Nel corso degli anni, le esibizioni a Sanremo che rimangono impresse non sono sempre quelle delle canzoni più apprezzate, né di quelle vincitrici. Da quando c’è il Festival di Sanremo, ogni edizione ha regalato agli spettatori un momento iconico e indimenticabile, non solo tra le esibizioni ma anche nel corso delle serate.

Scegliere le esibizioni di Sanremo più belle non è stato facile, ma abbiamo provato a raccogliere per voi cinque momenti, tra il 1986 e il 1997, che hanno davvero segnato la storia del Festival ma anche quella della musica italiana. Momenti unici, iconici, in un certo senso anche politici, che vivono “rent free” nelle nostre teste (con una bonus track sul finale).

Esibizioni Sanremo: Loredana Bertè (1986)

Nel 1986 Loredana Berté sale sul palco per cantare la sua “Re” indossando un abito nero in pelle super aderente e ricoperto di borchie, da cui spunta un pancione finto. La CBS le revocherà il contratto, ma la sua esibizione è ufficialmente una delle più irriverenti e chiacchierate del Sanremo di quell’anno.

Loredana Berté è sempre stata una cantante sopra le righe e non sono mai mancati momenti in cui le sue esibizioni hanno destato scalpore. Quell’esibizione, però, nel pieno degli anni Ottanta, è un vero e proprio atto rivoluzionario, che renderà la sua esibizione un momento davvero indimenticabile.

Esibizioni Sanremo: Giorgio Faletti (1994)

Tra le esibizioni di Sanremo da non perdere c’è quella di Giorgio Faletti, che nel 1994 sale sul palco del Teatro Ariston cantando - e recitando - “Signor Tenente”. Il brano è un vero e proprio manifesto politico, che pone il focus su momenti drammatici della storia italiana, come le stragi di Capaci e di Via D’Amelio.

Fino a quel momento, Giorgio Faletti è conosciuto ai più soprattutto per i suoi lavori da attore e da comico da cabaret. Col tempo impara, però, anche a farsi amare e riconoscere per le sue doti letterarie: Io uccido il suo romanzo più famoso. Questa sua esibizione resta forse una delle più intense e commoventi del Festival di Sanremo fino a oggi.

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Esibizioni Sanremo: Federico Salvatore (1996)

Cantautore sopra le righe e dalla verve comica, Federico Salvatore porta al Festival di Sanremo, nel 1996, un brano straziante e doloroso insieme dal titolo “Sulla Porta”, in cui un ragazzo omosessuale decide di fare coming out con sua madre, in un’epoca ancora non particolarmente pronta a tematiche così profonde e complesse.

Il testo della canzone è raccontato come fosse una lettera, che il protagonista lascia sul tavolo della cucina in un moto di coraggio, nella speranza che sua madre comprenda la sua scelta di lasciare casa per andare a vivere con un uomo: l’uomo che ama e che lo renderà felice.

Esibizioni Sanremo: Elio e le Storie Tese (1996)

Lo stesso anno di Federico Salvatore Elio e le Storie Tese salgono sul palco di Sanremo con un brano che rivoluzionerà il mondo della musica italiana fino ad allora conosciuto.

“La terra dei cachi” è un brano coraggioso, sperimentale, a tratti grottesco e delirante. Eppure suonato egregiamente da un gruppo di strumentisti incredibili. A corredare il tutto ci sono i loro outfit: soprattutto quello dell’ultimo giorno, che li ha visti apparire sul palco vestiti da alieni.


Patty Pravo: E dimmi che non vuoi morire (1997)

L’anno dopo segna un grande ritorno nel mondo della musica italiana: Patty Pravo. Dopo aver abituato il suo pubblico a un abbigliamento eccentrico, esibizioni sopra le righe e acconciature plateali, nel 1997 Patty Pravo torna a Sanremo con un nuovo brano, “E dimmi che non vuoi morire”. Quando entra in scena il pubblico resta in silenzio estasiato: era da tanto che non si vedeva un’esibizione così intensa, commovente ed elegante.

Patty Pravo non ha fatto nulla di che se non mostrare se stessa al naturale, presentandosi sul palcoscenico senza trucco e con un abito scuro super minimal. Poesia pura.

Bonus Track: L’isola delle rose - Blanco (2023)

Facciamo un rapidissimo salto temporale e arriviamo (quasi) a oggi. Durante l’edizione 2023 del Festival di Sanremo, Blanco si presenta fuori concorso con il suo ultimo brano, “L’isola delle rose”.

Durante l’esibizione, però, qualcosa va storto: Blanco non riesce più a sentirsi in cuffia a causa di un problema tecnico, così smette di cantare e comincia a prendere a calci l’allestimento scenografico fatto di vasi e rose sul palco. Il pubblico in sala fischia e nei giorni successivi insorge anche la stampa.

E se fosse, però, tutto calcolato? Anche nel videoclip Blanco distrugge le rose mentre canta. Non sapremo mai la verità, ma quel che è certo è che la sua esibizione la ricorderemo ancora a lungo.

Articolo scritto da collaboratori esterni, per info e collaborazioni rivolgersi alla redazione

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