NEW NAME, NEXT HYPE è la nuova rubrica di Cosmopolitan Italia in cui ci mettiamo in gioco e facciamo una scommessa: chi saranno i grandi artisti del futuro? Nomi emergenti da conoscere, voci singolari, talenti innati. Ci piace pensare di ricoprire un nuovo ruolo: quello di talent scout. Vi presentiamo i nostri pupilli, fatene buon uso.
Pietro Gregori, Ferruccio Perrone, Giovanni Doneda e Alessandro Paolone sono Il Mago del Gelato, quattro musicisti che hanno cominciato quasi tre anni fa in uno studio di via Padova a Milano, con l'ispirazione dell'afrobeat, di artisti come Fela Kuti ed Ebo Taylor, e da lì hanno aggiunto ognuno un tassello: elettronica, jazz, reggae, funk. «L'intento principale era fare musica che facesse ballare e coinvolgesse il pubblico» racconta Ferruccio quando incontro lui e gli altri, a pochi giorni dall'uscita del loro album d'esordio, prevista per il 14 marzo, Chi È Nicola Felpieri?. Un titolo e un programma, o meglio un film, anzi, un romanzo: un enigma a cui è impossibile - e sconsigliato - trovare una risposta, perché non ce l'ha nemmeno chi il disco l'ha scritto e composto.
Durante la nostra intervista il leitmotiv è la frase «secondo la mia versione dei fatti» ripetuta da ogni componente de Il Mago del Gelato mentre ricostruisce un pezzo della storia del misterioso Nicola per come se l'è immaginata, ridendo ed esplorando le infinite possibilità di quest'uomo che, sicuramente, nella sua vita recente fa molto caso all'amore e alle sue sfumature. Parlano di questo sentimento, tra gli altri, i brani con gli ospiti del disco: Mélanie Chedeville in "Tic Tac", Le Feste Antonacci in "In punta di piedi", Venerus in "Controtempo". Così Chi È Nicola Felpieri? è un disco d'esordio che presenta Il Mago del Gelato in tutte le sue prospettive: ironia, musica fatta di groove e pensata per far ballare chi la ascolta. E mentre aspettiamo di poterlo fare live nel tour che li vedrà nei club italiani - si parte il 21 marzo all’Urban a Perugia e finisce il 24 maggio al MI AMI Festival - ci siamo fatti raccontare il ritmo del loro scambio di idee.
Chi è Il Mago del Gelato, come nasce la vostra band?
Alessandro: Il progetto è nato quasi 3 anni fa, dopo il periodo della pandemia, quando ci siamo incontrati, grazie ad amici e conoscenze, in uno studio di via Padova che ho fondato io. Uniti dal ritmo comune dell'afrobeat abbiamo cominciato a suonare insieme principalmente con l'obiettivo di suonare dal vivo una musica che fosse coinvolgente per chi ci veniva a sentire, soprattutto a seguito di un periodo come quello del Covid. Il Mago del Gelato è il nome del bar che si trovava nei pressi dello studio e che adesso non c'è più, ha chiuso circa due mesi fa.
Pietro: Stiamo contrattando per farci dare l'insegna adesso, sappiamo chi ce l'ha e potremmo convincerlo (ride, ndr)
Vedendovi live ho notato che sul palco la vostra formazione si allarga, chi sono gli altri componenti?
Pietro: Ci consideriamo una vera e propria band, forse una band allargata. Noi siamo in 4, ma abbiamo sempre suonato in 7, fin dall'inizio, con i soliti musicisti che sono: Martina Campi al flauto traverso e trombone, Alessio Dal Checco al sassofono ed Elia Pozzi alle percussioni. Noi 4 scriviamo i pezzi, poi però li portiamo dal vivo con la nostra band, che in realtà è la nostra band... Insomma una band nella band.
Ferruccio: È una big band!
Come è nato Chi È Nicola Felpieri?
Giovanni: Il progetto era nell'aria perché, concluso il tour, abbiamo rilasciato l'Ep Maledetta quella notte e poi il singolo all'inizio della scorsa estate. Avevamo bisogno di fare questa tappa discografica, di pubblicare un album anche per noi stessi, per fare un lavoro che fosse completo e potesse raccontarci in maniera un pochino più esteso. Ci siamo ritagliati un momento noi 4 all'inizio del 2024, per rielaborare varie idee che avevamo in cassetto e scrivere da zero nuovi pezzi, attraverso momenti di jam e di improvvisazione, in cui abbiamo scritto tutto il materiale che è all'interno del disco.
Non lo definirei un concept album, però abbiamo scelto di legare dal punto di vista tematico il lavoro, dandogli questo titolo molto enigmatico, molto misterioso che è Chi
È Nicola Felpieri?. Proprio lasciando questo interrogativo aperto, l'obiettivo era quello di consolidare un mistero, permettere a ciascuno di costruirsi una trama immaginaria mentre ascolta il nostro disco composto per la maggior parte da musica strumentale. Che poi è anche il processo che seguiamo nella fase di scrittura, dove cerchiamo di usare poche parole e regalare immagini, ma senza raccontare tutto dall'inizio alla fine, per non forzare l'immaginazione di chi ascolta.
Quindi non c'è una vera risposta a Chi È Nicola Felpieri?
Giovanni: Non c'è una vera risposta ma soprattutto non ne abbiamo una nemmeno noi, ognuno ha le sue idee. Ed è quello che succede anche quando scriviamo i testi: ognuno butta la sua visione e troviamo il modo di farle stare in piedi tutte. Ci piace avere diverse chiavi di lettura, anche paradossali e totalmente diverse.
