“Quando è tutto da rifare / io mi posso trasformare /pensi che mi faccia male, ma io sono fuoco
Annalisa pubblica oggi 10 ottobre il suo nuovo album Ma io sono fuoco, nono album in studio per una delle voci più prolifiche di questi anni. Anticipato da "Maschio", che aveva dato il via al nuovo percorso artistico, ecco le altre dieci tracce tanto attese, ritratto di una donna indipendente, che non accetta compromessi, che fa dell'ironia la propria arma per trovare il proprio posto nel mondo, con il potere di trasformare gli aspetti negativi in momenti costruttivi. "Fuoco" come scintilla creativa, ma soprattutto come trasformazione. E anche la copertina racconta molto di questo cammino. La tigre, infatti, rimanda direttamente alla metafora del tempo circolare del filosofo Jorge Luis Borges, così come il titolo dell’album e i colori: il tempo è un fiume, è una tigre, è un fuoco, e ci trascina, divora, consuma, così come anche noi facciamo con lui, o ci imponiamo di fare.
Torniamo in qualche modo quindi anche al vortice dell'album precedente, quello della vita, dove ci ritroviamo a girare, ma in questo viaggio non c’è nulla di puramente passivo, c’è anzi un equilibrio tra accadimenti e opportunità, e il titolo dell’album, Ma io sono fuoco, si inserisce proprio in questa linea di pensiero.
Con questa affermazione, Annalisa rivendica la propria appartenenza a quella forza inesorabile del tempo che brucia e trasforma, reagisce, distrugge per evolvere.
Se dovessi descrivere il tuo album in una frase, come lo presenteresti?
«Direi che questo è un album che parla di trasformazione. Ma io sono fuoco è un modo per mettere l’accento sull’esigenza di trasformare le cose che succedono in opportunità anche quando non lo sembrano, senza trasformarci anche noi. Il "ma" pone proprio l’attenzione sul fatto che anche quello che sembra non bello, non positivo, non giusto, può essere trasformato. Il senso è un po’ questo».
C’è una canzone dell’album a cui sei più legata e perché?
«Allora, in realtà io sono un po’ legata a tutte perché ognuna ha il suo ruolo, però probabilmente "Amica" che è la traccia finale con la sua coda che poi è "Una tigre sul letto continua a parlarmi" è la canzone forse più scomoda anche per me in realtà di questo album ma che racchiude poi un po’ tutte quante le altre, racchiude l’ironia, racchiude la voglia di essere dritta, di non fare sconti, racchiude qualcosa di me, della mia storia personale, c’è dentro la storia non solo mia ma di qualcuno che conosco, ci sono delle immagini chiare che ho voluto descrivere così e sono un po’ romanzate ma si basano su ispirazioni vissute realmente. C’è il fuoco della grinta e della voglia di non lasciarsi trasportare dove non vuoi e c’è anche molta autoanalisi e secondo me è un po’ riassuntivo di tutto questo progetto».
La tigre cosa rappresenta?
«Ha un po’ un doppio ruolo. "La tigre sul letto che continua a parlarmi" è la personificazione dei pensieri che non mi lasciano dormire ma che continuano a parlarmi. Quindi forse è un po’ come se fosse la mia stessa voce che continua a farmi venire dubbi, a farmi domande. Io sono così, faccio fatica ad addormentarmi la notte proprio nel momento in cui sono più attiva. È il momento in cui la testa mi funziona meglio e quindi faccio fatica a spegnerla. E poi il titolo Io sono fuoco è anche una semicitazione di un passo di Borges, La tigre di Borges, dove si parla del tempo non come linea retta ma come circolarità. E questa citazione dice che il tempo è un fiume che ti trascina, ma sono io quel fiume. È una tigre che ti rincorre, ma sono io quella tigre. È un fuoco che mi divora, ma io sono quel fuoco. E quindi sono io che corro sul tempo, non solo in modo passivo ma attivo e reciproco».
Con questo album però hai capito qualcosa di più di te?
«Di sicuro ogni album mi mette molto alla prova in questo senso perché inevitabilmente io quando vado in studio mi metto a nudo e tiro fuori tutti i dubbi e le idee da cose che vivo, da cose che provo, da domande che mi faccio. E quindi in realtà mi stanca anche molto stare in studio, anche se forse è la cosa che amo di più nella vita. E in questo processo io ogni volta metto a posto dei pezzettini che mi sembra siano fuori posto prima di entrare da quella porta dello studio. La cosa che imparo, che ho imparato, è che sono sempre più esigente in questo. Sono sempre più esigente con me stessa e più dura. Poi mi faccio le mie giornate in cui invece mi coccolo, mi voglio bene, mi sembra che sia giusto così e in qualche modo mi ricompenso, assolutamente. Però ho davvero voglia di andare dritta al punto e di non fare sconti. È qualcosa che ho sempre voluto fare, ci ho sempre lavorato, ma sempre di più».
