È stata la prima concorrente a calcare il palco dell’Ariston in questo Sanremo 2026, inaugurando ufficialmente la gara con uno degli show più attesi dell’intera edizione. Un ingresso studiato nei minimi dettagli: look d’ispirazione vintage, silhouette d’altri tempi e un corpo di ballerine a incorniciare una performance capace di catturare lo sguardo fin dalle prime note. Ditonellapiaga si conferma così uno dei nomi su cui puntare per questo Festival, un’artista che unisce visione estetica e personalità, presenza scenica e coerenza musicale.
“Che fastidio!”, il brano firmato da Margherita Carducci, ha conquistato Carlo Conti già in fase di selezione, imponendosi per carattere e immediatezza. E sul palco dell’Ariston la cantautrice romana classe 1997 non ha deluso le aspettative. Sicura e intensa, ha dato vita a un’esibizione che ha reso ancora più evidente la sua cifra stilistica, fatta di ironia tagliente e teatralità, contro un sistema di regole che infastidisce e a cui risponde con un ritmo e un "tormento" volutamente disturbante.
L’appuntamento di venerdì, durante la serata dei duetti, promette di essere altrettanto memorabile. Ditonellapiaga salirà sul palco insieme a Tony Pitony, il fenomeno che – nel bene e nel male – sta facendo discutere e dividendo l’opinione pubblica. Un artista che polarizza, incuriosisce, sorprende. Per il pubblico sarà un’occasione in più per osservarlo da vicino, comprenderne le sfumature e, forse, lasciarsi spiazzare, sulle note di “The Lady Is a Tramp”, riletta tra (auto)ironia e teatralità, in una performance che promette di mostrare una versione inedita di entrambi. E, con ogni probabilità, farà parlare di sè.
Nel frattempo, “Che fastidio!” si candida già a diventare un tormentone, anticipando Miss Italia, il suo prossimo album in uscita il 10 aprile, un progetto che racconta con sarcasmo e autenticità la voglia di restare se stessi in un mondo pieno di regole.
Per questo oggi Margherita è il volto della nostra prima cover digitale di Sanremo 2026. L’abbiamo incontrata nella Suite Cosmopolitan, la nostra camera all’Hotel Londra: uno spazio diventato quartier generale delle nostre interviste quotidiane con gli artisti in gara e gli ospiti del Festival. È qui che, lontano dalle luci abbaglianti dell’Ariston ma immersi nell’energia elettrica che attraversa la città, ci facciamo raccontare emozioni, aspettative e retroscena di una settimana che, ogni anno, trasforma Sanremo nel centro del mondo musicale italiano.
Ciao Margherita, come stai?
«Sono un po’ stanca in realtà, però sono molto contenta di ieri, di tutto quello che stiamo facendo. Abbiamo lavorato tanto con le ragazze: Carolina Bubbico che ha realizzato l’arrangiamento, Dalila Frassanito la coreografia, tutte le ballerine sul palco. Insomma, abbiamo fatto un bel lavoro e ieri sono contenta di com’è andata».
Com’è stato aprire il Festival? Era la tua prima volta, che responsabilità è stata?
«È stata una bella responsabilità ma anche un regalo, perché aprire è un momento importante della serata. Mi è piaciuto non vedere gli altri e non avere l’ansia dell’attesa. È stato un rush finale: quando ho scoperto di essere la prima mi è scappato anche un “porco Giuda”. Non sospettavo nulla».
Quindi non lo sapevi prima?
«L’ho scoperto nel pomeriggio, abbastanza tardi. Il mio truccatore Daniele Peluso è bravissimo ma molto meticoloso, quindi bisogna calcolare almeno tre ore prima della performance. Ho un look vintage molto costruito che mi piace tantissimo, perché la mia musica è teatrale e voglio restituire questa cosa anche nei look. È meno comodo della tuta e zero make-up, ma su un palco così importante voglio osare e divertirmi».
Dopo l’esibizione cosa succede? Torni in hotel o resti a guardare gli altri?
