Morte, tempo e amore. Tre concetti che attraversano la vita di chiunque, che inquietano, sfuggono e salvano allo stesso tempo. È attorno a queste coordinate esistenziali che nasce 4U, il nuovo EP di Capo Plaza, pubblicato simbolicamente alla vigilia di San Valentino. Sette brani che segnano un cambio di registro netto: meno rumore, più ascolto; meno corazze, più verità. Un progetto intimo e introspettivo che racconta la necessità di rallentare, di guardarsi dentro e di dare voce a sentimenti spesso messi a tacere. A quasi dieci anni dall’esplosione del suo successo, incontriamo Capo Plaza, Luca D’Orso all’anagrafe, per parlare di crescita, consapevolezza e amore, non come retorica, ma come urgenza, come scelta quotidiana, come unica risposta possibile al tempo che passa e alla paura della fine.
Il tuo ultimo album, Hustle Mixtape Vol. 2, lo hai pubblicato a ottobre, ora arrivi con un ep. È un periodo molto produttivo; sembra che tu abbia voglia di sperimentare dando voce anche a diverse sfumature di te. È così?
«Voglio essere più costante, voglio creare più musica. Ho voglia di sperimentare, l’ho sempre fatto fin dagli inizi della mia carriera. Ho sempre cercato di lavorare sia a pezzi più aggressivi, più rap, e più commerciali. Credo che chiudersi in una bolla non aumenti la produttività. Crescendo si cambia molto, ed è bello. Sperimentare, per me, è qualcosa di molto naturale, non forzato».
4U, il tuo nuovo ep, è composto da sette brani. Arrivano tutti da una produzione post pubblicazione di Hustle Mixtape Vol.2?
«Alcuni brani erano stati pensati per il mixtape, ad esempio la collaborazione con Achille Lauro, + A Nulla. Era un brano bellissimo ma, in quel progetto, non calzava bene così ho aspettato. Altre canzoni, invece, sono nate dopo ottobre durante le sessioni successive. Avevo questi brani, poi cadeva San Valentino, il 13 febbraio come giornata di pubblicazione mi sembrava perfetta».
È un progetto molto romantico, c’è tanto amore; è dedicato interamente alla tua compagna?
«In verità è dedicato a tante persone. Ci sono brani che sicuramente ho dedicato a lei. Ma è un ep che dedico a chiunque voglia ricordarsi di quanto sia importante l’amore. È un po’ come una scatola di cioccolatini da regalare alla propria fidanzata»
In 4U ripeti “l’ho fatto per te”, qual è la cosa più importante che hai fatto per qualcuno o che hai ricevuto?
«Non saprei risponderti con una singola azione. Ogni giorno è un impegno, e un piacere allo stesso tempo. In una relazione il dare e ricevere deve essere equilibrato. Non segno le cose che faccio o ricevo, semplicemente agisco perché amo quella persona. L’amore è bello e a volte drastico, ci sono relazioni tossiche e relazioni bellissime. La cosa più bella è crescere insieme, diventare una cosa sola».
La prima traccia dell’EP, Cose Più Grandi Di Me, chiude con una citazione di Collateral Beauty: "Noi desideriamo l’amore, vogliamo più tempo e temiamo la morte". Come mai questa scelta?
«È stata un’idea di un amico in studio, mi ha suggerito questa frase e calzava alla perfezione. Riprende il concetto che alla fine corriamo verso tante cose, ma la vera lotta è contro noi stessi. La frase rappresenta molto il senso dell’EP e delle tematiche che tratto».
Nel film si parla di bellezza collaterale formata da tempo, morte e amore. Come interpreti queste tre cose?
«Sono le tre fasi che ci assillano di più nella vita. Basta avere consapevolezza: un respiro e ti senti più leggero. La morte rimane un’incognita che fa paura, ma parlarne aiuta ad accettarla».
È un tema che affronti spesso…
«È una delle cose che più mi terrorizza. Non sappiamo cosa c’è dopo, mi fa paura, ma lo accetto. Vorrei essere immortale per vivere tutte le epoche, per vivere, perché vivere è bellissimo. Chi è che non ha paura della morte?».
Credi?
«Molto. Sono molto credente. Ho due tatuaggi che raffigurano Maria. La spiritualità per me è importante, specialmente nei momenti difficili: sapere che c’è qualcuno con cui puoi parlare aiuta. Non sono praticante tutti i giorni, ma la mia fede è reale».
Ripensando al successo esploso nel 2017 con Giovane Fuoriclasse, come ti vedi nel passato?
«Mi guardo con tanto orgoglio. Non cambierei nulla. Ho sempre fatto le cose a modo mio, senza l’aiuto di nessuno».
Hai mai pensato a un piano B?
«Sì, ma non era un piano vero e proprio. Ho preso il diploma e so che sicuramente avrei trovato un lavoro alternativo, anche se non era il mio sogno».
In Resta Ancora Un Po’ canti: ”Se penso da dove vengo è un miracolo ciò che ho fatto”.
«I miei colleghi arrivano quasi tutti da Milano. Faccela da Salerno! Poi parliamo»
Che rapporto hai con Salerno oggi?
«Salerno rimane il mio posto sereno. Casa mia è casa mia. Negli anni ho avuto anche rapporti difficili con il mio paese, ma ne sono orgoglioso. Sono orgogliosoo di essere italiano, salernitano. Sono orgoglioso delle mie radici. Mi emoziono anche in questo periodo tifando per le olimpiadi».
A proposito di olimpiadi invernali, il video di Resta ancora un po’ lo hai girato proprio a Livigno. Che emozioni ti richiama l’inverno?
«Il video lo abbiamo girato proprio una settimana prima dell’inizio dei Giochi. L’inverno, il periodo della neve, dell’andare a sciare, di San Valentino, è un periodo che mi richiama amore».
Quindi le Olimpiadi le stai seguendo molto?
«Tantissimo! Il SuperG, il curling! È bellissimo».
Sai sciare?
«No, vengo dal Sud. La mia compagna è bravissima, io la guardo mentre bevo i bombardini. Ma a parte questo amo gli sport in generale. Mi piace guardare di tutto! Credo di seguire più lo sport che la musica».
Ad ogni modo sono due mondi sempre più vicini..
«È vero, io sono fan della cultura pop americana. Il wrestling, il football, l’nba... Lì la musica e lo sport vanno a pari passo. Lo sportivo mi motiva, la mia musica stimola gli atleti. Molti dei miei fan sono proprio atleti. La connessione con lo sport è sempre più forte e spero cresca sempre di più».
Tornando all’amore, come è cambiata la tua percezione di questo sentimento?
«È cambiata molto. Ho vissuto fasi di amore tossico, passeggero e reale. Quando due persone si capiscono davvero, è tutta un’altra cosa. Per ogni età c’è una fase. L’amore oggi non è più scontato».
Sogni in futuro una famiglia?
«Sì, è uno dei miei sogni. Voglio diventare padre, avere una famiglia, essere chiamato papà. Ma non voglio programmare: succederà quando sarà il momento giusto per me e la mia compagna»
Siamo venuti a sentirti all’Alcatraz, era il 2022. È stato un concerto bellissimo, tra un brano e l’altro hai più volte spronato i tuoi fan a seguire sempre i propri sogni. È anche questo un tema importante per te?
«Sì. Io ce l’ho fatta da Salerno. Ai ragazzi lo dico sempre: se avete quel fuoco dentro, alzatevi, impegnatevi e seguite la vostra strada. Solo voi siete gli autori del vostro percorso. I sogni devono diventare realtà: bisogna agire per trasformarli in qualcosa di concreto».













