Da quando Stranger Things è arrivata sulle piattaforme streaming, brani degli anni '80 che erano quasi dimenticati (o comunque sconosciuti alla Gen Z) hanno trovato finalmente una nuova vita. Canzoni che allora erano hit o cult sono diventate virali grazie alla serie, generando un fenomeno di scoperta digitale: giovani spettatori le ascoltano su Spotify, Apple Music e YouTube, le salvano nelle playlist e le condividono sui social. Questo effetto hype non riguarda solo la colonna sonora original (e non accenna a diminuire nonostante la chiusura della serie). Alcune tracce, come "Heroes" di David Bowie (+500% di ascolti dopo il 1°gennaio), "Purple Rain" di Prince (243% su Spotify) o il fenomeno della scorsa stagione ("Running Up That Hill" di Kate Bush), hanno registrato un incremento impressionante di ascolti dopo la loro comparsa in serie, e in alcuni casi hanno ispirato cover e reinterpretazioni da parte di nuovi artisti ormai virali. E poi Metallicca, Clash, Duran Duran, Depeche Mode. La seconda epifania del pop rock anni '80 (e di tutti i suoi fan) è un successo revival destinato a non fermarsi qui: le hit tornate in chart hanno scatenato tra i ragazzi un effetto domino, facendo (ri)scoprire band, storie e brani finiti nel dimenticatoio, fagocitati dal Fast&Furious delle uscite, degli stream, dei record a tutti i costi. Un pezzo di storia e di cultura globale, che ora torna sotto una nuova luce.
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Gli anni ’80 riscoperti dalla Gen Z
La magia di Stranger Things sta anche nella sua capacità di trasformare brani relativamente sconosciuti per il pubblico giovane in veri e propri fenomeni. Ad esempio, il brano "Heroes" di David Bowie contenuto nell'ultima stagione, e suggerito dall’attore Joe Keery (che interpreta Steve e suona anche nella vita reale), ha visto un aumento del 500% negli ascolti sulle piattaforme digitali. Stesso destino è toccato a "Purple Rain" di Prince, mentre nella passata stagione è stata proprio Kate Bush con la sua canzone del 1985 a salvare Max dall'attacco del cattivo Vecna. Questo effetto è legato sia alla nostalgia degli adulti, sia alla scoperta dei più giovani, che spesso non conoscevano quei brani. Spotify e altre piattaforme hanno registrato tendenze simili per altre canzoni degli anni '80 inserite nei momenti chiave della serie. Da "Who Wants to Live Forever" dei Queen (utilizzato in questa stagione) a brani delle precedenti come "Ghostbusters" di Ray Parker Jr.,"Time after Time" di Cyndi Lauper e "Africa" dei Toto.
Il significato del viola di "Purple Rain"
Nulla è lasciato al caso in Stranger Things. Oltre all’effetto commerciale sulla musica anni '80, i brani inseriti nella serie hanno un ruolo emotivo e simbolico preciso. "Purple Rain" di Prince, ad esempio, accompagna il finale della stagione 5, sottolineando momenti chiave tra Mike e Undici con il sacrificio di quest'ultima. Il testo parla di restare con la persona che ami mentre tutto intorno cambia, una metafora che risuona con la narrazione della serie. Parallelamente, il colore viola ricorre nelle scelte visive dello show. Nelle scene della Rainbow Room della quarta stagione, i colori dietro Undici e quelli dietro Vecna sono studiati per creare un contrasto tra i due mondi e tra protagonista e antagonista, con il viola spesso evidenziato come segno di trasformazione e connessione tra dimensioni. Questo colore, già simbolicamente legato a mistero e spiritualità, viene utilizzato come un vero e proprio espediente narrativo. Forse è proprio per questo che la Gen Z, episodio dopo episodio, è riuscita a connettersi alla generazione dei propri genitori, tra outfit (studiati ad hoc nella serie), noleggio di film da Blockbuster, brani, acconciature e giochi. Il fenomeno infatti è riuscito nel suo intento: meno videogiochi, più giochi in scatola. Con un sottofondo musicale anni '80, possibilmente.








