Nel mondo iper competitivo del K-pop, dove ogni dettaglio è pianificato al millimetro, sta nascendo in questi anni una nuova generazione di artisti che vuole riscrivere le regole. Tra questi, spicca un nome destinato a farsi conoscere rapidamente: Cortis, il nuovo gruppo maschile di BigHit Music, la stessa etichetta che ha lanciato i fenomeni globali BTS e TXT. La boy band formata da Martin, James, Juhoon, Seonghyeon e Keonho (tutti tra i 16 e i 20 anni di età) ha debuttato nell’agosto 2025 con il singolo What You Want, una miscela esplosiva di pop, hip-hop e sonorità alternative che ha immediatamente attirato l’attenzione del pubblico internazionale.
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Cortis, colorare fuori dalle righe
Il nome del primo Ep deriva dall’espressione inglese «Color Outside the Lines», ovvero «colorare fuori dalle righe», che rappresenta la loro filosofia artistica: non conformarsi, ma esplorare.
«Vogliamo che la nostra musica rifletta ciò che siamo, non un’idea preconfezionata di come un gruppo K-pop debba suonare. Non siamo qui per imitare nessuno, ma per creare il nostro spazio. Avere fan qui a Los Angeles che ci chiedono autografi non ci sembra vero», ha dichiarato Martin, il leader e voce principale, in un’intervista con The Hollywood Reporter. Per poi aggiungere: «Non mi aspettavo nemmeno di entrare in classifica su Billboard. Essere in classifica, in cima alle classifiche... Abbiamo raggiunto il primo posto nella Spotify Daily Viral Songs Global... e anche nella classifica Apple Music coreana (Apple Music Top 100: Corea del Sud). Perché sappiamo come sono state fatte, quel tipo di canzoni, essere in classifica e vedere la gente apprezzarle e fare sfide di ballo, è così surreale. Allo stesso tempo, tutto quello che posso fare è apprezzare il fatto che l'abbiano apprezzata».
Di tutt'altro parere invece è James: «Più che entrare in classifica (penso che la classifica sia un grande traguardo e credo che abbiamo degli obiettivi per la nostra musica) ma non credo che sia come la classifica o un certo numero. Credo che sia più importante ciò che sentiamo e il tipo di sensazione che proviamo dalla canzone. Questo era l'obiettivo principale. Come possiamo esprimerci nel modo più crudo e autentico possibile? Raggiungere un debutto in classifica è una bella cosa, ma ciò che consolida davvero il fatto che sono orgoglioso del mio lavoro e che mi piace il mio lavoro è esibirmi e incontrare persone che si esibiscono».
L’acronimo Cortis nasce dunque proprio dall’unione casuale di lettere di quella frase, a tratti ribelle. E ribelle, va detto, è anche il loro approccio alla musica. A differenza di molti gruppi idol, loro scrivono testi, melodie e seguono perfino la regia dei propri video musicali.
Un debutto dal sapore virale
Il loro debutto ufficiale, avvenuto il 18 agosto 2025, è stato accompagnato da un’ondata di curiosità e aspettative. Non capita spesso che BigHit lanci un nuovo gruppo: l’ultimo risaliva al debutto dei Tomorrow x Together (TXT) nel 2019.
La scelta del brano What You Want come singolo di apertura è stata strategica. Nel testo, i ragazzi si interrogano su cosa significhi davvero inseguire un sogno in un’industria che chiede costantemente di adattarsi.
«Non volevamo un brano che dicesse solo guardateci, siamo nuovi e forti», ha spiegato James. «Volevamo parlare della pressione, dell’ansia, ma anche dell’energia che nasce dal non mollare».
Dietro l’apparente spontaneità del gruppo però c’è un lavoro intenso e collettivo. I membri di Cortis raccontano di aver trascorso mesi chiusi nel dormitorio e negli studi di BigHit a Seoul, provando, scrivendo e registrando insieme.
L’eredità dei BTS e il peso del successo
«Abbiamo ricevuto molti consigli dai nostri senior», le parole di Juhoon.
Ebbene sì: essere la nuova scommessa della casa discografica dei BTS significa anche dover affrontare ahimè paragoni inevitabili. I Cortis però sembrano vivere questa eredità con rispetto e determinazione. «RM ci ha detto di restare umili, di non perdere mai la connessione con il pubblico. Guardarli lavorare ci ha insegnato che il successo non si costruisce in un giorno, ma con coerenza. Non vogliamo essere i nuovi BTS, vogliamo essere i primi CORTIS», ha raccontato Martin.
Un altro elemento distintivo del gruppo è la dimensione internazionale. Martin è di origine coreano-canadese, James ha trascorso parte dell’infanzia negli Stati Uniti, mentre gli altri membri hanno background e influenze diverse, dal pop occidentale al rap underground di Seoul. Questa miscela culturale si riflette nel loro sound, che fonde elettronica, alternative pop e R&B.
«Ci ispiriamo tanto ai gruppi rock degli anni 2000 quanto ai produttori di hip-hop contemporaneo. Non vogliamo limiti di genere», il mantra di James.
Ed in effetti il risultato c'è. Quale? Un linguaggio musicale ibrido, che parla la lingua della Gen Z (con oltre 5 milioni di fanbase social solo su Instagram e milioni di visualizzazioni alle coreografie su TikTok). Ecco svelato dunque il motivo del successo planetario della boy band. Per i grandi del domani, stanchi delle etichette e alla ricerca costante di libertà, i Cortis potrebbero essere molto più di una band. Una cosa, però, è certa: il futuro del K-pop è sicuramente qui.











