Nel mezzo di un dibattito sui finti sold out e sulle storture dell'industria musicale, fenomeno assolutamente non nuovo ma evidentemente molto sentito, Blanco ha annunciato il suo ritorno con un tour nei palazzetti. Il suo primo tour nei palazzetti. E se per alcuni può sembrare confusa la scelta di passare da San Siro a una dimensione più piccola, per Blanco questo significa tornare a fare le cose a modo suo.
- "Maledetta rabbia" di Blanco: testo e significato
- Blanco, le canzoni come autore per Sanremo 2025
- Testo e significato di "Piangere a 90", il brano di Blanco più sincero di sempre
Il sistema musica sotto accusa
In questi giorni Internet e l'opinione pubblica si sono scatenate, a partire dalla newsletter Vale tutto del 5 giugno, in cui Selvaggia Lucarelli ha rivelato come le società organizzatrici dei concerti offrono biglietti a prezzi scontatissimi, su TicketOne o per altre vie, per provare a riempire i grandi stadi italiani, da San Siro al Maradona, di cui avevano già annunciato il sold out a poche ore dalla messa in vendita ufficiale. Nella realtà dei fatti, però il sold out non c'era mai stato. Una strategia di marketing, per mostrare al pubblico e alla stampa la rilevanza dell'artista ma che, nella pratica, accumula biglietti invenduti e va a gravare sulle tasche degli artisti.
In maniera simile, anche le date di Blanco negli stadi del 2023 puntavano a riempire migliaia di posti, ma non avevano riscosso il successo sperato. Il ragazzo prodigio esploso nel 2021 con il disco di debutto Blu celeste, poi vincitore di Sanremo insieme a Mahmood, poi protagonista di un tour (davvero) sold out nei club, era passato direttamente dalla dimensione emergente all'Olimpo, dai club agli stadi, con la data di San Siro e dell'Olimpico nel giugno 2023.
Silvia Gianatti, nella recensione per Cosmopolitan, scriveva post concerto: «Non c’è il sold out, ma il pubblico riempie tutto con la voce. In un'epoca in cui la comunicazione si basa sul grande successo di biglietti introvabili e grandi annunci su chi riempie di più, le regole più semplici di marketing avrebbero forse consigliato di riempire al massimo i palazzetti, comunicare i sold out, continuare l’inarrestabile scalata senza lasciare spazio alle critiche. Ma fare lo stadio è diverso, è uno status, è un punto di arrivo per regalare alla propria gente uno show imponente. E da quanto urla il pubblico, dal primo istante all’ultimo, era quello che tutti volevano».
La risposta di Blanco
Già all'epoca, ancora prima che Blanco sollevasse perplessità con la sua apparizione al Festival di Sanremo e i famosi calci alle rose, ancora prima della lunga pausa interrotta solo poche settimane fa con i nuovi singoli "Piangere a 90" e "Maledetta rabbia", qualcosa sembrava non tornare in quel passo. Blanco l'ha capito, si è fermato, ha deciso di tornare a testa bassa. Se passare da San Siro ai palazzetti sembra un passo indietro è in realtà un passo avanti. In una società della performance, in un'industria musicale che gioca da sempre a gonfiare le apparenze, Blanco ha scelto di ricominciare da dove si era inceppato il meccanismo.
Il primo tour nei palazzetti di Blanco avrà la direzione artistica di Stefano Clessi - che ha curato anche la parte visuale per "Piangere a 90" e "Maledetta rabbia" - e comincerà con la data zero al Palazzo del Turismo di Jesolo (VE) il 17 aprile 2026. In programma altre 9 tappe: Firenze, Padova, Torino, Roma, Bari, Eboli (SA), Bologna, Milano e poi Pesaro il 16 maggio.
Nella migliore delle ipotesi, così, il primo tour nei palazzetti di Blanco potrebbe essere un caso zero, un simbolo di un'industria che lentamente impara a guarire le proprie ferite, ad assecondare tempi e misure di chi la musica la scrive in prima persona, non viceversa. Chissà se esempi come quelli dei giovanissimi Blanco, Sangiovanni e Angelina Mango serviranno a ripensare davvero il sistema. Chissà se, come dice Blanco, riusciranno a essere «una ballad in questa vita veloce».











