Sono passati ormai diversi mesi da quando Harry Styles si è fatto ritrarre di fronte al Berghain, storico locale tecno di Berlino, lasciando intendere che stesse lavorando al suo quarto progetto discografico e che la capitale tedesca stesse avendo un'influenza sulla sua nuova musica. Sembra passata un'eternità, vero? Eppure oggi siamo qui, a raccogliere i pezzi del nostro cuore frantumati dopo il primo ascolto di Kiss all the time, disco occasionally, la sua ultima fatica discografica. E questo non perché non ci sia piaciuto, né perché sia un album triste: sentiamo però che con la pubblicazione dell'album si sia chiuso un cerchio, e che alcune delle nostre aspettative siano state tradite. Ma in positivo, o in negativo? Forse, non abbiamo nemmeno noi una risposta, che arriverà al terzo, quarto o quinto ascolto.
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Kiss all the time, disco occasionally non è un album elettronico: è un male?
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Harry ci aveva fatto credere che avremmo ballato fino a tarda notte, con ritmi scatenati e psichedelici tipici della scena berlinese. Ma toglietevelo dalla testa: eccezion fatta per un paio di synth ben assestati (le produzioni sono di altissima qualità, non c'è che dire) KATTDO è al massimo un disco ambient, più da aperitivo che da dancefloor. E va benissimo così, l'importante è essere consapevoli a che tipo di serata stiamo partecipando, e quale outfit indossare per non apparire fuori luogo.
"Aperture", il singolo di lancio, ci ha dato un'anticipazione in questo senso, e non ci stupiamo se l'accoglienza sia stata freddina: anche in questo caso, non perché manchi la qualità, quanto piuttosto perché si tratta di un pezzo che richiede del tempo per essere capito, proprio come succede come qualunque altro brano frutto di una profonda ricerca musicale.
Nel suo complesso, il disco suona come il figlio ideale tra l'immediatezza di Fine Line ("Pop") e la ricercatezza indie-rock di Harry's House ("Ready steady go" è forse il miglior pezzo di tutti), con un paio di parentesi che solo un grande artista come Harry ci poteva regalare ("Coming up Roses").
Un disco fatto per essere ascoltato live
A metà strada fra gli Arctic Monkeys e gli MGMT con una spruzzata degli ultimi Daft Punk, Kiss all the time, disco occasionally è uno di quegli album che può essere capito per davvero solo nella sua dimensione live, suonato su un palco. Ecco un altro motivo per cui abbiamo un disperato bisogno che Harry torni ad esibirsi anche nel nostro Paese. Per il momento, l'artista non ha ancora fissato alcuna nuova data in Italia nei prossimi mesi, ma per il 2027, dai, lasciateci sognare un po'.











