Tornare alle origini oggi è un atto di coraggio che in pochi si possono permettere, Shablo è uno di questi. In un periodo storico in cui i nuovi artisti rap non conoscono le basi del genere e ne emulano la cultura «senza conoscere nemmeno i Wu-Tang Clan», è arrivato il momento di fare marcia indietro, che poi è un'affermazione d'intenti, recuperando la sottocultura urban a partire proprio dalle sue origini.
Da qui prende le mosse Manifesto, il nuovo album del produttore italo-argentino che in 17 tracce riesce a inserire la black music nelle basi e nella voce, coinvolgendo Joshua come fil rouge del progetto, ma anche Tormento, Inoki, Noyz Narcos, Guè, che hanno fatto la storia del rap italiano. Non mancano grandi talenti che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni: da Joan Thiele a Gaia, da Irama a Ernia, fino alla vincitrice dell'ultima edizione di XFactor Mimì, «e ne mancano tanti che probabilmente vi aspettavate di trovare». Ma come dice lo stesso Shablo, mentre presenta il disco allo spazio Voce di Triennale, «nell'album ho coinvolto chi ha capito subito il progetto ed è saltato su. Ma è solo l'inizio di un percorso, per cui ci sarà modo di avere tanti altri artisti».
Shablo si allontana dalle sonorità che oggi siamo abituati ad ascoltare in classifica e torna al «boom bap», alla drum and bass, agli strumenti suonati come i bellissimi fiati che troviamo in "Che Storia Sei?", con Nayt e Joan Thiele, a costo di osare troppo, rischiando l'effetto "nicchia". Le 17 tracce sono l'inizio di un nuovo capitolo per Shablo, che decide così di fare quello che più gli piace, riportando equilibrio all'interno di un genere che sta andando dritto nella direzione della trap e di nuove tendenze, dimenticandosi da dove viene. Shablo non si arroga il compito di dover insegnare qualcosa ai più giovani, ma non manca di sottolineare la necessità di educare l'ascoltatore alla storia dell'hip-hop: «Purtroppo tanti ragazzi si sono avvicinati al rap per moda o per i motivi sbagliati senza interessarsi davvero alla sua storia, alle basi (...)».
La figura del produttore torna ad avere la visibilità che si merita, lo abbiamo visto con okgiorgio, Mace, Dardust e professionisti del settore che da qualche tempo iniziano a entrare di diritto con i propri album in classifica. E forse sono proprio questi i dischi che ci piacciono di più, perché permettono all'ascoltatore di immergersi in un genere, quello che il produttore sonda e a cui appartiene, con varietà di voci che l'album dell'artista solista non permette di avere. Ecco quindi che in Manifesto si passa dal brano di Sanremo "La mia parola" di Shablo-Joshua-Tormento, a un brano dalle sonorità latin con Irama, al flow old school di Ele A e Rkomi.
Chi è appassionato del genere poi riconoscerà la voce di Neffa, anche lui da poco tornato nel pieno della scena rap con Canerandagio parte 1, e Inoki, che a Bologna ha lavorato a stretto contatto con Shablo, produttore del suo album di debutto 5º Dan (2001) e dietro l'uscita di Fabiano detto Inoki (2005). Pace fatta, sembra, come racconta ai giornalisti presenti: «Il rapporto con lui è sempre stato difficile, molto conflittuale. poi la vita si ha portato a separarci, ma entrambi sappiamo quanto questa relazione sia stata importante. C'è una storia che ci unisce e l'ho sempre ritenuto fondamentale nel mio percorso. Era necessario staccarsi, fare ognuno il proprio percorso. Ma era arrivato il momento di rincontrarsi e la cosa migliore era farlo in studio».
Un disco che per essere apprezzato deve essere compreso, che unisce le radici del rap a nuove voci, e che questa volta è solo suo e non accetta compromessi. Non un lavoro, «ma un atto artistico», una «provocazione per cercare di tornare all'organico, di armonizzare» perché forse ci si è spinti troppo in là e ci si è dimenticati da dove tutto ha avuto inizio. Shablo è qui per ricordarcelo.
La tracklist di Manifesto, il nuovo album di Shablo
1. Lost Manifesto feat. Joshua
2. Welcome To The Jungle feat. Joshua, Ernia, Neffa
3. Puoi Toccarmi feat. Guè, Tormento, Joshua
4. La Mia Parola feat. Guè, Joshua, Tormento
5. Meglio Che Mai feat. Mimì
6. Non Si Può feat. Rkomi, Joshua
7. "Che Storia Sei? feat Nayt, Joshua, Joan Thiele
8. Gelido feat. Joshua, Tormento, Mimì
9. Mille Problemi feat. Joshua, Irama, Tormento
10. The One feat. Joshua, Noyz, Tormento, TY1
11. Slow Down feat. Roy Woods, Gaia
12. Karma Loop feat. Joshua, Ele A, Tormento
13. Killer Baby feat. Joshua, Tormento
14. Spirito Libero feat. Joshua, Gue, Tormento
15. Love Me feat. Yellowstraps, Joshua, Mimi, Tormento
16. Immagina feat. Inoki, Joshua
17. Asfalto feat. Joshua
Le date dello Street jazz Tour di Shablo
Il tour partirà il 3 luglio da Perugia dopo la sua partecipazione del 28 giugno a “Tramonti a Nord Est” il festival con Elisa alla direzione artistica dove si è alternato con lei sul palco insieme a Samuel, per questa occasione con due special guest: Rkomi e Joshua.
Gli appuntamenti confermati dello Street Jazz Tour sono:
- 3 luglio Perugia, Umbria Che Spacca (con Gaia e Rose Villain)
- 2 agosto 2025 a Locorotondo (BA) per VIVA! FESTIVAL press Arena Valle d’Itri
- 8 agosto 2025 a Roma al SUMMERTIME alla Casa del Jazz
- 12 novembre a Milano al Teatro Arcimboldi













