«Mi sono detto 'Il disco potrebbe uscire a marzo, prima c'è Sanremo... Facciamo Sanremo!' Così si torna e si comunica che sta succedendo qualcosa di nuovo, è il modo più bello per un ritorno come si deve, con una canzone in cui mi rivedo e un disco che non vedo l'ora di fare ascoltare» racconta Fulminacci, nome d'arte del cantautore romano Filippo Uttinacci, a poche settimane dall'inizio del Festival di Sanremo 2026. Sul palco dell'Ariston torna per la terza volta: la prima è stata nel 2021 come concorrente, la seconda nel 2025 accanto a Gazzelle, nella serata dei duetti, la terza sarà invece in questa 76ª edizione, con il brano "Stupida sfortuna".
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Lo definisce un brano sentimentale che, sì, un po' tocca il tema dei piccoli imprevisti quotidiani, ma si concentra più sul tema del rapporto di coppia, fulcro dell'abum in uscita il 13 marzo, Calcinacci. Nel titolo del disco, interamente prodotto da Golden Years, fatta eccezione per un brano prodotta da Okgiorgio, c'è la chiave di lettura anche di "Stupida sfortuna". Spiega Fulminacci: «È una metafora di quello che mi sta succedendo. Ho concluso una relazione molto importante e lunga, quindi mi trovo in mezzo alle macerie. I calcinacci sono dove si è distrutto e dove si ricostruisce. In questo disco ci sono io che guardo le macerie e cerco di ricostruire. Il disco parla di questo: io che guardo quello che è successo e cerco di rimboccarmi le maniche. Ci sono canzoni felici e tristi».
"Stupida sfortuna" è in equilibrio tra questi due mondi. Del suo rapporto con la scaramanzia, Fulminacci spiega: «Le piccole sfighe ce le ho tutte: non trovo parcheggio, non vinco a tombola, nelle cose sportive arrivo sempre ultimo. Avrei dovuto scegliere questo come nome d'arte ma era già preso... Ho comprato la macchina e il giorno dopo l'ho trovata graffiata. Però faccio il lavoro più bello del mondo e sono pieno di persone che mi vogliono davvero bene nella vita privata, quindi nelle cose che contano sono super fortunato».
A proposito di amicizie, Golden Years sarà sul palco dell'Ariston insieme a Fulminacci, per fare da direttore d'orchestra perché «conosce l'album a menadito» e, come annunciato, ci sarà anche un'altra ospite d'onore. Nella serata duetti, Francesca Fagnani è attesa accanto al cantautore per la cover di "Parole parole", con Fulminacci che sceglie, per la seconda volta dopo l'ospitata di Valerio Lundini, di esibirsi accanto a una personalità non prettamente musicale. Spiega Fulminacci: «Attraverso l’ironia mi proteggo, perché ho il complesso di esibirmi su canzoni che non sono mie e mi vergogno a fare le cover, quindi la prendo come un'occasione per fare qualcosa di trasversale». A proposito della giornalista, il cantante aggiunge: «È un personaggio che stimo, salita a bordo di questa cosa con un entusiasmo che non mi aspettavo e uno spirito leggero. Vogliamo strizzare l'occhio al brano Anni '70, facendo anche esteticamente qualcosa di vintage, ispirato alla tv di altissimo livello degli Anni '60 e '70. Per "Parole parole" volevo avere accanto a me qualcuno che non fosse un musicista e Francesca Fagnani è una figura dignitosa, austera, ma anche capace di metterti a tuo agio. Sa trasmettere bene i concetti».
Fulminacci è determinato nell'esplorazione di un'arte che sia trasversale, infatti, ci anticipa, in contemporanea all'uscita di Calcinacci, il 13 marzo, ha previsto quella di un corto: «Mi piace di più rispetto al videoclip perché ho la possibilità di sperimentare in questa direzione in modo radicale. Il corto ripercorre le tappe del disco e ci sono rimandi chiari che mi fanno divertire davvero tanto». Se nel corto ci sarà Pietro Sermonti, i featuring del disco saranno invece due vecchie conoscenze di Fulminacci: Franco126 e Tutti Fenomeni.
Fulminacci si dice soddisfatto del risultato: «Faccio uscire solo ciò di cui sono davvero convinto e per me ogni traccia di Calcinacci ha la forza per essere un singolo». Sanremo sarà quindi il trampolino di lancio perfetto, per il disco anche se, ci dice, non punta ad arrivare primo, bensì quinto: «Con la competizione non ho un rapporto, non ce l'ho mai avuto, perché non mi interessa. Voglio fare il Festival in modo leggero e divertirmi. Le classifiche esistono e ci sto dentro perché faccio musica pop, ma non è questo il punto. Il successo è vedere la gente che canta le mie canzoni contenta ai concerti e arrivare a loro con una musica che mi piace».





