Questa storia comincia con Joan Thiele che siede al centro, con la sua chitarra. Ha i capelli sciolti, così lunghi che toccano terra, e liberi che riempiono tutta la stanza. La luce è soffusa e il mare ancora lontano: sta per accadere una magia. Nel flusso sfocato della sua coscienza, a un tratto, Joan inizia a piangere. Figlia di lacrime e ciocche, nasce così una canzone che le fa male, le fa talmente male che le fa bene. Una canzone «stronza» perché porta con sé un dolore profondo che scende alle radici per scioglierne i nodi. E così, alla fine ti lascia felice.

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Cosmopolitan / Simone Biavati

Si chiama "Eco" e risuona così: E se capissi perché contano sempre più le idee / Rimangono negli occhi della gente / Hanno più potere della rabbia. È una lezione preziosa che Thiele ha appreso da qualche tempo. «Ultimamente ho riflettuto sulla mia vita. Io sono 24 ore su 24, al di là del lavoro che faccio. Ho il mio percorso, ho la mia identità, eppure sono caduta più volte nella dinamica tossica di paragonarmi agli altri, sentirmi in dovere di performare. Ho avuto un periodo in cui inconsciamente, non lo so, forse mi sentivo quasi in difetto di avere i miei tempi, molto più lenti. Di non avere interesse a essere in classifica. Non me ne fregava niente, è la verità. Non faccio la musica per i numeri. Questa cosa mi bloccava. E invece questa esperienza mi ha proprio confermato quanto sia importante seguire se stessi, le proprie idee, le proprie visioni. Anche se gli altri dicono che sono sbagliate».

"Eco" non è nata perché voleva andare a Sanremo, ma quando è nata Sanremo l'ha voluta. «È proprio questo il gioco per me, cioè essere riuscita ad andare su un palco così mainstream e bellissimo con un pezzo che mi rappresenta al 100%, senza nessun compromesso con me stessa». E se questo oltre che un gioco, funziona anche come un incanto, proprio attraverso una lente straordinaria ritraiamo qui Joan Thiele, la ragazza magica. «Io guardo così un po' le cose così in generale. Quella lente ce l'ho sempre con me. Cioè io non vivo proprio nel mondo iperreale. A me piace così, immaginare la realtà».


Joan è stata anche ospite del podcast di Cosmopolitan "Note di Stile", durante il quale abbiamo parlato di ispirazioni passate e progetti presenti, primo fra tutti la collaborazione sanremese con la maison di moda francese Chanel.