Dargen d’Amico l’ha fatto di nuovo: alla serata cover e duetti del Festival di Sanremo 2026 il rapper ha voluto portare un messaggio profondamente politico, anche se non tutte e tutti potrebbero averlo interpretato nel modo corretto.



Accompagnato da Pupo, l’artista di “Ai Ai” ha interpretato una sua personale versione della hit dell’artista toscano, “Su di noi”, alla quale però ha voluto dare il suo personale tocco, squisitamente politico. E non abbiamo dubbi che di questa performance si parlerà a lungo, nel bene e nel male.

Qual è il vero significato della poesia che ha letto Dargen d’Amico alla serata cover del Festival Di Sanremo 2026

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All’interno della sua esibizione, Dargen d’Amico ha voluto inserire il testo italiano di Le Déserteur (conosciuta in Italia come "Il Disertore"), una delle canzoni di protesta più celebri della storia. Composta da Boris Vian nel 1954, il brano vide la luce per la prima volta in un momento storico cruciale, il 27 maggio di quell'anno, proprio mentre la Francia subiva la sconfitta definitiva a Dien Bien Phu, uno schiaffo che sancì definitivamente la fine della sanguinosa guerra d'Indocina. La prima incisione ufficiale fu affidata alla voce di Marcel Mouloudji.

Il brano ha la forma di un sorta di ideale lettera aperta indirizzata a un «egregio Presidente»: in dodici strofe a rime baciate, un uomo dichiara apertamente il suo rifiuto di imbracciare le armi. Il protagonista spiega con fermezza di non essere un assassino e di non voler alimentare la violenza, specialmente dopo che la guerra gli ha già strappato i propri cari.

La canzone, Le déserteur, viene dunque spesso citata nell'impeto militante, nell'urgenza, spesso perfino nella clandestinità, sfidando il pericolo davanti al potere costituito. la lotta contro la censura, d’altra parte, si afferma fin dalla nascita stessa di questa canzone. E questa scelta è l’ennesima importante presa di posizione di Dargen riguardo a temi che gli sono sempre stati molto cari: il pacifismo, i diritti umani fondamentali, e la giustizia sociale, di cui abbiamo ancora oggi un disperato bisogno.

La cover di Dargen d’Amico al Festival di Sanremo 2026 è un messaggio a Israele?

C’è però anche un altro aspetto che vale la pena segnalare, e che potrebbe esservi sfuggito: l’artista ha scelto di inserire nella sua cover anche un estratto di “Gam Gam”, è un brano profondamente evocativo, nato dal genio di Elie Botbol, psichiatra e musicista che nel 1979 diede vita a Parigi alla corale giovanile "Les Chévatim" (nome che richiama le dodici tribù d'Israele). Originariamente composta negli anni Ottanta proprio per questo gruppo di ragazzi, la canzone deve la sua fama mondiale all'inserimento nella colonna sonora del film di Roberto Faenza, “Jona che visse nella balena” (1993), curata dal Maestro Ennio Morricone.

Il testo del brano riprende il quarto versetto del Salmo 23 ("Il Signore è il mio pastore") e con il passare del tempo è diventato un ideale inno in ricordo della tragedia della Shoa. Considerati i tempi bui che stiamo vivendo, è possibile che Dargen abbia voluto lanciare un importante messaggio: già nel 2024, l’artista si era esposto sul palco dell’Ariston per il cessate il fuoco su Gaza.

La performance sul palco dell’Ariston si è chiusa con una frase dal capolavoro “Il Dittatore” di Charlie Chaplin: “Ora devi parlare è la nostra sola speranza” e una di Papa Francesco: “Ci vuole buona volontà. Non rassegniamoci alla guerra”.