Chi non è fan di Taylor Swift difficilmente potrà capire come mai da più di un anno non si parli altro che di ‘ere’, surprise songs e easter eggs.
Chi non è fan di Taylor Swift probabilmente non saprà concepire come mai la sostituzione di Invisible Strings con The One nella scaletta ufficiale dell'Eras Tour sia stato un evento dalla portata cataclismatica.
Chi non è fan di Taylor Swift non saprà mai perché orde di fans giurino amore eterno alla ragazza nata dal country, diventata stella ufficiale del pop contemporaneo. Lei e i suoi lustrini, le sue minigonne e il suo rossetto rosso.
Sono passati tredici anni dall’ultima volta in cui Taylor Swift ha calcato un palco italiano. Era il 2011, era al Forum d’ Assago, e di Ere ce n’erano solo tre (debutto, Fearless e Speak Now). Lei, ancora giovanissima, si aggirava sul palco con la sua chitarra, un abito lilla e stivali al ginocchio. Sembrava una bambolina, a metà tra realtà e finzione. Passava tra la folla, abbracciava chi riusciva e salutava Milano con la promessa di tornare presto. Ci sono voluti anni, ma... promessa mantenuta. Chi era lì all’epoca, è qui anche oggi: cresciuto insieme a lei, nel nome di All Too Well, Champagne Problems e Getaway Car.
The Eras Tour a Milano arriva carico di aspettative. Arriva carico di sogni, speranze, teorie e dedizione. In fila si chiacchiera su quali saranno le surprise songs della serata (spoiler: sono state Wonderland x The One; I almost do x The Moment I knew), se annuncerà davvero Reputation (Taylor’s Version) (per ora no, ma c'è sempre la seconda serata a San Siro) e quali friendship bracelets siano più innovativi. La popolazione di San Siro nel weekend del 13 e 14 luglio è tutto un caleidoscopio di colori, cuori, cappelli da cowboy e t-shirt brandizzate. Io mi avvicino allo stadio con le stesse emozioni, se non di più, di tredici anni prima; all’epoca non erano ancora uscite diverse canzoni che hanno assunto il determinante ruolo di essere le colonne sonore dei momenti critici della mia vita. Da troppi anni vivo nel sogno di urlare a squarciagola il bridge di All Too Well , come una catarsi per tutte le lacrime versate su questa canzone.
Il countdown inizia, il countdown finisce, Taylor Swift appare sul palco in una nuvola di rosa, arancione e lilla. Cantare Cruel Summer il 13 di luglio non ha prezzo. Così come non lo ha ballare su Midnight Rain (qui lo dico e qui lo ripeto: canzone ancora sottovalutata) o urlare a squarciagola il bridge di The smallest man who ever lived. Lei è impeccabile, in tutti i cambi di look (diversi novità nel guardaroba: nuovo abito per la Fearless Era, completo blu appaiato per 1989 e abito bianco e diamanti per TTPD dedicato a Who's Afraid of little old me), nel far sentire il pubblico a casa, nel sollecitare reazioni fuori dal comune. San Siro urla (sopratutto sul "Vi amo tutti" detto da Taylor in persona e il "col ca**o" di Kameron Saunders), piange, si diverte, si dimentica dei problemi, esorcizza le proprie delusioni.
Poi ci sono le surprise songs (anche se per la prossima volta, Taylor, ti chiederei loml al piano e Would’ve Could’ve Should’ve alla chitarra), e con il Female Rage The Musical l’arte della perfomance da parte della Swift viene ufficialmente consacrata. Nota folkloristica: apprezzato molto il segmento TTPD anche dal parterre Vip della serata, tra cui i piloti di Formula 1 Charles Leclerc e Pierre Gasly (con relative fidanzate a seguito), Michele Bravi , Francesca Michelin e Kiernan Shipka.
Chi non è fan di Taylor Swift non saprà mai cosa vuol dire emozionarsi per il sottomessaggio di quella bandiera bianca che sventola, degli spari di pistola, e della band che cade a terra esanime.
Chi non è fan di Taylor Swift non si spiegherà mai come una ragazzina bionda della Pennsylvania sia riuscita a trasformarsi in un mito dalla forza mediatica ineguagliabile e si farà venire il sangue amore nel cercare una risposta, mentre lei continuerà a battere nuovi record. Conviene salvare le proprie forze per altre battaglie.
Chi non è fan di Taylor Swift non capirà mai il significato di “And in plain sight you hid, But you are what you did, And I'll forget you, but I’ll never forgive, The smallest man who ever lived” e va bene così, perché il mondo è molto più grande dello smallest man who ever lived e non sta a noi doverlo ogni volta spiegare.








