Antonia Nocca, nota semplicemente come Antonia, è una delle voci più interessanti e promettenti della nuova scena pop italiana. Originaria di Napoli e classe 2005, si distingue per un timbro magnetico e riconoscibile e per la capacità di fondere pop e R&B in un linguaggio contemporaneo e personale. Dopo essere entrata nella scuola di Amici24, dove è stata la prima cantante a raggiungere la fase serale, Antonia ha costruito un percorso musicale caratterizzato da intensità ed eleganza, con singoli come "Romantica" e "Giganti" e l’ep Relax, che hanno raccolto milioni di streaming. La sua esperienza a Stoccolma per registrare la reinterpretazione di "Genie In A Bottle" ha segnato una nuova fase del suo percorso artistico, culminata con la partecipazione a Sanremo Giovani. Il brano in gara, "Luoghi perduti" (scritto da Raige, Mogol, Federica Abbate, Federico Mercuri e Giordano Cremona) e prodotto da ITACA, la conferma come una delle giovani artiste italiane più promettenti e innovative.
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Cosmopolitan ha incontrato Antonia a pochi giorni dalla vittoria della prima puntata di Sanremo Giovani: ecco la chiacchierata con lei!
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Ciao Antonia, partiamo da "Luoghi perduti", brano con cui sei in gara a Sanremo Giovani. Quali emozioni hai provato quando hai saputo che il tuo viaggio verso il Teatro Ariston continua?
Sono molto contenta e grata: essere lì, sul palco di uno dei luoghi più importanti della musica italiana, è già una grandissima occasione. Questo momento mi dà motivi in più per credere in me stessa, per fare sempre meglio e non smettere mai di cercare di migliorare.
Cosa racconta questa canzone e cosa rappresenta per te in questo momento del tuo percorso artistico?
"Luoghi perduti" parla di qualcuno che attraversa un cambiamento radicale nella propria vita e, inevitabilmente, commette degli errori. È una canzone per chiedere scusa, per rimediare ai propri sbagli. Mi sento molto rispecchiata, perché sto vivendo proprio un periodo di trasformazione, musicalmente e umanamente parlando.
Il titolo è molto evocativo: quando pensi ai tuoi "luoghi perduti", ti riferisci a spazi reali o a emozioni, persone, ricordi?
I miei luoghi perduti sono cose passate che resteranno sempre nel mio cuore e nella mia vita, ma che non fanno più parte del mio percorso. Bisogna imparare a lasciarli andare. Il mio luogo ritrovato, invece, è lo studio: lì posso creare liberamente, mentre la mia cameretta mi riporta alla me bambina che sperimentava. Sono due spazi paralleli nella mia vita.
Hai una sensibilità molto generazionale: quanto pensi che questo brano possa parlare alla Gen Z?
Credo che sia molto azzeccato per la nostra generazione, soprattutto per chi ha bisogno di forza per affrontare grandi cambiamenti, dal periodo teenager a quello più adulto. La canzone può essere simbolica per chi si sente in bilico tra nostalgia e ricerca di identità.
C’è un filo che lega il tuo ep Relax a questo nuovo capitolo?
Questo nuovo singolo in italiano rappresenta un nuovo inizio per me, dopo l’esperienza internazionale con Spotify a Stoccolma con "Genie In A Bottle". Sto sperimentando molto in studio, nella scrittura e nella produzione, e sono molto felice di questa nuova direzione artistica.
Come riesci a restare autentica in un mondo dove tutto si misura in visualizzazioni e viralità, soprattutto sui social?
Non mi sento di certo un esempio per nessuno. Credo che ognuno sia libero di esprimersi come vuole. Io mostro il lato vero di me stessa e sono contenta che emerga: il mio obiettivo è che la mia autenticità si veda.
Se dovessi scegliere un luogo ritrovato, per l'appunto, che la musica ti ha restituito, quale sarebbe?
Il mio luogo ritrovato è sempre la mia cameretta, da cui è partito tutto, anche se oggi ho difficoltà a tornarci. È il posto che resta nel cuore e dove tutto è iniziato.
E per quanto riguarda l’Europa: se potessi portare la tua musica all’estero con il Sanremo Giovani World Tour, hai qualche città in mente?
Bella domanda, non saprei cosa rispondere. Diciamo che non ho mai pensato a una città specifica, ma la porterei ovunque! Mi incuriosisce scoprire quali posti potrebbero apprezzarla di più.





