È iniziato il conto alla rovescia per il prossimo Festival di Sanremo, l'edizione numero 76, in programma dal 24 al 28 febbraio con la conduzione e direzione artistica di Carlo Conti (è il suo ultimo festival, giura lui). A meno di un mese dal debutto sul palco dell'Ariston, abbiamo ascoltato in anteprima le 30 canzoni in gara. Tante storie d'amore, le fragilità senza paura di parlarne, vibe nostalgiche e quella ricerca tra i generi musicali per accontentare un pubblico sempre più vasto (e l'obiettivo ci sembra pienamente raggiunto). Ci sono ballad, pezzi urban, suoni internazionali e produzioni di qualità. Cosa ci è piaciuto? Difficile dirlo a caldo, dopo un ascolto completo sì, ma veloce, un brano dietro l'altro, senza possibilità di fare rewind. Qui ci sono le nostre pagelle: un insieme di emozioni, suoni, arrangiamenti e testi che ci hanno convinto di più. Appunti estemporanei, per fermare l'attimo su cosa queste canzoni ci hanno trasmesso. Sono giudizi sui quali torneremo più e più volte, quando finalmente i brani arriveranno all'Ariston, dal vivo e con l'orchestra del festival. Nel frattempo, ecco cosa ci ha colpito.

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Le pagelle alle canzoni in gara a Sanremo 2026

Arisa, "Magica favola" - Voto 6 e mezzo

Una canzone femminile, nel senso più bello del termine. Arisa con la sua voce preziosa usa l'immagine della bambina per raccontare questo romantico disordine che tutti abbiamo nel cuore: "A trent'anni tutti mi dicevano che bella la tua voce, a quaranta voglio solamente ritrovare un po' di pace".

Bambole di pezza, "Resta con me" - Voto 6

Un'occasione un po' persa, un brano che finisce nel già sentito (o forse noi ci aspettavamo qualche vibe in più?). Tutto per dirci una verità comunque importante e che ci fa bene ripeterci, e cioè che insieme è sempre meglio: "Adesso sono io a dirti che ho bisogno".

Chiello, "Ti penso sempre" - Voto 7

C'è del "disagio" messo a frutto nel modo giusto, in maniera creativa. L'intenzione di avvicinarsi a una forma di pop senza perdere l'identità musicale. Bella produzione, potente il testo. L'esibizione sarà tutto: "Voglio disinnamorarmi e non è rimasto niente solo una scheggia tra noi due".

Dargen D'Amico, "AI AI" - Voto 5

Da risentire per cogliere le sfumature, l'ironia e quel non detto sottile e sotteso che il pubblico di Sanremo potrebbe non capire facilmente: "Il Bel Paese ha così buongusto che pure il meteo non è mai brutto".

Ditonellapiaga, "Che fastidio!" - Voto 7 e mezzo

Svolta elettropop mista a dance per un brano che porta in musica tutto quello che è tipicamente cringe. Dai "giornalisti perbenisti" ai "tronisti presentati come artisti". Una bella sorpresa per un pezzo tormentone, che resterà a lungo.

Eddie Brock, "Avvoltoi" - Voto 7

Siamo già sulla terrazza del Pincio, a Roma, a cantare un ritornello che fa perfettamente il suo. Come un menestrello ai tempi di TikTok, Eddie Brock (Edoardo Iaschi all'anagrafe) sa cosa dire, e come farlo: "Perché è più facile per te farti spogliare che spogliarti il cuore".

Elettra Lamborghini, "Voilà" - Voto 5

Un tentativo, un divertissement, un pezzo che non resta immediatamente ma lo farà ascoltandolo in radio e come tormentone social. Bello l'omaggio alla Carrà, si poteva fare di più. "Un po' ti odio un po' I love you ma che c'è di male".

