Dopo ieri sera, sembrano improvvisamente lontani, lontanissimi i tempi in cui sul palco dell'Ariston c'era Achille Lauro vestito da Elisabetta I che baciava il suo chitarrista Boss Doms, i tempi de La Rappresentante di Lista, Di Drusilla Foer, di Big Mama che annunciava «Dedico il mio pezzo alla comunità queer. Amatevi liberamente, potete farlo», di Loredana Bertè che cantava «sono pazza di me». Il Festival di Carlo Conti non è il Festival di Amadeus, ne abbiamo avuto la prova dopo la prima serata che in molti hanno definito «affrettata» e forse anche un po' piatta. Ci mancano i costumi in latex, le piume, il camp, i messaggi politici che ci davano l'illusione che l'Italia potesse essere più progressista, la trasgressione di occupare un palco per mostrare un modo di vivere e di amare che è ancora motivo di discriminazione: manca, in una parola, la componente queer. Per questo, per non lasciare che si torni indietro e il clima politico finisca per cancellare la comunità LGBT+ a Sanremo, è stato istituito un nuovo premio, il Premio Queer.
Come funziona il nuovo Premio Queer?
Le associazioni Sanremo.M.I.A. Arcigay Imperia e Agedo Genova hanno sentito l'esigenza di riportare l'attenzione sui diritti LGBT+ che sembrano spariti dal palco dell'Ariston dove quest'anno va in onda un festival più intimista che parla d'amore ma senza ricordare che c'è chi vede il proprio amore sotto attacco. Per questo è stato ideato il Premio Queer, «un riconoscimento speciale che sarà assegnato durante il Festival di Sanremo 2025 (in modo indipendente) all’artista che più si distinguerà per il suo impegno a favore della comunità LGBT+, sul palco o fuori».
«A scegliere i vincitori sarà una giuria d’eccezione», spiega Marco Antei a nome di M.I.A. Arcigay Imperia e Agedo Genova, «con a bordo le inimitabili Karma B. Perché la musica è libertà, è identità, è orgoglio!». Il vincitore verrà scelto in base a quanto fatto o detto nei giorni del Festival a favore della comunità LGBT+ tenendo conto, però, di eventuali precedenti negativi (come dichiarazioni omofobe o simili). Domenica mattina verranno conteggiati i voti ricevuti dai membri della giuria e nel pomeriggio sarà annunciato il vincitore e motivata la scelta con una spiegazione.
Attualmente, secondo Gay.it la «cifra queer» potrebbe essere rappresentata da Elodie, madrina di diversi Pride e da sempre sostenitrice della comunità, da Gaia che in passato ha parlato di amore al di là del binarismo di genere. C'è anche chi fa i nomi di Rose Villain, dei Coma Cose, di Lucio Corsi con i suoi look eccentrici e di Joan Thiele. Anche Francesca Michielin, apertamente femminista e sempre attenta a smantellare gli stereotipi di genere, potrebbe parlare a favore del mondo LGBT+. La sfida è aperta.










