C'era una volta un ragazzino che, chiuso nella sua cameretta, girava video improvvisando delle barre e sognando di poter diventare, un giorno, un cantante. Oggi quel bambino, Emanuele, è decisamente cresciuto, e non solo è riuscito a realizzare il suo più grande desiderio ma è anche stato in grado di scalare la FIMI e collaborare con dei giganti della musica internazionale. In questo senso, Tutto è possibile di Geolier non è meramente il titolo di un disco: è una reale dichiarazione di intenti.
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Di storie di riscatto ne abbiamo sentite tante, ma poche hanno lo stesso sapore di quella di Geolier, nato e cresciuto in uno dei quartieri più difficili di Napoli e oggi punto di riferimento del rap italiano, a tal punto di essersi persino conquistato il favore di un gigante del genere come 50 Cent, che firma insieme a lui il pezzo "Phantom".
Geolier non sarà riuscito a terminare gli studi - l'ha raccontato in diverse interviste - ma sta comunque facendo scuola, spianando la strada per tutti i giovani artisti della sua stessa generazione che, pur partendo da umili origini, condividono lo stesso sogno.
Tutto è possibile si presenta dunque come il disco di chi non si è mai arreso ma anche di chi, pur avendo guadagnato un'immensa popolarità e persino gli stadi, non ha mai rinnegato le sue origini. E il clima familiare che si respira già dalla copertina dell'album ci anticipa molto di quello che andremo ad ascoltare al suo interno.
Geolier non ha paura di correre rischi
Rispetto al mondo del rap siamo abituati a beat taglienti e testi gangsta, ma in questo caso l'artista campano ha voluto differenziarsi dai suoi colleghi, puntando su un sound molto meno omogeneo e profondamente influenzato dal pop melodico italiano e dal neomelodico, marchio di fabbrica della sua terra. In questo senso, è un po' come se Geolier fosse una sorta di Lazza ma in salsa napoletana.
L'album si apre in modo molto rischioso campionando un gigante come Pino Daniele per parlare di speranza: il testo della title track riflette sull'incertezza del domani («E che ne ssaje si dimane vene?») e sulla necessità di non mollare mai, trasformando le proprie aspirazioni in un "fermo immagine" che resiste al tempo. Ma in Tutto è possibile c'è molto altro ancora.
L'artista canta del peso del successo e della relativa solitudine in "Desiderio" o "P Forza", pezzi in cui emerge il lato oscuro della fama, che se da un lato ti riempie, dall'altro può anche svuotarti completamente («Mo' ind'o core teng' e stalattit», canta in "Sonnambulo"). Non potevano però mancare anche i riferimenti al più bello dei sentimenti, l'amore, raccontato tra luci ("1h") e ombre ("Canzone d'amore").
Ed è proprio questo mix di mood e di guest star (oltre ai sopracitati, troviamo anche Sfera Ebbasta, Anna, Anuela AA e Kid Yugi) che rende Tutto possibile un disco ambizioso, certamente, ma al contempo immediato, efficace e digeribile anche per un pubblico che non mastica il dialetto napoletano. In breve, se con "I p'me, tu p'te" e Sanremo 2024 Geolier era diventato un principino della musica italiana, con questa nuova opera si candida a diventare il nuovo king delle classifiche. Il trono è lì, dietro l'angolo.