Enrico Nigiotti, "Ogni volta che non so volare" - Voto 5

Una melodia cinematografica per un pezzo che ha voglia di raccontare una fiaba, con la dolcezza e la consapevolezza dell'età adulta. Il ricordo del primo amore, ma poi anche andare avanti: "Sopra un vecchio materasso tenevamo gli occhi chiusi".

Ermal Meta, "Stella stellina" - Voto 6

L'intento è buono (è l'unico brano che parla di guerra) ma ci sono delle dissonanze. La musica va in una direzione, con influenze importanti (tra gli autori c'è Dardust), il testo è più intimo, delicato (nonostante il tema forte). Da risentire. "Dalla collina si attende primavera, ma non c'è quel che c'era, non ci sei più tu".

Fedez & Masini, "Male necessario" - Voto 9 mezzo

Dalle turbolenze si può e si deve imparare. E fare i conti con sé stessi è un momento che arriva per tutti. Il brano più forte al primo ascolto. Il rap di Fedez introduce la voce potente di Marco Masini, che sembra avere nuova energia. La canzone, che resta nelle vibe più oscure, piacerà (molto): "Non ho più spazio per dipingermi d'inchiostro. Lo ammetto però per altre cicatrici trovo un posto".

Francesco Renga, "Il meglio di me" - Voto 5

Affrontare le proprie paure, e dichiararlo subito, ma senza spingersi troppo in là. Succede anche con questo brano, che rappresenta un po' la comfort zone in cui fa piacere ogni tanto rintanarsi: "E ancora non so perdonare il tempo che cambia le cose".

Fulminacci, "Stupida sfortuna" - Voto 8

L'onestà di un sentimento cantato per quello che è, pregi e difetti. Una ballad sincera che merita di essere riascoltata (perché può solo piacere di più): "Ma spero di essere il migliore dei tuoi sbagli".

J-Ax, "Italia starter pack" - Voto 5 e mezzo

Cosa serve per sopravvivere nel nostro Paese? Se lo chiede Alessandro Aleotti (J-Ax) in questo brano che prende a mani basse dalle sonorità country per finire in un ritornello catchy che è già tormentone: "Serve una brutta canzone che fa... pa pa parappa".

LDA e Aka7even, "Poesie clandestine" - Voto 6 e mezzo

Un amore da falò di confronto che ci proietta direttamente alla prossima estate. Tanti slogan che vivono da soli ("Tu sei Napoli sotterranea") e che trovano il loro claim in "Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè". Cit. che diventerà (e già lo è) un cult su TikTok.

Leo Gassmann, "Naturale" - Voto 6

Un tira e molla sentimentale che può anche non riguardare una questione di cuore. La sensazione di umanità. La freschezza dell'età (e delle scaramucce) in un'immagine che tutti abbiamo vissuto: "Ma non vale se ora mi guardi con quegli occhi lucidi e mi macchi la felpa con il nero dell'eyeliner".

Levante, "Sei tu" - Voto 7 e mezzo

Testo e musica di Clauda Lagona (Levante) per uno dei pezzi più raffinati che ascolteremo a Sanremo. Una canzone da vivere a cuore aperto, per lasciarsi attraversare dalle emozioni: "E così ci si innamora... Fare spazio dove posto non si trova".

Luchè, "Labirinto" - Voto 7

I pensieri ossessivi, e questa ricerca della luce. Si poteva spingere un po' di più, ma la scrittura c'è e anche quell'ispirazione primo rap di cui ogni tanto sentiamo la mancanza. "È quello che so di te. Che sei bella come una bugia detta per non piangere".

Malika Ayane, "Animali notturni" - Voto 7 e mezzo

Quello che scegliamo, come lo difendiamo? Se lo chiede Malika Ayane in questo brano dalle vibe vintage. Una canzone inaspettata, nella quale la sua voce spicca in maniera nuova: "La strada è una giungla. Puntiamo alla luna come animali notturni".

