NEW NAME, NEXT HYPE è la nuova rubrica di Cosmopolitan Italia in cui ci mettiamo in gioco e facciamo una scommessa: chi saranno i grandi artisti del futuro? Nomi emergenti da conoscere, voci singolari, talenti innati. Ci piace pensare di ricoprire un nuovo ruolo: quello di talent scout. Vi presentiamo i nostri pupilli, fatene buon uso.


Il mondo dei Fuera è in continua evoluzione e Sonega Sonela è la sua più recente forma. Ma non è detto che sia l'ultima. Il trio italiano composto da Mike, Diak e Jimmy, nato in provincia di Napoli attorno al 2017 con un background musicale tra rap, techno e psichedelico, ha fatto del 2024 l'anno della riscoperta personale, pubblicando a giugno la prima parte del disco, Sonega, e il 13 dicembre la seconda, Sonega Sonela. Un viaggio avant-pop, tra elettronica e glitch, dove i Fuera salutano l'italiano per buttarsi nei territori inesplorati dello spagnolo, dal ritmo reggaeton di "Goyard" a quello nostalgico di "Pero es normal".



«Le influenze che si sentono in questo disco ci accompagnano da sempre, da quando eravamo piccoli, ma se prima erano di sfondo al rap o al pop cantautorale, ora sono messe in primo piano. Non è tanto una questione di novità quanto di cambiamento nell'equilibrio di ciò che già ci appartiene» raccontano Mike, Diak e Jimmy quando li incontro per farmi raccontare il loro ultimo progetto. Lo descrivono come «un processo di astrazione, musicale ed estetico» qualcosa su cui avevano già cominciato a lavorare in Circo Mezzaluna, il loro album del 2022, e che qui si nutre di Intelligenza Artificiale, spiritualità e la ritrovata leggerezza della sperimentazione. Nel corso dell'anno, i Fuera hanno suonato un po' ovunque: il Sonega Sonela Club Tour 2025 è partito a marzo da Lecce per poi approdare al MI AMI Festival e alla data dell'8 giugno al Berghain Kantine di Berlino. Da giungo a fine settembre, il gruppo si è mosso con un Dj set tour, che li ha visti esibirsi in consolle da Trento a Roma.

Qual è stato il processo creativo?

«È stato un lavoro in divenire. Non siamo partiti con un'idea precisa, anzi spesso i nostri pezzi partivano in un modo e, a furia di rimaneggiarli, finivano in un altro. Per questo disco abbiamo cominciato a ricampionarci, campionare le nostre voci, arrivando a stravolgere le demo inziali. In questo modo è nata anche l'idea di utilizzare lo spagnolo, perché ci siamo sentiti in qualche modo limitati dall'utilizzo di una sola lingua, sia per quanto riguarda la fonetica che il processo creativo, e sentivamo il bisogno di esplorare strutture diverse.

Ad esempio c'è stata la volontà di non cercare un ritornellone o una struttura classica da hit italiana. Dopo i primi singoli, "Cosa fai stasera", "Santo" e "Mariposa" potevamo anche decidere di prendere quella strada e continuare a fare canzoni nella loro forma più tradizionale. E arrivare anche a Sanremo, magari, tra qualche anno. Ma poi, in maniera del tutto naturale, abbiamo capito che non era il percorso che ci rendeva davvero sereni. Per ora ci sentiamo di guardare alla musica italiana leggermente da outsider.»

Cosa vuol dire Sonega Sonela?

«Non c'è un significato specifico, sono due parole che non esistono, coniate da noi pensando più alla fonetica, all'attitudine. Sonega è come se fosse un suono, una frequenza, il modo in cui il rumore impatta sulle persone. E questo è il concetto che ha guidato la realizzazione della prima parte dell'album. C'è anche il concetto di dualità, considerando che l'album è diviso in due parti Sonega e Sonela. Sono due parole diverse ma simili, che danno l'idea di qualcosa che sia specchio.»

Che personaggi ci sono in Sonega Sonela e che spazi abitano?

«Il vero personaggio dietro Sonega Sonela è la signora che abbiamo come immagine del profilo [una donna tra l'alieno e il preistorico che ascolta musica da un paio di cuffie, ndr] che è stata creata con Intelligenza Artificiale. Per darle forma abbiamo pensato più al suo carattere che a un periodo o un'etnia di appartenenza. Lei si sta evolvendo insieme a noi e al disco, le facciamo prendere vita facendola comparire con varie espressioni e comunicando cose diverse.»

Come avete integrato l'Intelligenza Artificiale?

«È da diverso tempo che siamo in fissa con l'Intelligenza Artificiale e i modi in cui poterla sviluppare. All'interno dell'album l'abbiamo utilizzata come strumento per la produzione, ad esempio per generare i cori in spagnolo che si sentono in "Mariposa". Per noi è stata uno spunto centrale dell'astrazione che c'è alla base di Sonega Sonela. È stata un tool, uno strumento, che per noi è un nuovo mezzo da abbracciare e integrare nella produzione artistica, senza demonizzarla o pensare che sostituirà l'arte, perché c'è una parte di emozione che l'AI non può replicare. Detto questo, l'abbiamo usata molto anche per l'aspetto grafico, estendendo ciò che è stato creato nella realtà. Così facendo abbiamo creato un contrasto tra un qualcosa di super moderno e tecnologico e un richiamo ancestrale, etereo, spirituale. »

Qual è la parte più spirituale di Sonega Sonela?

«Il richiamo ancestrale fa parte dell'universo Fuera, perché siamo persone che si interrogano molto. Nella nostra musica ci sono episodi meditativi o di viaggio trascendentale, che lasciano lo spazio per riempire il suono con i propri pensieri, come se guidassero chi ascolta in un viaggio che possa essere personale. Tutti e tre facciamo letture riguardo a meditazione e spiritualità e di tanto in tanto pratichiamo. È un mondo che ci affascina, soprattutto da esplorare nell'arte.»

Si parla di Sonega Sonela come di un album di cambiamento e rottura, ma cosa c'è di uguale al vostro primo album The Black Racism (2017)?

«La cosa più simile è il sentimento con cui abbiamo lavorato al disco, tendenzialmente di divertimento e, da un certo punto in poi, abbastanza istintivo. Abbiamo ritrovato quella voglia di fare musica per uno scopo prima personale e poi per gli altri.»

Cosa vi è rimasto del Sonega Sonela Club Tour del 2025?

«È stato diverso: abbiamo reso più rilevante l'aspetto della produzione, a cui ci siamo avvicinati maggiormente negli ultimi anni. Abbiamo sconvolto la composizione: provato a entrare nel campionato dell'elettronica. La dimensione da club in qualche modo è sempre stata nostra, solo che prima la integravamo in modo diverso, nel linguaggio della canzone. Oggi possiamo dire che è proprio la nostra lingua.»