Citando un suo vecchio brano sanremese, in questo periodo storico Arisa «si sente bene», e non potremmo esserne più felici. Con l'avvicinarsi della sua prossima esperienza all'Ariston, il palco che l'ha lanciata grazie a "Sincerità", l'artista lucana ha voluto raccontarci un po' di questa positività ritrovata confluita in "Magica favola", il brano che presenterà a fine febbraio nell'imminente 76ª edizione della kermesse canora, e che siamo impazienti di poter ascoltare.



Arisa spiega il significato del testo di "Magica favola" al Festival di Sanremo 2026

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Il nuovo disco di Arisa uscirà presto e si chiamerà Foto mosse. Il singolo sanremese "Magica Favola" è stato definito un po' Disney da chi l'ha ascoltato in anteprima, ma in realtà è stata costruita pensando a sonorità che nella sua testa risalgono all'opera dei primi del '900, come "Tu che mi hai preso il cuor"; strizza l’occhio a quei tempi ma con una visione molto moderna.

Sul significato brano, Rosalba ha raccontato: «Una mattina ci si alza e ci si rende conto che si è arrivati a un punto, ma non bisogna lasciare tante cose indietro e tra queste c’è sicuramente il sentire, il fatto di essere felici in generale. C’è un ricordo, ci si riappropria della propria sensibilità; dobbiamo capire cosa vada bene per noi, riappropriandoci di quello che ci faceva battere il cuore un tempo, cercando di curare un po’ di più la nostra interiorità e quel bambino che a volte lasciamo in un angolo e che ha bisogno di vivere e di esprimersi».

La ricerca dell'amore e la nuova consapevolezza

«Ho capito in questi anni di essermi focalizzata sulla ricerca dell’amore romantico, che mi ha portato via tanto tempo. Dopo tanti tentativi ho capito che l’arcobaleno è dentro di me e quindi cercherò di vivere l’amore in modo più universale, dedicandomi di più agli amici e alla mia famiglia», ha raccontato l'artista di questo suo periodo personale.

Foto mosse è un disco composto da molti brani che raccontano delle fotografie, intese come ritratti sentimentali, e i sentimenti sono soggetti al momento. Arisa ha lavorato all'intero album insieme ai Mamakass, con cui aveva collaborato anche per "Nuvole", brano uscito lo scorso 17 ottobre.

«Ho 42 anni, quindi è naturale che io abbia consapevolezze diverse; credo che vorrei trovare il coraggio per esplorare me stessa a fondo, tirarmi fuori davvero e lasciare un segno autentico di me», ha aggiunto lei.

L'omaggio a "Quello che le donne non dicono" e il coro alla serata cover di Sanremo 2026

La scelta del brano di Fiorella Mannoia per la serata cover e duetti e l'inserimento del coro hanno un significato preciso: «Io onestamente ho sempre amato il pezzo di Fiorella, la amo profondamente perché rappresenta una femminilità molto autentica, che non è quella martire né quella femminista radicale, ma è una femminilità e basta, che non smette di sentire, né vincitrice né vinta. È quella delle donne comuni di cui io mi sento parte. Un po’ come mia sorella, che ha due figli e deve accontentare tutti; sto parlando di donne che si fanno un mazzo così, si fanno avanti, escono, si truccano e affrontano la propria giornata. Il coro l’ho scelto perché mi piaceva la possibilità di dare a questa canzone una dimensione diversa. Il Coro Regio di Parma dona una sorta di aura angelica al brano; mi piaceva l’idea di dare alla femminilità questa accezione angelicata. Il femminile è capace di grandi gesti».

I «no» ripetuti del Festival e lo sfogo amaro ad Amici

Alla domanda su cosa direbbe oggi alla Arisa del passato, quella rimasta delusa dai tanti rifiuti dal Festival, risponde: «Direi che bisogna avere pazienza nella vita e che se non molli e non ti arrendi al rifiuto, le cose possono ristabilirsi. Io sono un tipo molto ansioso e vorrei tutto e subito, invece non bisogna mai dare nulla per scontato. Ringrazio per quella cosa ad Amici che non avevo capito: quando l'hanno mandata in onda me la sono presa, non pensavo l'avrebbero fatto. Poi sono stata felice perché il pubblico ha capito che sono un essere umano. Alla fine quella esternazione era anche perché con il rifiuto ancora non ci avevo ancora fatto pace; invece no, bisogna attraversare la vita, andare avanti sempre e non fermarsi mai».

Riguardo all'interpretazione del celebre "sì" nel finale di "Quello che le donne non dicono": «Io dirò ancora un altro sì, mi attengo all’originale. Per come lo interpreto io, non è l’uomo che chiede e le donne che devono dire di sì. Le grandi donne non perdono l’occasione di essere aperte e possibiliste. Io sono interessata al futuro, non voglio smettere di sentire e non voglio assolutamente porre delle barriere tra me e l’altro. La violenza è un altro tema: non possiamo vivere con la presunzione di sapere che tutti gli uomini siano sbagliati, e neanche che tutte le donne siano giuste. Bisogna essere esseri umani, in questa canzone le donne sono anche maternità, e la maternità è accoglienza».

Il capitolo Eurovision e FantaSanremo

Sul fronte internazionale, Arisa ammette di avere ancora un conto in sospeso con l'Eurovision Song Contest: «Non ho fatto pace, ce l’ho ancora qua. Io vorrei tanto andarci perché "La notte" ce la chiedono tutti gli anni; quest'anno l'ha fatta Gusttavo Lima e ogni volta io ringrazio. Mi piacerebbe tanto esportare la mia musica».

Infine, un commento sul FantaSanremo: «Mi approccerò a Sanremo con leggerezza ma anche con serietà. E cercherò di onorare le persone che già mi dicono che sono la loro capitana!».