Mentre Chappell Roan continua a macinare ascolti streaming (con l'ultimo singolo "Good Luck, Babe!"), guadagnare premi (miglior artista esordiente agli MTV VMA's) e far discutere per il suo approccio punk alla stan culture (privilegiando la sua salute mentale, ha annullato due live perché le polemiche e l'attenzione dei fan attorno a lei erano «diventate opprimenti») il suo mito acquisisce sempre più interesse.
Nonostante spesso i fan abbiano una visione dell'artista come un puro risultato dell'estro creativo di un singolo, vale la pena ricordare che dietro ogni grande cantante (soprattutto i più grandi) c'è una vera e propria macchina. A dare un kick al successo del brand Chappell Roan è stata la visione della sua Creative Director, Ramisha Sattar. Il lavoro della direzione creativa spesso rimane nell'ombra ma, nella realtà dei fatti, è ciò che contribuisce maggiormente a come noi percepiamo l'identità di un cantante, canzoni a parte.
Così la designer e Creative Director classe 1999, di origine pakistana di base a Los Angeles, è la figura che negli ultimi mesi si è occupata di tutto ciò che di visuale rientra nel progetto di Chappell Roan, dai volantini alla grafica per i dischi e i singoli, dall'animazione durante i concerti fino allo studio del look della cantante. Intervistata da Hypebae, Ramisha Sattar ha raccontato a proposito del lavoro creativo sul look dell'artista: «Un buon esempio è quello che abbiamo fatto per il guardaroba prima che uscisse l'album! Andavamo a comprare pezzi dell'usato in diversi mercatini delle pulci di Los Angeles e poi andavamo a Santee Alley per comprare piume, perline, frange e strass. Abbiamo trascorso giornate a fare lavoretti finché ogni pezzo non corrispondeva alle nostre mood board. Creare da zero prima di avere un budget è stato molto divertente ma anche laborioso: ci ha aiutato a capire esattamente cosa volevamo e a essere intenzionali con ogni capo del guardaroba!».
Tra le ispirazioni che al momento più influenzano la creatività di Ramisha Sattar ci sono Andy Warhol, Bollywood, la tipografia araba, l'arts and craft, oltre a «bambole troll vintage, ET, Dr. Seuss e Dolly Parton» e se ci pensiamo bene, le reference caotiche e vintage della Creative Director hanno un che di familiare nel percorso di Chappell Roan.
Ma com'è davvero lavorare dietro le quinte per un astro nascente della musica internazionale? Secondo la Creative Director, che prima di collaborare con Roan ha lavorato per il magazine Rookie e collaborato con Phoebe Bridges: «Ci siamo conosciute su Instagram! Ha visto uno dei miei collage sulla sua pagina Esplora e mi ha seguito. E poi ho realizzato di averla vista dal vivo una volta quando aveva aperto per un altro artista. Quindi è stato un momento carino di "filo invisibile"». Poi Sattar aggiunge: «Adoro lavorare con Chappell perché non sembra un lavoro. È una festa. Il mondo dietro le quinte è divertente tanto quanto il modo in cui si traduce sul palco e nei video musicali. Sono stati davvero gli ultimi due anni più divertenti di sempre».











