Solo un anno fa Elodie trasformava il Forum di Assago in un club, era appena uscito Red Light e sul palco l'artista romana si era esibita in uno show dedicato all'eroticità, alla libertà dei corpi, impeccabile nei suoi look in pelle e tacchi alti. Non erano mancate le polemiche: Elodie avrebbe dovuto dire qualcosa, avevano scritto, dalla madrina di Roma Pride ci si aspettava uno discorso alla comunità, il momento "riflessione". Per noi, già vedere uomini e donne amarsi sotto il su palco, oltre ogni stereotipo, era stato un messaggio potente che dimostrava quanto la sua fosse la più grande famiglia che potesse desiderare, "la più bella e meno legittima che ci sia".
Ieri sera 8 giugno, Elodie ha realizzato uno show dedicato agli altri, alla comunità che ogni giorno la sostiene e che lei sente il dovere morale di difendere. Make equality great again (MEGA) è il claim che lampeggia sui grandi schermi al Led del Meazza, mentre balla con le drag queen su "Bagno a mezzanotte", avvolgendosi con orgoglio nella bandiera della Palestina sotto un cielo di coriandoli bianchi. Più di due ore di concerto diviso in 4 atti (Audace, Galattica, Erotica, Magnetica) che attraversano i suoi album: da This is Elodie, passando per Ok.Respira, Red Light e Mi Ami Mi Odi, ci sono tutti i successi degli ultimi anni, che Elodie canta mentre si esibisce in coreografie insieme al corpo di ballo che la accompagna per tutta la durata del concerto.
Lo show inizia sulle note di "Tribale", "Black Nirvana" e "Guaranà". Con un look total denim Diesel Elodie balla in una delle due vasche a bordo palco, a pochi metri dal pubblico. Inizia poi Audace, il primo atto dedicato all'album uscito il 2 maggio, che canta in tuta leopardata dalla finestra che si apre sullo schermo principale. Sulla passerella la raggiunge Achille Lauro, per "Folle città" (la loro dedica a Roma che avevamo già sentito sul palco di Sanremo per la serata dei duetti) e "Rolls Royce", e Gianna Nannini, con tanto di standing ovation, per la loro esibizione di "America", successo del 1979 con cui la regina italiana del rock parlava apertamente di amore libero.
"Galattica" è il secondo atto, nel senso lato di "universale", come i diritti che dovrebbero essere di tutti. Una battaglia che Elodie porta avanti da tempo e che l'ha consacrata negli anni come pride icon della comunità Lgbtqia+. Sui tre schermi prendono voce alcuni rappresentanti del mondo trasngender, esponenti del movimento come Tarantina, l'ultimo "femminiello" di Napoli, ma anche Greta, Sara, Paola, che raccontano cosa significa essere trans oggi. Un video che fa parte del progetto Coppe in silicone di Ambrosia Fortuna, performer e attivista della comunità, e che nasce «dal desiderio sincero di restituire dignità e verità a storie troppo spesso travisate o semplificate nelle narrazioni cinematografiche». Elodie si esibisce con lei per "Andromeda": è il momento più emozionante del concerto, si piange anche un po' mentre Ambrosia percorre con orgoglio il palco. Si commuove anche Elodie, con la voce rotta mentre, probabilmente, si rende conto della potenza del messaggio e dell'effetto che ha sul pubblico solo ora, mentre tutti applaudono in silenzio per poi unirsi in un unico coro.
È il blocco più emozionante: seguono "Vertigine", "Niente canzoni d'amore" di Marracash, "Feeling" con Tiziano Ferro (ma lui non c'è), "Pensare male".
Qualche dubbio sul dj set di Nina Kraviz, mentre Elodie si prende un attimo di pausa e si prepara per la seconda parte dello show. Nei 15 minuti di performance dell'artista russa che sale in consolle (e poi canta), il pubblico si riposa dopo aver ballato e cantato ininterrottamente per la prima ora, qualora fosse l'intento. Il palco poi si tinge immediatamente di rosso: inizia "Erotica", il terzo atto dedicato a Red Light. Insieme ai ballerini si muove tra le sbarre della gabbia in completo di pelle, mentre il pubblico non smette mai di ballare. Si baciano tutti, si ballano addosso, tanti corpi si incontrano nell'euforia dello show, come accade da sempre ai concerti delle grandi icone pop che sanno parlare a tutti senza distinzione.
Grande attesa per la doppia esibizione dei due ultimi Sanremo, sulle note di "Due" (Sanremo 2023) e "Dimenticarsi alle 7" (2025), al centro di "Magnetica". Il concerto si avvia alla conclusione, ma ci sono ancora alcuni successi da cantare, i fan lo sanno e si preparano per "Margarita", "Bagno a mezzanotte". Ecco poi Gaia, con cui canta "Chiamo io chiami tu" e non si risparmia nemmeno la coreografia virale di Carlos Garcia Gandia.
La pressione mediatica era importante, si è parlato di biglietti invenduti o regalati pur di riempire lo stadio, ma noi abbiamo visto tutt'altro (a parte il solito problema di acustica dovuti alla conformazione stessa dello Stadio): spalti e parterre pieni, telefoni in tasca e un'unica grande festa che ci ha portati nei mondi di Elodie. Dalla ballroom dove ballare in mezzo a sconosciuti che diventano improvvisamente amici, al palco di un grande spettacolo, per cantare tutti insieme i suoi successi come cori da stadio, fino ad entrare nelle sue stanze private, senza chiedere il permesso.
Con Elodie la sensazione è sempre la stessa, quella di sentirsi sempre accolti e di non disturbare mai, di essere sempre nel posto giusto, parte di quella famiglia che la segue e la ama così com'è, perché in fondo è la stessa di sempre. L'artista si schiera con le minoranze e al fianco dei più deboli, è la loro voce e lo dimostra sui saluti finali, che chiudono oltre due ore di concerto: coerente fino all'ultimo, prende dal pubblico la bandiera della Palestina e si veste di bianco, nero, verde e rosso. Elodie ha appena lanciato il suo ultimo messaggio.
















