NEW NAME, NEXT HYPE è la nuova rubrica di Cosmopolitan Italia in cui ci mettiamo in gioco e facciamo una scommessa: chi saranno i grandi artisti del futuro? Nomi emergenti da conoscere, voci singolari, talenti innati. Ci piace pensare di ricoprire un nuovo ruolo: quello di talent scout. Vi presentiamo i nostri pupilli, fatene buon uso.


«Ad un certo punto ho fatto proprio una scelta: avrei potuto continuare a lavorare con la mia laurea in Beni culturali però poi ho deciso di darmi un'occasione con la musica, un'occasione che sta continuando da oltre 5-6 anni perché, diciamo, non è stato un processo immediato, ma è come se pian piano nel mio percorso stessi trovando sempre più la strada giusta per proseguire. Non mi sono mai arresa nonostante le mille porte in faccia e la difficoltà. È una scelta difficile però ne sono felice» comincia così l'intervista con DINìCHE, nome d'arte di Veronica Di Nocera, cantautrice napoletana dai molti interessi e dalla lunga gavetta, che a gennaio 2025 ha pubblicato il suo primo Ep IN TIEMP' (ON TIME).

Una raccolta di brani che mescolano dialetto napoletano, italiano e inglese, e che giocano con gli effetti pirotecnici della musica elettronica. Veronica descrive le canzoni di IN TEIMP' (ON TIME) come finalmente personali, dopo una serie di brani precedenti dedicati a tematiche sociali, tra cui "Kaleidoscopio" sul bullismo, "Acustico" che racconta la storia di una vita con autismo, e "Vivarium" dedicata al climate change, ha sentito che era arrivato il momento di mettersi in gioco in prima persona.

Con IN TIEMP' (ON TIME), DINìCHE scrive un promemoria all'essere sempre in tempo per riuscire a concretizzare i propri sogni: «Io sono fermamente convinta che non sia il destino a decidere per noi, ma delle volte siamo noi che dobbiamo un attimo fermarci e capire cosa fare, e si è sempre in tempo per farlo. Questo è il significato dell'EP e io, dopo 5 anni, sono riuscita a trovare finalmente quella che è la mia identità». A marzo, DINìCHE ha pubblicato un nuovo singolo, "FUOCHI AMMARE" che lei descrive come l'evoluzione di "NISIDA", il primo brano realizzato per IN TIEMP' (ON TIME), quello che è servito più di tutti a trovare la propria direzione. Iniziamo proprio da qui la nostra chiacchierata.

diniche chi e cantante in tiemp
courtesy photo

Come è nato IN TIEMP (ON TIME)?

Le persone che mi circondavano mi hanno portata a farmi una domanda: «Quand'è che parli di te nelle tue canzoni? Perché vorremmo anche un po' conoscere quella che è Veronica». Quindi mi sono concessa un momento di riflessione e ho deciso di iniziare da questo EP in cui parlo degli ultimi 2-3 anni di vita. Racconto d'amore, di storie passate e anche di momenti di depressione, perché non è stato semplice affrontare la pandemia e quindi ho scritto anche un brano che si chiama "STANCA" che parla proprio di questo. Mi sono molto lasciata ispirare da quella che è la mia città, Napoli, perché volevo anche raccontare il mio legame con lei e l'ho fatto con "NISIDA", attraverso la leggenda di Nisida e Posillipo.

In che modo "NISIDA" ha innescato il processo creativo per le altre tracce dell'Ep?

"NISIDA" è stato il primo brano in cui ho accostato l'italiano e l'inglese al napoletano ed è stato questo ad aiutarmi a trovare la mia identità, a permettermi di esprimermi in modo diverso. La forza di fare questo salto me l'ha data anche un po' Liberato, di cui sono grande fan, e tutti questi artisti che tuttora sperimentano fregandosene di quelli che sono gli schemi del mercato musicale che siamo, in un certo senso, costretti a seguire.

A proposito del tuo rapporto con Napoli, c'è un brano in cui ne parli?

In "SANTA CHIARA" ho voluto raccontare quello che è un po' il mio legame non solo con Napoli, ma anche quanto è stato difficile dovermene andare via per inseguire questo sogno, per andare a studiare o lavorare fuori dalla mia città, a Roma o Milano, dove ci sono più possibilità nel campo artistico. Napoli è come se facesse parte del mio DNA musicale, nel senso che per me è necessario andare a mettere delle sfumature dei posti a cui sono legata nelle canzoni. In "SANTA CHIARA" semplicemente parlo di quanto è bello ritornare e trovare quelle persone che ti fanno sentire come se neanche un secondo fosse passato.

Quali spazi dà la scena musicale napoletana in questo momento?

Mentirei se dicessi che è semplice, perché a Napoli ci sono tante occasioni però, diciamo, devi sapertele cercare. Nel panorama musicale napoletano c'è tanta tanta musica, ci sono tanti artisti variegati ed è difficile emergere. Si stanno aprendo però sempre nuove possibilità. Tra queste, 4 anni fa io ho fondato un festival che si chiama I VISIONATICI ed è dedicato ad artisti emergenti, per dare la possibilità di esibirsi in città. Ho anche dato vita a un movimento che si chiama Donne in Musica, grazie a cui faccio conoscere artiste emergenti da tutta Italia al pubblico napoletano.

diniche chi e cantante in tiemp
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Della difficoltà di emergere si parla anche nel tuo ultimo singolo, "FUOCHI AMMARE": in che modo?

"FUOCHI AMMARE" è un brano a cui tengo molto perché parla del sentirsi emarginati, soprattutto a livello musicale, perché riflette su quanto è difficile farsi notare o essere apprezzati in questo mondo. Per questo ho voluto utilizzare questa immagine che è il fuoco d'artificio che brilla ma poi scompare nel mare, perché per un attimo veniamo visti ma anche dimenticati dopo pochi secondi. Questo è un po' il conflitto che vive il musicista di adesso, no? Quello di avere a che fare con la viralità, il tempo che non è mai abbastanza per fare le cose e deve essere tutta una corsa veloce.

Come vivi tu il concetto di viralità?

A dicembre 2024 mi sono esibita in Piazza del Plebiscito per il Capodanno di Napoli, aprendo il concerto di Loredana Bertè. È stata un'esperienza bellissima ma, in un certo senso, traumatica perché il video di me che canto in Piazza è andato virale su TikTok. Sono stata criticata da mezza Italia, da persone che scrivevano «Se sei un'artista non ti puoi emozionare sul palco». Ho vissuto questo momento in maniera contrastante e ho pubblicato un video di risposta che è diventato ancora più virale.

Alla faccia degli hater...

Esatto! Ho ricevuto critiche gratuite, ma è stato un momento formativo.

Pensi che ci sia un tempo limite per provare a concretizzare i propri sogni?

Quello che sto vivendo in questo momento è una fase del mio percorso che non mi aspettavo a quasi 30 anni: non pensavo potesse prendere piede ed essere apprezzato più di quello che avevo fatto fin dall'inizio. C'è stato anche chi mi ha consigliato «per favore, non cantare in tre lingue, canta solo in italiano, perché non funzionerà» però questa volontà di uscire dagli schemi ha premiato. Quindi non c'è un tempo massimo, c'è la possibilità di una sorpresa costante.