Mentre manca sempre meno alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, incontriamo Sayf in un lunedì grigio. Il cantante italo-tunisino classe 1999 è atteso sul palco dell'Ariston con il brano "Tu mi piaci tanto" e, nella serata dei duetti insieme a Alex Britti e Mario Biondi per una reinterpretazione di "Hit The Road Jack". Una prima volta che Sayf (nome d'arte di Adam Viacava) considera come una ricchissima occasione per farsi conoscere al grande pubblico, ancora di più che con la hit estiva "Sto bene al mare" insieme a Marco Mengoni e Rkomi, un modo per portare la sua musica e quella della scuola genovese ancora più fuori dai confini. Sa, però, che i temi politici e sociali della sua "Tu mi piaci tanto" potrebbero sollevare qualche polemica perché si sa: ogni volta che un artista si espone le critiche sono sempre le prime ad arrivare. Lui però non ha paura.



«La polemica non mi spaventa perché sono aperto al dialogo» racconta Sayf durante l'incontro stampa, sostenendo la sincerità del testo che ascolteremo in "Tu mi piaci tanto": «I miei sono discorsi spontanei che nascono da riflessioni. Ho scritto la canzone in un momento di tensioni, nel pieno delle manifestazioni per la Palestina, che mi hanno riportato alla mente una serie di cose». Il suo obiettivo sul palco dell'Ariston? «Non ho doppi fini, voglio solo dare la mia impressione del mondo, della politica, dire che in questo momento non c’è nessuno che ci rappresenta». Qualcuno potrebbe paragonare la sua scelta a quella che fece Ghali nel 2024 con "Casa mia", nel tentativo comune di portare la voce delle seconde generazioni sul palco, con un sottotesto a valenza sociale. Sayf risponde: «Ghali lo rispetto e lo conosco, anche per quello che ha fatto a Sanremo. Mi sono emozionato quando ha fatto "Italiano vero" sul palco dell'Ariston, ma non sono qua a riproporre quello che è già stato fatto. Sono in prima linea per prendere posizione e non per scia, ma per esigenza».

Sayf a Sanremo: dalla politica alla fragilità

In "Tu mi piaci tanto" ovviamente non c'è solo politica, ma anche riferimenti alla cultura popolare italiana, da Cannavaro a Luigi Tenco. Una strofa del brano è infatti dedicata al cantante che fece la storia della musica italiana e scomparve proprio durante la partecipazione al Festival di Sanremo, togliendosi la vita. La riflessione di Sayf sul tema è questa: «Non pongo le dinamiche problematiche di questo lavoro alla pari di altre problematiche, un po' per orgoglio, un po' per rispetto di quelle che secondo me sono situazioni più importanti. Io sono grato di poter fare questo lavoro. Però c'è una spaccatura, una fragilità, di cui voglio parlare».

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Sayf

Alla crudezza delle tematiche affrontate nel brano sanremese si contrappone il titolo, quel "Tu mi piaci tanto" ripetuto più volte dentro il testo, in maniera «quasi infantile», come la definisce Sayf, che spiega così la scelta stilistica: «Le prime volte in cui lo pronuncio ha una valenza sarcastica e giocosa, quando arrivo a dirlo nella conclusione, quello è il momento sincero. Ripetere quella frase serve a spezzare le immagini più crude. È un momento di debolezza positiva, del trovare qualcuno o qualcosa, concentrandosi sul bello delle piccole cose. Il mondo può andare a scatafascio ma se ci sono il mare, la famiglia, una persona a cui dire 'mi piaci tanto' allora hai un centro».

Sayf vuole portare in alto la scena ligure

Il cantante mantiene il massimo riserbo sulla serata cover, di cui svela solo il momento della scelta del featuring su "Hit The Road Jack": «Ci è capitato su internet il video di Mario Biondi e Alex Britti che si esibivano insieme e ci è sembrata l'accoppiata perfetta per fare questa canzone». In preparazione al Festival la tensione, ovviamente, la sente tutta, anche se prova a stemperarla citando Vaz Te: «Davanti a voi non sarò mai in imbarazzo» e poi si corregge «Almeno questo è quello che provo a fare, in realtà patisco l'ansia».

Ma c'è vita anche dopo Sanremo e, attualmente, Sayf ha in lavorazione anche il suo secondo disco dopo Everyday Struggle (2020) che arriverà, molto probabilmente a uno o due mesi dalla partecipazione al Festival. Sayf si dice soddisfatto di ciò che ha tra le mani e spera che, anche grazie al suo impegno, la scena ligure (rappresentata tra gli altri da Bresh, Tedua, Vaz Te, Olly) risplenda di luce propria: «Vivo a Rapallo, spero di riuscire a costruire qualcosa lì, dove c'è un sottobosco di amicizie e influenze. Genova, soprattutto, è una città viva, non è esposta o romanticizzata come Milano, però c’è. Forse questo è un modo anche per salvaguardarla, per tenere l’arte libera. Diciamo che di cose ne succedono parecchie, il tempo ci dirà se sono rilevanti».