Esiste un luogo, nel cuore di Kali Uchis, in cui risuonano antiche leggende colombiane, storie di altri tempi e mondi lontani, che trovano la loro origine in civiltà millenarie. «Mia nonna era una sciamana», mi racconta, mentre mi insegna che tutto intorno a noi vive e respira: niente muore, tutto si trasforma. Un principio che l'artista vincitrice di un Grammy conosce bene e ha potuto sperimentare sulla propria pelle e che ha deciso di raccontare nel proprio album: il 9 maggio Kali Uchis pubblica Sincerely, il suo primo album totalmente auto-prodotto e interamente scritto da lei in uno dei momenti più particolari della sua vita.

Il suo quinto album arriva, infatti, con la scoperta della gravidanza e la nascita del figlio poco più di un anno fa, che hanno preceduto la perdita di sua mamma, un ciclo continuo in cui la notizia più bella e potente della sua vita ha lasciato spazio al dolore. Quello stesso principio di trasformazione finché attraversa ogni fase della sua esistenza, quando da giovanissima ha dovuto affrontare momenti duri, arrivando persino a dormire nella sua macchina per qualche mese, iniziando a lavorare molto presto per poter scrivere e produrre nei momenti liberi. Anche quel dolore si è trasformato in creatività.

Tutto questo e molto di più sono al centro del nuovo disco di Kali Uchis, che è venuto da sé come una cascata di musica e parole proprio mentre finiva di scrivere Orquídeas (2024, candidato ai Grammy come Best Album of the Year), l'album in spagnolo che raccontava la forza femminile, descritta come l'energia mistica che tutto governa. Mentre scopriva di essere incinta nel nome del fiore della fertilità per eccellenza, e simbolo della Colombia, iniziava a incidere quello che oggi rappresenta l'inizio di nuova fase artistica: 14 tracce prodotte e scritte interamente da lei in cui Kali lascia da parte il raeggeton e le influenze urban per spaziare tra sonorità RnB e soul, atmosfere evanescenti, che si accompagnano a visual sognanti, tra cieli e nuvole, mini dress bianchi o color pastello, telefoni con le piume rosa e vasche piene di bolle di sapone. Noi l'abbiamo raggiunta al telefono per farci raccontare da lei emozioni e sensazioni sull'uscita di Sincerely.

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Amaury Nessaibia
Kali Uchis è il volto della nuova cover digitale di Cosmopolitan Italia.

È un album che è stato scritto tra la nascita di tuo figlio, e una grande perdita, quella di tua mamma. Cosa significa per te questo lavoro in un momento così particolare della tua vita?

«Questo album significa moltissimo per me. È il mio primo lavoro davvero autobiografico, il primo in cui ho scritto in modo molto personale, non generico. Ho scritto da una prospettiva profondamente mia, legata alle esperienze che ho vissuto sulla Terra. Ci sono tante emozioni dentro: dolore, gioia, speranza, preghiere, sogni. Ci sono strati di intimità e vulnerabilità. È il mio corpo di lavoro preferito tra quelli che ho fatto. Penso che sia più facile creare un album pop o di musica da ballo, qualcosa che sia meno personale e più accessibile a tutti. Ma fare quello che ho fatto qui è stato molto più difficile, anche per il significato che porta con sé».

È stato un processo lungo?

«Sì. Anche se ho pubblicato due album in poco tempo, ho lavorato su questo per circa due anni. Di solito porto avanti più progetti contemporaneamente, ma questo, per l'implicazione emotiva, ha sicuramente avuto bisogno di più tempo perché ordinassi le idee e trovassi la chiave giusta per esprimermi».

C’è un verso che mi ha colpito, in "Sunshine & Rain": «Through sunshine and rain, as seasons change / We all need somebody that makes the Earth feel heavenly / Maybe I'll be that somebody 'cause you're that someone to me». Il tuo modo di amare è cambiato?

«Assolutamente sì. Essere madre mi ha dato una capacità più profonda di amare e di sentire che c'è un essere umano, oggi, che ha bisogno di me, che vive grazie a me e che da me dipende. Anche la mia capacità di vivere si è trasformata».

E cosa stai imparando da questa nuova esperienza come madre?

«Imparo qualcosa di nuovo ogni giorno. Diventare madre per la prima volta è un viaggio incredibile, fatto di continue scoperte, sorprese e piccoli momenti che ti cambiano profondamente. Essere madre è un processo di apprendimento continuo, un percorso in cui cresci anche tu insieme a tuo figlio. Ogni giorno è una scoperta, non solo su di lui, ma anche su di me, su chi sto diventando».

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Courtesy of Instagram @kaliuchis//Instagram

C'è qualcosa che vorresti dire a tua mamma, oggi, che sei madre anche tu?

«Le direi quello che già sa, perché so che in qualche modo lei è con me, che vede e sente tutto. Non avrei bisogno di parole perché il legame che abbiamo va oltre. Sento fortemente la sua presenza spirituale in ogni canzone, in ogni concetto dell’album, come se mi stesse guidando anche in questo mio nuovo percorso personale, da madre. È qualcosa che vivo dentro di me ogni giorno, una connessione profonda che non si è spezzata nemmeno dopo la sua scomparsa».

C’è molto di spirituale nel tuo lavoro. Pensi che questo legame derivi dalle tue radici colombiane?

