Con l'arrivo degli ultimi episodi su Netflix il 12 settembre, Emily in Paris 4ha coronato le sue vacanze romane. Per chi ancora non lo sapesse, la seconda parte della serie diretta da Darren Starr vede Emily (Lily Collins), la collega Mindy (Ashley Park) e la capa Sylvie (Philippine Leroy-Beaulieu) tuffarsi in un'avventura lavorativa ambientata fronte Colosseo, con la partecipazione degli italiani Raoul Bova ed Eugenio Franceschini. E se anche si passa dalla Tour Eiffell a un piatto di carbonara, la sostanza di Emily in Paris rimane sempre quella: un comfort show in cui gli americani romanticizzano la vita europea, denso di cliché e svolte romantiche non richieste. Ma questi sono anche i punti di forza della serie che - spoiler degli spoiler - sembra abbia ricevuto la conferma per una quinta stagione.
A voler ben vedere, però, una novità c'è stata in Emily in Paris 4, ovvero il protagonismo inatteso della musica. Non stiamo parlando del cameo di Tony Effe - «British? Me cojoni» cit. - poi rivelatosi solo una geniale trovata pubblicitaria, ma di trama e di colonna sonora. Al centro della stagione c'è la storia di Mindy che si sta preparando con il suo gruppo per rappresentare la Francia all’Eurovision Song Contest. Così, nell'episodio 4x04 la vediamo esibirsi sulle note di "Don’t Go Breaking My Heart", il brano di Elton John e Kiki Dee e, poco più avanti, nel 4x06, cimentarsi con la sua cover di "Have Yourself A Merry Little Christmas", per finire con "Oops I Did It Again", nel 4x08.
Come da tradizione, nella serie i successi internazionali sono spesso reinterpretati da artisti francesi, come nel caso del remake di "Heart of Glass" di Blondie, durante la festa in maschera e "Dancing in the Moonlight" dei King Harvest, durante il ballo di Gabriel ed Emily. E l'Italia? Beh nonostante l'ambientazione romana, il sound italiano è poco, anzi pochissimo. C'è giusto qualche brano che potremmo definire "d'atmosfera" perché utilizzato per rievocare un certo cliché nella mente di chi non ha particolare dimestichezza con il nostro panorama musicale.
Così troviamo giusto qualche brano che si muove tra gli Anni '50 e '60. Si comincia con la traccia composta da Lello Gori e tratta dalla colonna sonora dell'omonimo film di Lucio Fulci "Come svaligiammo la banca d'Italia" (1966), per poi passare a "L'amico del giaguaro" di Aldo Buonocore, rimanendo sempre negli Anni '60, e un tuffo indietro con "Le pigne in testa" de Gli Scooters. Non poteva mancare, ovviamente, "Mambo Italiano" di Rosemary Clooney, per quella aggiunta extra di (mancata) modernità. E se dal punto di vista italiano l'obiettivo è stato piuttosto mancato, ci sono comunque un paio di scelte interessanti nella colonna sonora della quarta stagione: "Le Pigeon" dei Miel De Montagne, artista elettronico-esistenzialista, che ravviva la puntata numero 9, e la chiusura di stagione sulle note di "Close To You" di Gracie Abrams. Una hit di una delle nuove leve del pop che, chissà, magari riceverà un'ottima spinta proprio da Emily in Paris.