Pietro: Siamo una band estremamente democratica!
Questo vuol dire che siete bravi a scambiarvi le idee senza litigare
Pietro: Sfoghiamo i nostri litigi in altri modi, tipo facendo delle sfide (ride, ndr)
Quali sfide?
Pietro: Principalmente ci litighiamo delle cose, tipo dei vestiti, e cerchiamo di creare delle sfide per decidere chi otterrà ciò che vuole, idem per decidere cosa andrà nei brani. Un gioco che ci piace è il gioco del silenzio (ride, ndr). Il primo che parla perde e non avrà quello che vuole.
Alla produzione c'è Marquis, com’è stata la collaborazione con lui per questo progetto?
Alessandro: La collaborazione con lui è nata durante i nostri primissimi concerti, quando non avevamo ancora nemmeno una pagina Instagram. Lì ci ha sentiti e ci è venuta l'idea di cominciare a collaborare. Abbiamo cominciato a lavorare insieme da Maledetta quella notte, mentre per Chi È Nicola Felpieri? siamo partiti dalla nostra composizione, poi c'è stato il lavoro di arrangiamento di Marquis. Ci siamo presi un tempo per comporlo e un tempo per arrangiarlo, anche grazie all'orecchio di Marquis che poteva darci un parere più esterno. Insieme abbiamo poi registrato il disco al Sudestudio, nelle campagne vicino a Lecce.
Pietro: Lavorare in un ambiente come il Sudestudio è stato per noi quasi come fare una residenza. Eravamo nel verde, in un'atmosfera molto diversa da quella di Milano. Sia tra di noi, con il produttore e il nostro team, si è creato un ambiente familiare, perfetto per questo disco.
Tornando alla trama di Chi È Nicola Felpieri?, come in ogni storia che si rispetti c’è un sottotesto d’amore. C'è in "Tic Tac" con Mélanie Chedeville, in “In punta di piedi” con Le Feste Antonacci, in “Controtempo” con Venerus. Ce la dobbiamo immaginare come una storia unica o situazioni distanti?
Giovanni: L'amore sicuramente è uno di quei temi che si porta dietro una visione emotiva e che ci piace usare perché è molto vivo. Rimanda a qualcosa di preciso per ciascuno di noi e riesce a riscaldare o raffreddare, portare il nostro cervello da qualche parte. Quindi in ambito musicale per noi ha particolarmente senso per quello, perché è facile sentirlo in maniera forte. I brani che hai citato ora sono brani che ospitano delle collaborazioni, quindi forse dovremmo coinvolgere gli autori dei testi in questa riflessione, perché noi abbiamo voluto lasciare spazio a loro per la scrittura dei brani. Ovviamente siamo partiti da una nostra suggestione musicale, ma poi l'intervento vocale lascia alla loro percezione. Possiamo dire comunque che ci sono tre tipi di amore diverso: in "Tic Tac" con Mélanie Chedeville c'è la tentazione, l'incontro, mentre negli altri due brani c'è forse lo scazzo di una storia più duratura.
Pietro: Anche in brani unicamente nostri ci sono riferimenti all'amore, come in "Segreto" o "La fiamma dell'amore". Non avendo noi l'abitudine di dare molte spiegazioni nei nostri testi, tu puoi interpretarli come vuoi. C'è l'amore per un'altra persona in senso romantico, ma anche l'amore in qualsiasi altra declinazione.
Giovanni: Nella mia versione dei fatti, "La fiamma dell'amore" non è... (esita un attimo, poi riprende incoraggiato dalla band, ndr) non si riferisce a quello che c'è tra due persone, ma a questo sentimento che rimane sempre vivo dentro di noi e ci scalda in qualche modo, e non per forza dev'essere rivolto a qualcuno.
Pietro: È un amore universale
Non si può svelare chi è Nicola Felpieri, ma almeno possiamo sapere se lui e l’"Enrico Lascia Perdere" dell'ultimo brano sono amici?
Alessandro: Enrico forse è un'eccezione rispetto a tutto quello che abbiamo detto perché è l'unico testo esplicito
Giovanni: La versione dei fatti qui è un po' più chiara (ride, ndr)
Alessandro: Diciamo che nella nostra mente Nicole ed Enrico non sono due personaggi che centrano molto tra di loro, però si incontrano, anche se sono inconsapevoli di essersi incontrati.
(tutti ridono, e qualcuno dice «Nicola potrebbe anche parlargli in un vocale di 10 secondi», ndr)
Alessandro: Sia come sia, Enrico è una persona a cui tutti dicono di lasciar perdere, di non credere in se stesso, nei suoi sogni, nella sua volontà creativa. Ma Enrico a un certo punto dice 'no, io rimango qua e continuo a fare quello che faccio con le mie forze, lottando per quello in cui credo'. È anche una chiusa simbolica, perché parla del fatto che le persone possano darsi la libertà di credere nei propri sogni.
Da fine marzo alla data del 4 maggio al MI AMI sarete in tour: avete in mente qualcosa di speciale?
Ferruccio: Abbiamo cercato di rendere questo disco più compatibile possibile alla nostra formula live, che dà la priorità al coinvolgimento del pubblico. Comunque sarà un tour in cui presenteremo l'album, che per noi è una cosa diversa dal passato, in cui cercavamo di avere momenti di groove, questa volta invece è tutto per presentare al meglio il disco. Avremo un sacco di date dove scaldarci prima di arrivare al MI AMI... E comunque ci saranno delle sorprese, non possiamo ancora dire cosa, ma ci saranno.