«Sì, forse sì. Credo che tutto abbia a che fare con chi siamo e da dove veniamo. Mia nonna era una sciamana, molto spirituale, una spiritualità che ho sentito e fatto crescere dentro di me. Non ho mai rinnegato le mie origini e, anzi, alle mie radici devo gran parte della persona che sono oggi. Credo che tutti possano essere spirituali. Per me la musica e, più in generale, la creazione artistica, è sempre stata il mio modo per sentirmi vicina a Dio, a me stessa. Non è solo un mezzo per esprimermi, ma anche per connettermi profondamente alla mia spiritualità. Per questo cerco sempre di essere intenzionale nei temi che scelgo».

La musica è stato uno strumento per superare il dolore?

«Sì, senza dubbio. Ho sempre usato la musica in questo modo, come mezzo per guarire. So di aver realizzato l’album di cui avevo bisogno. In genere non ascolto la mia musica nel tempo libero, ma questo album sì, perché mi calma. È esattamente la musica che avevo bisogno di sentire in questo momento delicato».

Parlando della Colombia e delle tue origini, molti non erano favorevoli all’idea che cantassi e scrivessi sia in spagnolo che in inglese. Ora sei una delle artiste bilingue di maggior successo, sei sicura che sia stata la scelta giusta?

«Sicuramente sì e non tornerei indietro mai. La cosa più importante per un artista è restare fedele a se stesso. Io sono nata bilingue, quindi non ha mai avuto senso per me limitarmi a una sola lingua anche perché esprimo cose diverse, si creano mondi diversi, per me è una risorsa importantissima».

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Courtesy of Instagram @kaliuchis//Instagram

In questo nuovo album tutte le canzoni sono in inglese. È stata una scelta commerciale o qualcosa di più personale?

«È stato naturale. La mia discografia segue uno schema: il primo album in inglese, il secondo in spagnolo, il terzo in inglese, il quarto in spagnolo… questo è il quinto, quindi di nuovo in inglese».

Cosa diresti alla te stessa di quando vivevi in macchina, prima del successo?

«Mi direi di divertirmi di più, di non dare per scontato il tempo passato con gli amici, di non preoccuparmi troppo del futuro e semplicemente cercare di sopravvivere, un giorno alla volta».

Hai mai pensato di mollare tutto, lasciare la musica?

«No, non ho mai avuto dubbi su chi fossi. Sono nata artista, ho sempre scritto, creato storie, costruito cose. Sapevo che ero qui per creare arte. Non mi interessava quanto mi sarebbe costato o quanto avrei guadagnato. La mia ambizione non era diventare famosa, ma semplicemente essere me stessa e fare arte».

Parlando dei social media, hai parlato pubblicamente di come la gente ha reagito al tuo corpo dopo la gravidanza. Qual è il tuo rapporto con i social e con le opinioni che ricevi?

«Come artista, è importante sapere come separare ciò che arriva da fuori. Le persone hanno opinioni su tutto: come dovresti apparire, suonare, comportarti. Ma alla fine devo ricordare che il mio contributo è l’arte. Non sono un modello, non sono una celebrità nel senso classico. Cerco di mantenere la mia privacy, proteggere la mia casa, il mio corpo. Certo, vedere certe cose online può ferire, ma ho imparato che nulla è personale. Molto di ciò che si dice online non è reale. In realtà, c’è solo amore. Nella vita reale le persone sono buone, mi amano. E quello è ciò che conta».

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La tracklist del nuovo album Sincerely di Kali Uchis, in uscita oggi 9 maggio 2025.

Essere un’artista è mentalmente difficile? Influisce sulla salute mentale?

«Ovviamente essere umani significa anche soffrire. Ma quello che mi ha aiutato davvero è stato capire che nulla è personale. Molte delle cose che si dicono online sono proiezioni, illusioni. Non esistono davvero. In realtà c’è solo amore. E nella mia realtà, la gente mi ama. Quello è il mio mondo. Se tutto quello che vediamo online fosse anche nella vita reale, forse mi ferirebbe di più. Ma ho imparato a disconnettere i due mondi.
La cosa più dolorosa, forse, è quando le persone cercano di sapere tutto di te, come se fossi proprietà pubblica.
Ma io cerco di restare centrata e ricordare il mio scopo: ispirare amore, ispirare cura, ispirare le persone a vivere e ad essere sé stesse».

Come ti vedi ora, come madre, come donna che sta raggiungendo tanto, forse anche più di quanto avesse mai immaginato?

«Penso che sia importantissimo non dimenticare di amarsi. Di essere grata per ogni respiro. In un mondo che vuole che tu ti odi, l’amore per sé stessi è un atto rivoluzionario.
Il mio obiettivo è contribuire alla musica, ispirare le persone. E alla fine, non puoi essere tutto per tutti. Devi essere tutto per te stessa. Fare quello che è giusto per te. Quando arriva il tuo momento, devi viverlo davvero».

Hai scritto una canzone nel 2018, Body Language, dove dici: «Now I'm packing all my bags and I am leaving it behind / There's no tracking where I'm going / There's no me for them to find». Ora che hai una famiglia, delle radici, senti che qualcosa è cambiato?

«No, penso che quella canzone servisse a ricordarmi che è normale se nessuno ti conosce davvero, perché nulla di tutto questo ha davvero importanza. Un meteorite potrebbe cadere domani e scompariremmo tutti. Tutti quelli che conosci sparirebbero. Allora cosa conta davvero? L’unica cosa che conta è l’amore che metti in quello che fai, come spendi il tuo tempo, la qualità delle relazioni. Le vere ricchezze della vita sono: l’amore, l’amicizia, la pace interiore, la gratitudine per ogni momento. Vivere bene il presente. Questo è ciò che davvero importa».