«Non puoi cambiare il passato. Puoi vivere il presente. Ma puoi plasmare il futuro se ti impegni per ottenerlo. Questa è la prima volta nella storia in cui siamo in grado di connetterci con l’intera umanità. Se vogliamo trasformare il mondo, se vogliamo trasformare l’umanità, adesso è il momento. Facciamolo accadere».
Sadhguru

Un centinaio di persone, tra cui noi, prendono posto in una delle sale più suggestive della Triennale di Milano. È l'ultimo week end di settembre, l'aria inizia a farsi più fredda e l'estate è ufficialmente finita. Il museo che domina Parco Sempione ospita, tra le altre, Inequalities, la mostra sulle diseguaglianze del nostro mondo e per salire nella sala in cui siamo convocati passiamo davanti a una grande panoramica dei bombardamenti su Gaza, che fa parte dell'esposizione. È un invito alla riflessione che non è direttamente legato all'incontro che faremo, ma che, in qualche modo, inizia già a stimolare il pensiero.

Quando ci sediamo Shablo introduce l'ospite: Sadhguru è uno dei più grandi pensatori viventi. Con oltre 5 milioni di stream su Youtube, le sue lezioni di filosofia e sessioni di meditazione sono seguite da utenti sparsi per il globo, complice la Isha Foundation che diffonde il suo messaggio con sedi in Africa, Medio Oriente, Stati Uniti e, ovviamente, nella sua India. Nato a Mysore, nel sud del Paese, è impegnato in una missione di diffusione del proprio messaggio che, recita il suo sito, «è offrire la scienza del benessere interiore a ogni essere umano, una scienza che aiuta una persona a realizzare il proprio potenziale ultimo. Da questa visione sono nati molti progetti, programmi e metodi, tutti rivolti al medesimo obiettivo: elevare ogni essere umano al culmine del proprio potenziale, affinché siano pieni di vitalità, inclusivi e in armonia con sé stessi e con il mondo».

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Un confronto, quello tra Sadhguru e la platea, organizzato da Shablo, producer argentino classe 1980, che, dopo Sanremo e dopo la pubblicazione del suo album Manifesto, ha voluto invitare anche quest'anno la comunità creativa di Milano ad ascoltare una delle voci spirituali più influenti di oggi. In platea tanti amici: da Tormento, con cui ha calcato il palco dell'Ariston quest'anno, a Nina Zilli, Chiara Galiazzo, Ermal Meta e molti giovani creator e non solo, che hanno ascoltato le parole di Sadhguru, che ha risposto alle domande più urgenti del presente riguardo al senso della vita, la consapevolezza e soprattutto le grandi questioni legate al mondo della fama e dello spettacolo.

Come si affronta il fallimento? La paura di fallire? La fama? E il bisogno di fermarsi e di ascoltare i propri tempi creativi, diversi da quelli delle case discografiche? La risposta in tutti i casi è una sola: finché non sapremo governare le nostre emozioni vivremo sempre in funzione degli altri, niente di più lontano dalla creatività e dall'autenticità, che si ottiene solo quando ci si ascolta davvero. Alla fine, come dice Sadhguru, «in is the only way out». Al prossimo anno.

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Courtesy of Ufficio Stampa