A quarant'anni non hai più voglia di compromessi?
«Forse in realtà il compromesso fa parte della crescita, almeno io credo questo. E devo dirti che io non soffro neanche così tanto a farli, penso che sia anche giusto. Ma nelle canzoni faccio un po’ quel che voglio. È forse il luogo in cui posso non farli, e allora lo faccio».
Hai dato un’idea di donna molto precisa in questi ultimi album e in questo sembra ancora più definita dalla forza e dall'emancipazione. Ti ritrovi?
«Penso di sì, nel senso che magari ho approfondito alcune cose che avevo già toccato ma mi ci sono soffermata di più. C’è sempre molta ironia, però forse è più pungente in questo album. In passato mi fermavo un passo indietro, ora invece vado più avanti. Quindi questo album è ancora il passo successivo e di sicuro c’è maggiore consapevolezza, c’è voglia di provocare di più, di non fare sconti, c’è voglia di leggerezza senza vergogna, dando valore a tutto, perché tutto concorre a una completezza di cui sento di avere bisogno».
Ci racconti del featuring con Marco Mengoni?
«Il feat con Marco nasce da una telefonata in cui io gli racconto di questa canzone che volevo cantarla assolutamente con lui. Questa canzone era lì da un po’, però ho aspettato perché non avevo il resto del disco. Quando poi ho avuto più cose chiare da raccontare l’ho chiamato, gli ho raccontato tutto, ci scherziamo ancora sul tempo che l’ho tenuto al telefono. Lui è stato da subito aperto. Poi ha ascoltato tanto il pezzo e lo ha fatto suo. Quando ci siamo visti in studio è venuto tutto in modo naturalissimo e la canzone è lì dentro. Io sono molto felice».
Sanremo?
«Sanremo per adesso, quest’anno, ti dico che non è nei piani, anche perché siamo a ottobre, il disco esce adesso, poi c’è il tour, quindi nel mio percorso bello intenso Sanremo in gara non è contemplato. Ne riparliamo più avanti, chissà. È sempre un modo per far risuonare tanto i tuoi progetti, ma quest’anno è così».
E invece sui palazzetti?
«Guarda, non vedo l’ora di tornare, spero che questo tempo passi veloce. Non vedo l’ora di salire sul palco, di poter mettere in scena questo progetto, questo tour, queste nuove canzoni. Ci saranno anche quelle precedenti, tanto E poi siamo finiti nel vortice, tanto del passato. C’è un palco molto particolare, molto bello e non vedo l’ora di svelarlo. Il concerto è lungo, due ore, perché è stato difficile togliere. Ci sarà la mia band di sempre, ci sono i ballerini, ci saranno tante cose».
Ospiti?
«Ci stiamo pensando. Vorrei fare una cosa diversa rispetto all’ultimo tour. Allora era stato tutto una festa, ogni data con ospiti, stavolta vorrei impostarla in maniera diversa, magari con qualche episodio speciale».
Le date dei palazzetti di Annalisa
Annalisa, dopo il successo tutto sold out di Palasport e Arene con oltre 250 mila biglietti venduti solo nel 2024, tornerà live dal 15 novembre nei principali palasport italiani con il “CAPITOLO I” del suo nuovo viaggio (organizzato da Friends & Partners).
Questo il calendario completo, info friendsandpartners.it:
sabato 15 novembre @Jesolo (VE)– Palazzo del Turismo (data zero)
Domenica 16 novembre @Jesolo (VE)– Palazzo del Turismo
martedì 18 novembre @Padova – Kioene Arena
venerdì 21 novembre @Roma – Palazzo dello Sport
Sabato 22 novembre @Roma – Palazzo dello Sport
lunedì 24 novembre @Firenze – Nelson Mandela Forum
venerdì 28 novembre @Milano – Unipol Forum SOLD OUT
Sabato 29 novembre @Milano – Unipol Forum
martedì 2 dicembre @ Eboli (ASA) – Palasele
venerdì 5 dicembre @Bari - Palaflorio
Sabato 6 dicembre @Bari – PalaFlorio
mercoledì 10 dicembre @Bologna - Unipol Arena
sabato 13 dicembre @Torino – Inalpi Arena











