" e così, ogni aspetto umano complesso, viene raccontato in musica. Ad oggi, Sofia Sole, che nella bio Instagram tiene a definirsi cantautrice, si è raccontata attraverso diversi singoli, dal primo "Emotional", prodotto da Cece Rogers, fino ai più recenti "Vega", "Briciole" e "FIERA DELL'EST", pubblicati nel 2025. Ma si è fatta conoscere dal pubblico anche in diverse occasioni dal vivo, tra le più recenti, l'apertura del concerto di Settembre all'Alcatraz di Milano. Oggi, Sofia Sole dice di essere pronta a fare un passo in più e noi ci siamo fatte raccontare questa nuova era musicale con un occhio al passato e uno al futuro.
Come ti sei avvicinata alla musica?
«Ho iniziato a suonare da piccola la chitarra e da lì mi sono addentrata nel mondo della musica. Il vero percorso è iniziato a 16 anni con The Voice, a cui mi aveva iscritto per gioco mia mamma. Da lì ho deciso di proseguire questo percorso e ho vinto una borsa di studio a Los Angeles, dove sono andata e ho studiato per un periodo della mia vita. Poi, purtroppo, c'è stato il Covid, per cui sono tornata in Italia. In quel momento però ho imparato a suonare, comporre e scrivere da sola. Inizialmente facevo musica completamente diversa, facevo musica house, ma con il lockdown ho esplorato la mia passione per la scrittura e da lì ho iniziato a scrivere e comporre cose solo mie.»
Quali sono gli ascolti che ti ispirano?
«Adoro il cantautorato, sono cresciuta con Pino Daniele, Lucio Dalla, Battisti. Ho anche una forte influenza internazionale: la mia artista preferita è RAYE, con cui sento di avere un percorso simile in un certo senso. Come lei, anche io sono partita dal genere house, poi ho scritto canzoni per altri e ora, finalmente, per me.»
Quanto è importante definirti cantautrice?
«Importantissimo. Quando ho iniziato scrivevo in cameretta, tutto io, dalla melodia al testo. Oggi lavoro con altri autori e devo dire che a Milano c'è una scuola autoriale incredibile, insieme a cui sento di essere cresciuta. Per scrivere, ci troviamo in studio e partiamo sempre da una linea di piano o di chitarra e poi da lì creiamo il pezzo. In Italia ci sono molte regole su chi devi essere, su cosa devi scrivere, su quante cose puoi fare... Sai io sono un'artista emergente da tanto tempo, perché le cose non è che accadono immediatamente a tutti. Tante volte uno si cataloga in un genere soltanto, per farlo funzionare in radio. Io credo, però, che non per forza bisogna fare tutto quello che fanno gli altri.»
Qual è stata l’esperienza che più di tutte ti ha fatto capire che la musica da passione poteva diventare una professione?
«Los Angeles mi ha dato la libertà, poi in realtà ho capito di voler fare questo dopo il Covid, diciamo in un momento abbastanza difficile, dove ho sofferto di ansia, mi sono chiusa a casa, uscivo davvero pochissimo. Lì ho scoperto un po' i miei sentimenti, ho imparato a parlarne per prima con me stessa, perché a volte non accettiamo nemmeno le cose che pensiamo, non le vogliamo dire ad alta voce. Quando ho iniziato a farlo, ho capito che era la soluzione e in realtà ho fatto tantissimi live in giro per l'Italia in questi anni, anche molto piccoli, con poche persone, però mi hanno fatto capire che il contatto con il pubblico è quello che voglio ricercare per tutta la vita.»
Come nasce “DANNO COLLATERALE”?
«È nato perché ero innamorata di questo ragazzo, poi ci siamo allontanati e per un periodo in non ci siamo più parlati. Quando l'ho rivisto, dopo tanto tempo, lui si era tatuato un sole sulla schiena. Diciamo che l'ho visto un po' come un simbolo. Quando l'ho raccontato in studio al mio produttore abbiamo capito che era una storia da raccontare. "DANNO COLLATERALE" parla di quelle storie che non funzionano non per la mancanza di amore, ma proprio perché ci sono dei problemi strutturali che possono essere la distanza, gli amici che non vanno d'accordo, il lavoro, un sacco di problemi che fanno chiudere una relazione che in realtà era piena d'amore. Quando cresci scopri che l'amore non basta.»
In che modo, nella tua musica, parli di relazioni nelle varie sfaccettature?
«Mi reputo una persona molto socievole, quindi nel corso degli anni ho coltivato tante relazioni diverse. Avendo molti amici ho passato anche molte incomprensioni. La frase 'meglio pochi ma buoni' l'ho scoperta col tempo. Nei miei brani parlo di amicizia, di famiglia e di relazioni sentimentali. Nella vita, mi sono innamorata di poche persone, ma quando è successo mi ci sono buttata a capofitto. Le lezioni più importanti di vita le ho capite dalle relazioni, dalle cose che non sono andate e dalle cose che sono andate. Avendo quasi 24 anni, provo a raccontare quello che vivo. Nel progetto musicale a cui sto lavorando ora c'è tanto sulla crescita personale, sul crescere come ragazza e i continui errori che si fanno. Non ho mai avuto paura di mostrarmi fragile in musica, è il mio modo per raccontare le cose che non riesco a dire ad alta voce.»
Quale percorso artistico si apre con “Danno collaterale”?
«Nell'ultimo anno ho scritto tantissimo, ma ho lavorato tanto anche su di me: ho finito gli studi, mi sono laureata. Dopodiché avevo bisogno di un momento di pausa per capire cosa volessi nella vita e ho scoperto che voglio fare questo. Quindi ho scritte altre canzoni, ne ho buttate tantissime e poi le ho unite, le ho messe tutte quante insieme per appunto un progetto che uscirà poco prima dell'estate. Mi auguro di cantare in giro per l'Italia questa estate. Sono molto felice di raccontare Sofia Sole una volta per tutte, perché ho sempre fatto uscire tanti singoli sparsi, mentre ora ho la consapevolezza sufficiente per sapere quello che voglio dire in un progetto più completo.»













