Può la musica definire l’essenza di una serie tv? Nel processo evolutivo del linguaggio televisivo contemporaneo, tra continui cambi repentini di formati e nuove tematiche, la musica, così come la sua colonna sonora, sembrano rimanere uno degli ultimi baluardi a difesa di una tv di alta qualità.

Dall’avvento dei music supervisor nei primi Anni '90, le canzoni sono riuscite nell’intento di cambiare per sempre la struttura con cui le serie tv vengono ideate, diventando parte integrante e attiva della narrazione.

Ma cosa ci prospetta il futuro? Nel mare magnum che l’offerta televisiva propone, un prodotto specifico sta riuscendo nell’intento di sovvertire ed ampliare drasticamente il suo fine musicale, tessendolo ad immagine e somiglianza dei propri protagonisti, così come nella città in cui tutto prende piede. Parliamo proprio di The Bear.

La serie ideata da Christopher Storer e Josh Senior, arrivata alla sua quarta stagione continua imperterrita la sua scalata verso una definizione musicale capace di definire ogni singolo elemento della narrazione. Se al suo esordio, il focus sonoro esaminava la famiglia disfunzionale di Carmy (interpretato da Jeremy Allen White) e il suo tentativo di risollevare il locale dopo la morte improvvisa del fratello, tessendo la tela della working class di Chicago, nelle stagioni a venire ogni canzone, ogni determinato artista selezionato, è diventata la voce della sua stessa brigata.

the bear 4 soundtrack canzonipinterest
Disney

Nonostante il fulcro della serie rimanga perennemente il mondo della cucina, traslato attraverso la vita, le ambizioni ed esperienze lavorative di Carmy, in un susseguirsi di differenti piani sonori, The Bear ha avuto da sempre il merito di riuscire a portare il suo livello narrativo ad uno stadio superiore. E come recita il cartello posto nell’angolo più alto della cucina, "Every Second Counts", in ogni scelta musicale a loro dedicata, si profila un file rouge che scandisce il tempo di ciò che li ha segnati in passato e quello che succederà nel loro immediato futuro.

Osservare Sidney progettare nuovi piatti ispirati dallo skyline architettonico di Chicago accompagnata dalle note di "Future Perfect" dei Durutti Column, così come gioire insieme a Richie dopo aver terminato brillantemente lo stage come maitre con "Love Story" di Taylor Swift, definisce apertamente come la musica in The Bear sia capace di raccontare e approfondire la complessità psicologica e le sfaccettature relazionali di ogni singolo personaggio.

Beastie Boys, REM, Radiohead, Eddie Vedder, Nine Inch Nails, non sono solo gli artisti che definiscono la colonna sonora di The Bear, ma dialogano apertamente con gli stessi partecipanti ad un’opera sulla complessità della vita in relazione alle nostre ambizioni e al tempo che sfugge.

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Disney

Anche quando un brano prescelto non viene accompagnato da un testo specifico, come nel caso di "Together" dei Nine Inch Nails, la sua simbiosi con il personaggio specifico, in questo caso Carmy, si collega a lui in maniera così semplice da definirlo interamente ed esteriormente. Il ritmo, così come il montaggio sonoro delle loro stesse vite, risuona apertamente in un circolo virtuoso che è la loro esistenza stessa. È nel suono che si gioca il destino dei protagonisti.

Seguendo come una linea temporale ogni brano selezionato si ha la perfetta visione di come possa risuonare ogni singolo personaggio analizzato, quasi da costruire su di esso una playlist specifica. Infatti come dichiarato dagli stessi autori in un’intervista rilasciata per Variety: «Ciò che è stato davvero bello nel fare il lavoro di supervisione musicale internamente è che siamo in grado di dipingere davvero un quadro completo degli artisti che vogliamo selezionare, coinvolgendo direttamente anche gli stessi attori nella scelta finale. Per ottenere determinate canzoni, cerchiamo sempre di raggiungere personalmente l’artista, in modo da spiegargli direttamente perché per noi è importante avere quella determinata canzone sia a livello personale e soprattutto perché ha senso per la scena stessa».

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«Ci impegniamo molto affinché ogni canzone risulti perfettamente conforme a ciò che vogliamo raccontare. Non cercheremmo mai di scegliere un brano solo per la sua bellezza», afferma Senior. «La nostra ricerca si basa su ciò che ha a che fare con il nostro background personale e che diventi anche il fulcro della serie stessa. Si tratta di essere autentici e coerenti con il nostro lavoro in modo che esso possa parlare da sola. Che comunichi unicamente attraverso la musica».

La musica in The Bear diventa il metronomo temporale ed emotivo di ogni sua stagione. Dal tempo forsennato delle prime due, ad un’aria più rarefatta nella terza, ogni canzone è insita nello spirito di ogni suo protagonista. Dall’animo in subbuglio di Carmy, evidenziato fortemente da alcuni classici dei REM, alla spazializzazione sonora dei suoi compagni di brigata, ogni aspetto musicale ne definisce perfettamente la narrazione, donandoci una serie in cui la musica conta più di ogni secondo.