«Dopo un po’ ti accompagnano via, ti fanno gentilmente capire che devi andartene diciamo (ride, nda). Ho fatto subito qualche intervista al volo, al telefono. Ho chiamato il mio ragazzo che stava guardando la trasmissione a casa a Roma, con i miei amici, e poi ho chiamato i miei genitori. Sono andata a letto senza vedere la classifica finale: ho preferito dormire. Stamattina mi sono svegliata con la bellissima sorpresa di essere nella cinquina».
Che aspettative avevi e cosa ti aspetti da questo Festival?
«All’inizio le mie aspettative erano basse. Prima degli ascolti con i giornalisti ero convinta che il pezzo sarebbe stato divisivo: qualcuno lo avrebbe odiato e qualcuno amato. Ha sonorità un po’ spigolose, la 303 è “molesta”, ma ti entra in testa. Non pensavo fosse un pezzo da Sanremo, non l’avevamo nemmeno presentato subito a Carlo. Poi ho capito che non esiste un pezzo “da Sanremo”, esistono pezzi forti. Evidentemente lo ha colpito. Al di là dei risultati, sono grata per l’attenzione che sto ricevendo. Ho un disco in uscita e voglio raccontarmi».
Come ti racconteresti oggi? Che artista e che persona sei in questo momento del tuo percorso?
«Ho fatto un passo avanti, anche se c’è ancora molta strada da fare nel rapporto con il giudizio e le aspettative. Ho più maturità per capire che questo momento finirà e che i riflettori prima o poi si spegneranno. Voglio godermelo finché dura, senza forzare le cose solo per cavalcare l’onda. Quello che rimarrà sono le canzoni e le persone che verranno ai concerti».
Hai una community molto affiatata. Che rapporto hai con i tuoi fan?
«Amo molto i miei fan. Credo che il pubblico, se tutto va bene, ti rispecchi: sono persone con cui uscirei. È un pubblico coetaneo, libero, divertente, scatenato ai live. Ci sono persone che mi seguono da prima di Sanremo e sono rimaste. E poi mi fanno morire dal ridere, soprattutto su Twitter».
Parliamo del duetto con Tony Pitony, "The Lady is a Tramp": è una scelta che ha fatto discutere.
«Credo che Tony sia un grandissimo performer e musicista. L’ho scelto perché volevo al mio fianco qualcuno con grande talento e con cui fare qualcosa di teatrale e ironico. Non è facile trovare artisti disposti ad andare oltre la canzone. Sarà un duetto divertente e musicalmente diverso dal mio pezzo in gara. Ci sono punti di incontro nel testo, che parla di una donna che rifiuta le regole della società. Nel nostro caso la “vagabonda” forse si riferisce più a lui che a me. Saremo un po’ due vagabondi, ognuno a modo suo».
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Cosmopolitan a Sanremo 2026
C'è chi la definisce "la settimana santa", un periodo in cui in agenda è tassativamente vietato prendere appuntamenti dalle 20.45, momento cruciale in cui le luci del Teatro Ariston si accendono per lasciare spazio a musica, emozioni e show. Per altri, invece, è quasi un rituale collettivo che ha radici lontane: una famiglia davanti a un vecchio televisore che guarda quello che ancora oggi si può considerare l'evento televisivo e musicale più importante in Italia. Per i più giovani (e non solo) è Fantasanremo, Baudi, bonus, malus e Papalina. Per noi della redazione, invece, è un appuntamento del cuore: per il quarto anno consecutivo, dal 24 al 28 febbraio, torniamo a Sanremo. Vi porteremo dietro le quinte per raccontarvi interviste esclusive, sogni, progetti futuri e retroscena dei vostri artisti preferiti insieme a momenti speciali da vivere insieme a voi: meet & greet con le nostre due cover star (il 19 febbraio, il nuovo numero di Cosmopolitan con in cover Tredici Pietro e Mara Sattei, che saranno con noi a Sanremo al Fioraio Cosmo per il firmacopie), momenti d'incontro con la community, party con DJ set, sorprese e interviste esclusive aperte al pubblico nella splendida cornice del Fioraio Cosmo. Che decidiate di raggiungerci tra le strade della città ligure o di seguirci da casa attraverso il sito e i nostri canali social, non vi perderete nemmeno un istante di questa avventura. Ecco tutto quello che abbiamo in programma.





