Lo aveva promesso a suo padre quando era solo un bambino: sarebbe salito sul palco dell’Ariston per trionfare. A Sanremo c’è già stato, diciassette anni fa. Poi l'anno scorso, ospite dei The Kolors nella serata delle cover. Oggi torna per dare seguito a quel sogno, con un mix di riscatto, orgoglio e determinazione.

Sal Da Vinci, 56 anni, all’anagrafe Salvatore Michael Sorrentino, sa di poter contare sull’affetto del pubblico, giudice sovrano, capace di andare oltre ogni pregiudizio di genere: «Sono un cantante neomelodico e ne vado fiero, senza fronzoli. Sono un cantante popolare, un cantante del popolo». La sua musica diretta, semplice e universale ha già convinto alle prove generali di lunedì 23 febbraio, con un’ovazione liberatoria (quando è sceso dal palco per una sorpresa in platea, no spoiler). E promette di incendiare gli animi del pubblico di Rai 1.

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“Per sempre sì”, il peso delle promesse

Il brano in gara si intitola "Per sempre sì". In apparenza racconta una storia d’amore, ma il suo cuore è la promessa: «Noi esseri umani siamo bravissimi a fare promesse, molto meno a mantenerle. Ma la promessa è una cosa seria: è un viaggio, ha un peso. Quando prendi un impegno, nel bene e nel male, devi assumerti la responsabilità di mantenerlo».

In amore, la promessa è un investimento sul futuro. «Non esiste umanità senza famiglia, qualunque forma essa abbia». Per Sal l’amore non ha etichette né confini: è il giorno più bello della vita.


Il valore delle sconfitte

Sanremo 2026 arriva per l'artista italo-americanoo dopo l’exploit di "Rossetto e caffè". «Quando è nata, nel 2024, venivo da un periodo dedicato ai musical. Tornavo sul mercato dopo anni di assenza e non volevo passare inosservato». Il brano è diventato una hit, ma il tema che gli sta più a cuore è un altro: l’accettazione del fallimento.

«Dalle sconfitte si può riemergere. I fallimenti ci aiutano a crescere, a diventare più forti. Nel mio caso sono stati un passo avanti. Ai ragazzi dico sempre: non mollate. Coltivate sogni, fate ciò che vi fa stare bene. Ma dovete crederci davvero ed essere pronti ai sacrifici». Il sunto è: le occasioni arrivano, bisogna essere pronti a prenderle. Niente distrazoni.

Il “Per sempre sì” di Sal Da Vinci

Per Sal, la promessa è una, quella fatta alla moglie Paola Pugliese, 33 anni fa (la coppia ha due figli, Francesco e Anna Chiara). Il “no” interrompe un sogno, il “ni” non costruisce nulla. Il sì, invece, è una scelta netta, una presa di responsabilità. «La vita è come una partita: o vinci, o perdi. Restare a metà non serve. Il “Per sempre sì” è la conferma di una decisione, il coraggio di portarla avanti nel tempo». Con la sua musica, il suo desiderio è semplice: «Vorrei entrare nelle case delle persone e portare leggerezza. Vivere questa settimana con allegria, condividerla con tutti».

La serata cover: "Cinque giorni" di Zarrillo

Nella serata delle cover propone, in programma venerdì 27 febbraio, Sal Da Vinci cantain coppia con Michel Zarrillo "Cinque giorni", ballata simbolo, che racconta l’altra faccia dell’amore: l’assenza e la sofferenza. Una scelta che è anche una metafora: i cinque giorni del Festival, da martedì a sabato, come un viaggio emotivo completo, tra passione e malinconia. All'esperienza di Sanremo seguiranno un progetti di inediti, un tour nei teatri e due grandi appuntamenti con il pubblico: all’Arena Flegrea di Napoli il 25 e 26 settembre. Una grande festa per celebrare 50 anni sulle scene (biglietti in vendita da giovedì 26 febbraio).