Nell'anno appena passato, una nuova generazione di artiste britanniche ha raggiunto il successo internazionale, mostrando al mondo che per intercettare le novità più interessanti della musica pop bisogna tenere l'orecchio teso verso il sound che arriva oltremanica. Secondo il rapporto realizzato da British Phonographic Industry (BPI) e pubblicato dalla BBC, il simbolo di questa nuova era del brit pop sono Olivia Dean e Lola Young, che hanno raggiunto le classifiche di Billboard negli Stati Uniti e ottenuto la nomination come Miglior artista emergente ai Grammy Awards del 2026, vinto poi da Olivia Dean, mentre Lola Young si è aggiudicata il Best Pop Solo Performance.
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Il riconoscimento, ovviamente, non è solo internazionale, ma anche locale, con le due artiste che hanno ottenuto il numero più alto di candidature ai Brit Awards 2026, in programma il 28 febbraio, dopo aver guidato le classifiche nazionali per tutto l'anno precedente. "Messy" di Lola Young è stato il secondo singolo più venduto dell'anno, mentre Olivia Dean è diventata la prima artista donna nella storia delle classifiche del Regno Unito a raggiungere il primo posto nella classifica con un singolo, "Man I Need", e un album, The Art Of Loving, nella stessa settimana.
Olivia Dean, Raye e Sienna Spiro: le artiste vintage pop
Alla domanda sul perché le sue canzoni avessero avuto così tanto successo, Olivia Dean ha risposto alla BBC che aveva cercato di fare del suo album un antidoto ai tempi difficili, perché «volevo che fosse come un abbraccio, confortante» per trasmettere «calore e intimità». Effettivamente, l'artista classe 1999, dà alla sua musica una nota soul e cantautorale, opportunamente attualizzata per tematiche e scelte estetiche, ma che gioca con la familiarità e l'eleganza vintage di mezzo secolo fa. Una scelta lontana dai visual di moltissime popstar contemporanee, che optano per sound ed estetica y2k o per una sorta di rottura rispetto a tutto ciò che possa essere considerato classico.
Eppure, proprio come Olivia Dean, alte artiste brit fanno del fascino della canzone Anni '60 il loro, nuovissimo, mondo creativo. Vedi alla voce Raye che, con "Where Is My Usband", ha ufficialmente segnato la sua seconda fase di rivincita, dopo un decennio di ingiustizie subite dalla precedente etichetta discografica, e una liberazione cominciata con l'album nominato al Mercury Prize, My 21st Century Blues (2023). La sfumatura funk e la potenza interpretativa di Raye hanno reso "Where Is My Husband" il tormentone TikTok dell'anno, accanto a un'altra artista britannica che segue questo filone vintage, Sienna Spiro. Classe 2005, con una profonda fascinazione per il sound Anni '50, Sienna Spiro è l'artista Gen Z che ha saputo far comunicare due mondi apparentemente inconciliabili grazie alla sua musica e, in particolare, la sua "Die On This Hill", amatissima anche su TikTok.
Lola Young, Charli XCX, PinkPantheress e FKA twigs: le artiste ribelli
Basterebbero queste tre artiste per raccontare quanto il panorama pop britannico abbia influenzato la musica a livello internazionale, ma dentro e fuori le classifiche, tra playlist, festival internazionali e social, ci sono molte altre artiste del Paese che hanno dato una sferzata di rinnovamento al suono mainstream. Tra queste c'è sicuramente la già citata Lola Young che, oltre al successo virale di "Messy", nel 2025 ha pubblicato l'ultimo album I'm Only F**king Myself, con un suono alt-rock e una sfilza di sincere e impietose auto-critiche al caos dei vent'anni. Un'attitudine brat che sta facendo sentire forte e chiara la voce delle ragazze di South London dalla vita spesso incasinata, ma non per questo meno poetica.
A proposito di brat, impossibile non nominare Charli XCX che ha inaugurato il 2026 con Wuthering Heights, che è, sì, la colonna sonora dell'omonimo film di Emerald Fennell, ma è anche uno straordinario nuovo capitolo della sua musica. In Wuthering Heights, Charli lascia da parte l'iper-erotismo del film e preferisce giocare con il gotico e il romantico, improvvisando una sorta di rave su archi nel mezzo della brughiera inglese. Dalla voce di John Cale in apertura, con l'omaggio al suono dei Velvet Underground, fino alla house martellante e il synth pop, Charli XCX ha mostrato, quasi in sordina, di essere pronta ad andare oltre il successo del suo album verde acido. In modo simile ma diverso, anche artiste come PinkPantheress, con la sua "Illegal" e l'hyperpop da cameretta, così come FKA twigs e la sua evoluzione aliena di EUSEXUA, mostrano che il pop e l'elettronica si coniugano perfettamente nella musica brit pop, continuando a spingere un po' più in là il confine di una sperimentazione sempre genuinamente divertente.
Tra grandi ritorni e nuovo indie pop: da Lily Allen a Wolf Alice
Tra le grandi sorprese della musica pop recente va citato il ritorno di Lily Allen, con il suo album-manifesto West End Girl, qui per portare un pop brutalmente onesto, pensato per ricucire i cuori ma anche per gridare, molto elegantemente, la propria rabbia. In termini di longevità di carriera, è ormai da più di 10 anni che la rapper Little Simz si è rivelata come una delle più grandi interpreti rap a livello internazionale e continua a farlo con il suo disco del 2025, Lotus. Non sarà esattamente pop, ma ne sfiora e ridefinisce i confini diventando, indubbiamente, mainstream. Allo stesso modo, la scena alternative indie/rock britannica ha avuto un exploit non indifferente nell'ultimo anno, con artiste come The Last Dinner Party, Wet Leg e Wolf Alice.
L'influenza della musica pop britannica, nelle sue più ampie sfaccettature, è un fenomeno potentissimo, che si estende ben oltre i suoi confini. Come ha detto la Ceo di BPI, Jo Twist, a BBC questo risultato è probabilmente dovuto al fatto che: «Il Regno Unito è ancora il secondo maggiore esportatore di musica a livello mondiale. [...] Nel Regno Unito abbiamo un ecosistema brillante che aiuta questi artisti a raggiungere il successo globale, ma è un ambiente competitivo difficile». Eppure le artiste brit lo cavalcano con enorme successo, mostrando una via nostalgica ma rinfrescante, senza regole e sperimentale, per la nuova era del pop.












