«Ve l'avevo detto che non sarebbe stato un listening party» dice Lazza dal palco allestito nel piazzale Angelo Moratti, ai piedi dello stadio San Siro. Qui, davanti a un piccolo pubblico di fortunati riusciti ad aggiudicarsi gratuitamente l'ingresso, il rapper di Milano sta dando vita al Locura Opera N.1. Non è un listening party, appunto, è un concerto tutto di inediti - fatta eccezione per "100 messaggi" - tratti dal prossimo disco in uscita, Locura. Alle spalle di Lazza ci sono: il suo producer di fiducia, Drillionaire; il maestro di pianoforte che gli ha insegnato tutto, Aleksander Zielinski; il direttore d'orchestra Enzo Campagnoli e l'Orchestra Sinfonica di Milano. Lazza ha fatto le cose in grande e, prima di annunciare la data di uscita di Locura, si esibisce per una mezz'ora abbondante di inediti.
In Locura ci sono tutte le sfumature di Lazza, a partire da quelle più gradasse, che arrivano su beat da colossal e con il rapper che comincia la performance cantando «Non c'è nome più hot / Nella mia city». Ma non mancano nemmeno quelle dei pezzi che «vi faranno piangere» come spoilera lui dal palco, prima di lasciare la parola ai violini e scavare dentro di sé rappando «Se sento nominare il karma perdo la calma / So piangere soltanto quando nessuno guarda». Poi Lazza annuncia «un cazzo di pezzo rap» che è una risposta «a chi mi ha dato del venduto» per poi esibirsi senza autotune, su una base hip hop vecchia scuola.