Mara Sattei, "Le cose che non sai di me" - Voto 8

Una dedica d'amore alla sua storia d'amore. La pagina di un diario scritta in maniera perfetta per l'Ariston. L'apertura orchestrale, il crescendo musicale, il testo che racconta un verità in cui è facile riconoscersi: "La voce tua nei giorni tristi guarisce il mio disordine".

Maria Antonietta & Colombre, "La felicità e basta" - Voto 7 e mezzo

La felicità è un diritto e questa coppia (sul palco e nella vita) se lo prende per intero. Funziona tutto: impossibile non richiamare alla mente la vibe di Felicità (quella cantata da Al Bano e Romina), il refrain orecchiabile, il duetto che è sempre una garanzia. Aspettiamo l'esibizione per cantare insieme: "(I love you baby) non posso arrendermi. (I love you baby) passo a prenderti".

Michele Bravi, "Prima o poi" - Voto 6

Sentirsi fuori posto. Succede quando un amore finito non trova soluzione. Un brano sofferente (forse troppo?) e sofferto: "Dovresti vergognarti. Che dopo anni non la smetti di mancarmi". L'affondo come una lama.

Nayt, "Prima che" - Voto 7

Le relazioni, noi, gli altri in un rap cantautorale ben fatto, che sa di denuncia sociale, ma porta con sé anche un po' di speranza. William Mezzanotte, in arte Nayt, si chiede: "Chi siamo?". La risposta non è scontata.

Patty Pravo, "Opera" - Voto 6 e mezzo

L'unicità di un'artista che non ha paura di mettersi in gioco. Musa, come quella del suo brano: "Cantami ancora il presente, nella vanità, io sono Musa colore tagliente e poi Opera, l'Opera".

Raf, "Ora e per sempre" - Voto 6

Un amore maturo per una canzone che entra di diritto nel repertorio dell'artista. Un brano atemporale come il sentimento che racconta: "Stringimi forte quando il sole sorgerà".

Sal Da Vinci, "Per sempre sì" - Voto 7

Il sì di una vita, in un brano neomelodico con chiusura in napoletano. C'è da aggiungere altro? Piacerà, in platea e al pubblico della Rai: "Litigare e far l'amore poi che male c'è".

Samurai Jay, "Ossessione" - Voto 6

La passione per la vita in un brano che rientra nella quota latin urban. Potrebbe essere una buona hit estiva? Il secondo ascolto (e l'esibizione live) potranno confermarlo: "Ti amo solo di venerdì, bailando contigo asì".

Sayf, "Tu mi piaci tanto" - Voto 9

L'istantanea di un amore e molto di più: l'attitudine è quella cantautorale, la melodia uptempo, il pezzo funziona in ogni sua parte. "Noi siamo tutti uguali al bar e a lavorare. Figli di nostra madre vogliamo solo amare". Adam Viacava, questo il nome dell'artista, c'è, è pronto. E si fa sentire.

Serena Brancale, "Qui con me" - Voto 8

Una lettera biografica, il dolore dilaniante per un affetto che non c'è più. Serena Brancale inverte la direzione e torna alla musica più intensa ed espressiva per raccontare un sentimento universale. Dal vivo sarà magistrale: "E se ti portassi via da quelle stelle per cancellare il tuo addio dalla mia pelle".

Tommaso Paradiso, "I romantici" - Voto 9

La canzone d'amore per eccellenza, una dedica dolce ed eterna, che piacerà anche in radio e sui social. Cosa potrà fare la differenza? L'esibizione dal vivo, con l'orchestra: "Ti prego non girarti quando scendo le scale".

Tredici Pietro, "Uomo che cade" - Voto 8 e mezzo

Il rap si fa raffinato grazie alla penna e alla musica di Antonio Di Martino che riesce a regalare al brano una veste sofisticata, contemporanea e gradevole. La canzone è ben costruita, fa venir voglia di riascoltarla (e così sarà): "A volte siamo bravi a sparire, per non rischiare di farci male".