«Pinz a tutt' l mgghier Stonn a cosc' u baccalà». Con queste due strofe Serena Brancale torna alla ribalta nella Primavera del 2024, anche grazie al beat super catchy del suo producer Dropkick_m. Una canzone ritmata, fresca, divertente.

Eppure Serena Brancale non nasce certo per caso: la sua carriera da musicista e cantante jazz si perde nel tempo e il suo talento è riconosciuto a livello internazionale da sempre. Scopriamola insieme.

Serena Brancale: biografia ed esordi

Nata a Bari nel 1989, Serena Brancale è figlia d’arte: sua mamma è musicista e suo papà ex calciatore. Studia violino al conservatorio e si diploma in grafica pubblicitaria all’Accademia di Belle Arti di Bari. Contemporaneamente ottiene anche il diploma in canto jazz al conservatorio.

Nel 2003, all’età di 14 anni, recita nel film Mio Cognato di Alessandro Piva, al fianco di Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio. Nel frattempo, Serena Brancale continua a studiare musica e a tentare il successo: nel 2009 Serena Brancale partecipa a X Factor ma viene eliminata prima delle finali da Simona Ventura, all’epoca nella giuria del talent. Due anni dopo, nel 2011, fonda il Serena Branquartet. Nel 2015, quattro anni dopo, si presenta al Festival di Sanremo tra le nuove proposte, con il brano “Galleggiare”. Nel corso degli anni, la cantante e polistrumentista barese collabora con tantissimi artisti, tra cui Mario Biondi, Wllie Peyote, Ghemon e Clementino.


Il talento e le canzoni di Serena Brancale sono amate e apprezzate da tantissime persone, sia addetti ai lavori che semplici fruitori finali. Persino Quincy Jones si accorge delle sue qualità e spende per lei parole meravigliose, colme di gratitudine e di apprezzamento. Nel corso degli anni continua a esplorare il suo mondo blues e jazz, fatto di sperimentazioni e contaminazioni, ricco di incursioni nei generi e con uno stile davvero unico e personale. Serena Brancale ha una voce calda, graffiante, molto più vicina alla cultura black che alla canzonetta all’italiana. Per questa ragione rimane per un po’ in sordina e riesce a farsi apprezzare da una nicchia ristretta di persone.

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Sergione Infuso - Corbis//Getty Images

Il fenomeno social di Baccalà e il successo virale

Il suo ritorno alla ribalta lo deve ai social e alla viralità, come spesso accade ormai da quando i social network sono diventati il nostro pane quotidiano. Quando Serena Brancale diffonde la sua versione acustica di “Baccalà” insieme al Dropkick_m, direttamente dalla loro macchina, la sua canzone diventa un vero e proprio fenomeno sociale (oltre che social) e tutti si ritrovano a cantare le strofe del brano senza volerlo. A “Baccalà” seguono poi altri successi sullo stesso filone, come “La zia” e “Stu cafè”. La peculiarità di tutti questi brani è che sono scritti e cantati tutti nel dialetto natale di Serena Brancale: il barese.

Le origini di Serena Brancale le consentono, quindi, di farsi notare nuovamente dal grande pubblico. Nel 2025, infatti, ci sarà il suo ritorno a Sanremo 2025 con la canzone “Anema e Core”. Sui suoi profili social, il giorno dell’annuncio del suo brano in gara, Serena Brancale scrive:

«A Carlo Conti che ha creduto in me nel 2015 e oggi festeggio i miei 10 anni di carriera ritornando più grande, più sapida su quel palco magico dove è iniziato tutto. Al mio manager Carlo Avarello che mi è stato a fianco sempre dal giorno 0 per creare un progetto cucito su di me nei dettagli, scavando nel profondo arrivando a toccare le mie radici, chi sono veramente. A tutte le persone che mi seguono e mi stanno accanto. Alla mia musa, che è qui ad abbracciarmi piena di gioia per tutto quello che sto costruendo, entusiasta di un sogno che portavamo nel cuore e ad occhi chiusi sognavamo insieme. A chi nasce artista, sogna in grande e ama da pazzi questo mestiere da non dormirci la notte. Ora ci si diverte, buona domenica a tutti. Sono Pronta per un anno INCREDIBILE».

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Daniele Venturelli//Getty Images

Articolo scritto da collaboratori esterni, per info e collaborazioni rivolgersi alla redazione

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