«Quello che voglio fare quest'anno è sbizzarrirmi: non sono più fan dell'autenticità performativa, di questa moda del dover sembrare naturale quando in realtà tutto è costruito. Voglio divertirmi e fare delle cose teatrali, portare sul palco del colore, delle proposte divertenti» è con questo spirito che Ditonellapiaga (Margherita Carducci) si prepara a tornare sul palco dell’Ariston, per la 76° edizione del Festival di Sanremo. Il brano in gara si intitola "Che fastidio!" ed è stato scritto e composto dalla stessa Margherita insieme a Edoardo Castroni, Edoardo Ruzzi e Alessandro Casagni.



Nelle parole di Ditonellapiaga: «È un brano che parla del modo in cui io vivo la socialità, non vuole essere arrogante, ma simpatico. È un po' quel parente che a Natale dice una cosa fastidiosa che poteva tenersi per sé, ma le vuoi bene lo stesso». Dopo aver ottenuto la benedizione della collega e amica Donatella Rettore, che l'ha paragonata a una moderna versione di "Nuntereggae più" di Rino Gaetano, Ditonellapiaga ha deciso di presentarla per il Festival, con un risultato, secondo lei, inaspettato: «Quando ho sentito che Carlo Conti aveva scelto di portare sul palco questo brano qui ho pensato 'Che coraggio', perché il più coraggioso è stato veramente lui a prendersi questa responsabilità. Io sono solo felice di aver portato al grande pubblico un brano in cui non mi sono snaturata».

"Che fastidio!" racconta con ironia la sensazione di sentirsi fuori posto: «Magari mi trovavo a queste feste o questi eventi e improvvisamente iniziavo a vedere tutto con altri occhi. È un brano estremamente autoironico, nel senso che io alle feste continuo ad andare e magari mi ci diverto pure, però ogni tanto ne noto le contraddizioni e penso che lo facciamo tutti, no?». Nell'elenco di cose che infastidiscono Margherita ce ne sono alcune puramente satiriche e altre più di denuncia, come il punto in cui parla di dover tenere sotto controllo il proprio bicchiere durante i party: «Una cosa che mi da fastidio è non potermi fidare dell'ambiente che mi circonda. Andare in un posto e non sentirmi tranquilla perché devo pensare non solo a divertirmi, ma anche a guardarmi le spalle, ecco questo è estremamente e realmente fastidioso».

In un senso più ampio, "Che fastidio!" è anche una critica all'industria musicale e alla perenne necessità di dover rientrare in una scatolina che possa rendere l'artista più identificabile e, per questo, vendibile. Racconta Ditonellapiaga: «Il mio percorso discografico è un po' difficile per certi versi, perché mi sento sempre fuori posto. Sono sempre troppo pop per l'underground e sempre troppo alternativa per il pop mainstream. Questo non avere una casa, non essere troppo etichettabile, può avermi penalizzata, ma in questo momento io la vedo come una virtù, un tesoro da custodire perché rispecchia il mio approccio più istintivo e più naturale. Non è stato facile costruirmi una terza strada, ma "Che fatica!" è un brano che rispecchia al 100% la mia identità musicale e contenutistica».

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Ilaria Ieie
Ditonellapiaga

In occasione della serata delle cover, in programma venerdì 27 febbraio, Ditonellapiaga si esibirà sulle note di "The Lady Is a Tramp" in duetto con Tony Pitony. Raccontando questa scelta, la cantautrice spiega: «Volevo portare la follia della teatralità e non potevo avere accanto una persona migliore di Tony, perché lui vive di ironia, ma anche di teatralità, perché ha una formazione da attore. È una figura poliedrica, quindi conoscerlo e poterci lavorare mi ha fatto proprio bene, perché ci siamo trovati nell'approccio al lavoro: performativo, divertente, senza dimenticare la padronanza vocale».

In risposta alla polemica sui testi espliciti, scorretti e satirici di Tony Pitony, che già serpeggia in conferenza stampa, Ditonellapiaga risponde: «Io trovo che la sua produzione artistica sia chiaramente ironica. Tony Pitony vuole che chi l'ascolta rida di lui, del suo personaggio, non con lui. C'è differenza. Stiamo parlando di un artista che fa della satira su un personaggio troglodita. Certo, capisco che le sensibilità siano diverse rispetto ai suoi testi, ma resta il fatto che sul palco di Sanremo dell'anno scorso ci sono state persone che hanno detto certe cose seriamente... Per questo, secondo me, è da sottolineare il fatto che Tony sia un personaggio caricaturale, che vuole proprio mettere in evidenza le contraddizioni della nostra società».

La partecipazione di Ditonellapiaga a Sanremo con "Che fastidio!" apre le porte e si fa manifesto di Miss Italia, il nuovo album che sarà pubblicato venerdì 10 aprile. Il progetto è nato in seguito a un momento di crisi artistica per Margherita, in cui «mi sentivo paralizzata dalle aspettative e dall'idea che gli altri avevano su di me». Non è un disco legato all'amore, spiega Ditonellapiaga con un certo orgoglio, è un disco che parla di lei, del suo rapporto con sé stessa e delle sue aspettative, tra fallimenti e desideri. Interamente scritto e composto dalla stessa Margherita, insieme ad Alessandro Casagni che ne ha anche curato la produzione, il nuovo album punta su sonorità pop elettroniche, senza paura di divertirsi sulla cassa dritta. Torna la parodia lucida, la voglia di punzecchiare gli stereotipi e far sentire che Ditonellapiaga può esprimersi forte e chiaro, a prescindere da ciò che gli altri si aspettano di sentire.

Lei racconta che, tra i momenti di incertezza che hanno ispirato il disco, c'è stato quello in cui il suo nome d'arte è stato messo in dubbio: «Non vi nego che, a un certo punto, mi è stato detto che il mio nome d'arte era un problema, perché non si coniugava con la mia immagine di ragazza carina e sorridente, perché un nome del genere è respingente, soprattutto per una donna. Cosa dovevo fare? Imbracciare una chitarra e farmi chiamare semplicemente Margherita Carducci? Che poi io la chitarra nemmeno la suono...». Davanti a questa prospettiva, Ditonellapiaga ha ritrovato i suoi punti fermi. Così conclude: «Aderire a un modello che non è il mio mi faceva stare male, in più secondo me non funzionava, perché credo che adesso la gente abbia bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso. Io penso che questa partecipazione a Sanremo con "Che fastidio!" testimoni il fatto che ci sia bisogno di proposte diverse. Il mio scegliere di sposare ancora di più il mio nome invece di addolcirlo e di addolcirmi è una scelta molto consapevole. E ne sono felice».