Entrare all’Ippodromo SNAI di Milano per il concerto di Olly è come sedersi a una tavolata infinita di amici. Le emozioni si percepiscono, intense e spontanee, come quelle che nascono nelle sere d’estate, in quel dopo cena davanti al mare e con una chitarra in mano. Una magia che prende forma, la stessa che si percepisce prima ancora che Olly salga sul palco. È nell’aria di Milano che, prima dell’inizio del live, risuonano canzoni che hanno segnato la musica italiana fino ad arrivare alle note di Albachiara. Le luci si spengono, e lo show prende forma da questi accordi. Una scelta non casuale, un indizio, forse, al grande annuncio che farà al termine del live sul palco: il 18 giugno 2026 Olly sarà allo stadio Luigi Ferraris di Genova che riapre le porte alla musica dopo 22 anni dal concerto di Vasco (era il 2004). Un evento unico, Tutti a casa (prodotto e organizzato da Magellano Concerti - biglietti già disponibili) organizzato nello stadio più antico d’Italia, che parla del legame di Federico Olivieri con la sua terra, con le sue radici.
E se Genova, casa sua, apre la strada, Milano chiude un cerchio. Una venue, quella dell’Ippodromo, che Olly indossa alla perfezione, cantando tra parenti, amici, compagni di avventura. Insieme soprattutto alla gente, la sua. Una grande famiglia di oltre trentamila persone (attesa anche per la seconda data del 4 settembre) che batte le scarpe nel terreno fangoso e balla prendendosi sotto braccio. E così le parole delle canzoni escono a squarciagola, da quelle degli inizi fino a oggi. Olly le ricorda e le porta a vivere una a una. Da Polvere, con cui è salito per la prima volta tra i big a Sanremo, a Bianca che ricorda una Sally figlia della Gen Z con la paura del domani. Fino ad accoglierne amici conosciuti e incontrati lungo il percorso artistico: da Emma sulle note di Ho voglia di te a Enrico Nigiotti con Sopra la stessa barca. E pensando a squarciagola a ogni singolo istante di vita sudato e trasmigrato in musica, Olly si racconta come un Depresso fortunato attorno a una vera tavolata. E si torna a ballare, sui tavoli questa volta, facendo danzare i tamburelli, tenendo alti i calici. Il vero momento di festa si racchiude in questi istanti. Ricrea quell’atmosfera di canti, di vita, di spensieratezza. Dove, per un attimo, tutto va bene.
Non ci sono pause, tutto va al ritmo della vita. A tutta vita, si dovrebbe dire. Tempi che Olly sa gestire con tutta l’adrenalina delle prime volte in corpo. Con l’entusiasmo e quell’essere “figli delle stelle e delle rockstar” che canta in Noi che, insieme a Scarabocchi e I cantieri del Giappone. Ci sono tutte, le hit che lo hanno portato in vetta alla classifica e i brani che diventano il preludio di un nuovo capitolo. Come Questa Domenica che anticipa l’uscita di qualcosa di nuovo: «Uscirà tanta musica - racconta sul palco - “Tutta vita (SEMPRE)”, fuori presto. Il disco continua», svela. Una nuova edizione dell’album già certificato quattro volte disco di platino, in uscita il 26 settembre, con brani inediti oltre e Balorda Nostalgia e Depresso Fortunato. Una dopo l’altra, fino alla fine. Fino a Devastante e all’annuncio del concerto evento a Marassi nel 2026. Il più importante. Federico torna a casa, lasciando per una volta fuori le vesti da tifoso per indossare quelle da primo protagonista. Più di due ore di Festa all'Ippodromo SNAI di Milano, la Grande Festa, che si conclude con Meno male che c’è il mare. I pensieri si mescolano con il cielo, come canta e come a ricordare che il viaggio è appena cominciato. Partito da lontano, con radici forti, e già pronto a scrivere il domani a ottobre 2025 e marzo 2026 con il suo Tutta Vita Tour. Sempre a tutta vita.
La scaletta del concerto di Olly
- Intro
- È festa
- L’anima Balla
- Polvere
- Quei ricordi là
- Bianca
- Una vita
- Un’altra volta
- Paranoie
- A noi non serve far l’amore
- Ho voglia di te
- La lavatrice si è rotta
- A squarciagola
- Set acustico (Quando piove/ Hai fatto bene/ Ho un amico/ L’amore va/ Sopra la stessa barca/ Per due come noi)
- Depresso Fortunato
- Scarabocchi
- Fammi morire
- Noi che
- Questa domenica
- I cantieri del Giappone
- Balorda Nostalgia
- Il campione
- Devastante
- Menomale che c’è il mare












