Capelli color miele, lentiggini, voce pulita ma non sicurissima. È la poesia delle prime volte, come la nostra intervista che è il suo primo incontro con la stampa dopo la vittoria di Amici 23. Sarah Toscano lo dice lei per prima, che deve imparare ad avere un po' più di autostima, ma a 18 anni appena compiuti e un percorso che inizia con la vittoria del talent show più seguito d'Italia, sarebbe strano se fosse tutto semplice. Ed è anche per questo che oggi è la vincitrice di Amici di Maria De Filippi, perché ha saputo conquistare il pubblico non solo con i suoi singoli (e ora con il primo EP, Sarah), ma anche grazie alle sue fragilità, la sensazione di essere nel posto sbagliato e di non sapere perché fosse lì, tra i talenti più in vista del momento. Eppure la coppa l'ha alzata proprio lei, in finale con Marisol che ha vinto nella sua categoria e che all'annuncio l'ha stretta nell'abbraccio di chi voleva solo il meglio per la sua concorrente. Abbiamo avuto l'occasione di parlare con Sarah in Warner dopo il suo primo in-store a Torino e questo è quello che ci ha raccontato.

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simone scarcelli

Come ti senti?

«Bene, sono ancora un po' nel frullatore, ora inizia tutto, sono già scarrozzata in giro, ma è bellissimo ed è quello che volevo fare, quindi...»

Te l'aspettavi di vincere Amici?

«No, no, no, per niente, perché comunque come si è visto il pomeridiano non è stato facilissimo per me. Ho avuto tanti alti e bassi, non sono arrivata mai in alto in classifica ad eccezione di alcune volte, ero sempre un po' a metà, così così».

A fine percorso cosa ti senti di aver portato a casa?

«È impossibile non crescere durante Amici, il problema è che non te ne rendi conto perché non hai riscontro dall'esterno. Quando sei dentro la Casa non hai la percezione di come ti vedono da fuori, perché non abbiamo telefoni o dispositivi digitali, ero molto isolata, non sapevo cosa pensassero di me le persone. Quindi fino alla finale era tutto un po' mistero».

E poi ora gli in-store, dove vedi dal vivo i fan per la prima volta.

«Torno da Torino dove ho visto giovani venuti da tutta Italia, mi ha colpito una ragazza si è avvicinata per dirmi che era venuta dalla Sardegna quando ha visto che lì non avrei avuto date. E gli basta toccarmi, abbracciarmi per essere contenti. Mi ringraziano. Non mi aspettavo venissero così tante persone. E poi mi ha stupito che le persone mi dicessero "Mi ritrovo in te"».

Secondo te in cosa si rivedono? Cosa li ha colpiti del tuo percorso?

«Il fatto che fossi umana, che ho sempre titubato molto io da quando sono entrata ai casting, mi sono stupita ogni volta che passavo, e mi chiedevo "me lo merito o non me lo merito? Cioè io cosa ho fatto? Non mi sento nessuno, e comunque sono qua con persone che per me meritano di stare qua". Penso che le persone a casa si siano immedesimate in una vita semplice, di una giovanissima ragazza che non ha mai studiato canto. Era tutto molto nuovo per me. Penso che Amici, la scuola di Amici sia un percorso che aiuta a crescere come una scuola, no? E io sento di aver fatto una scuola, effettivamente. Cioè, mi hanno insegnato tanto, io ho imparato tanto e si è visto. E quindi le persone pensano: se ce l'ha fatta lei posso farlo anche io».

Cosa pensi che ti abbia portata a vincere?

«Ho preso questa come un'opportunità di crescita, ho fatto un lavoro enorme su di me, ho colto questa come un'occasione unica sapendo che non mi sarebbe mai ricapitata una cosa del genere. Ho vissuto ogni singolo minuto che passavo in quella scuola, ho ascoltato e chiesto consigli, ho chiesto di fare lezioni di staging con Isabel, per esempio, perché sentivo che sul palco mancava qualcosa, lei mi ha aiutato tantissimo. Quindi comunque hai tante opportunità per crescere lì dentro, basta volerlo».

C'è stato un momento di particolare difficoltà ad Amici?

«Un momento in cui mi sono buttata giù ma mi sono rialzata subito è stato quando avevo cantato "Love me like you do" ed ero arrivata a seconda. Lorella mi ha chiamata subito in saletta, non sapevo perché, io sono arrivata ed ero felicissima, no? Ero arrivata seconda.. Invece lei mi ha presa e mi ha detto: "Se continui così non ti meriti la maglia perché sei troppo tirata, sei trattenuta sul palco". Non me l'aspettavo, pensavo più a dei complimenti, quasi, no? Però è da quel momento che ho capito che al Lorella delle classifiche non importava, era più importante che mi piacesse quello che facevo. E quindi da quel momento lì ho iniziato a superare tanti miei limiti, ho cercato di esagerare nel mio piccolo, ho cercato di fare gli errori in modo da poter poi imparare e migliorare la stessa».

La popolarità ti spaventa?

«Non mi sento ancora a popolare. Certo, chiaramente, passeggiando per le strade della mia città ci sono le persone che si fermano e mi chiedono una foto, è una cosa bellissima».

Cos'è stata la prima cosa che hai fatto quando sei tornata a casa, quando hai rivisto i tuoi dopo così tanto tempo?

«Ho abbracciato tutta la famiglia, abbiamo cucinato perché era molto tardi, quindi abbiamo cenato insieme. C'erano tutti, mia zia, mia nonna, mio fratello, mia sorella e i miei genitori. Mi hanno comprato cibi che non mangiavo da non so quanto. E niente, poi ci siamo visti in film tutti insieme. Niente di particolare, solo la famiglia.

E nella Casa cos'era la cosa che ti mancava di più?

«Non ho sofferto tanto la mancanza della mia vita precedente, può sembrare strano perché molti miei compagni mi dicevano il contrario, era spesso un sentire "mi manca, mi manca, mi manca". Io non ho sofferto tanto questa mancanza. Chiaramente mi mancavano i miei amici, la famiglia, però quando vivi un sogno non ci pensi. Più che altro sono piccole cose, magari quando eravamo stesi fuori in giardino sdraiati, mi veniva in mente di quando a Vigevano trascorrevo il tempo con le mie amiche, piccole cose».

E l'amore, nella Casa? Si è parlato recentemente di Sarah e Holden, insieme...

«È una bellissima persona, ci siamo legati tanto nell'ultimo periodo perché nel primo tempo era molto più riservato lui, poi si è aperto, diciamo da Natale in poi, con tutti. Però è nata una bellissima amicizia con tutti e niente, non è che c'è tanto altro da dire, per la verità, ci vogliamo bene».

Qual è la persona della casa con cui sei stata più legata?

«Sicuramente Stella, eravamo Cip e Ciop, compagne di stanza, compagne di età, abbiamo condiviso tante cose insieme e ci rispecchiamo tanto l'una nell'altra. Con Stella, Maria e Sofie, proprio con loro tre, "le ex minorenni" ci chiamavano, abbiamo vissuto un po' le stesse cose. Già mi mancano e ci stiamo organizzando per incontrarci di nuovo.

L'anno scorso da Amici è uscito un talento tale che ci ha rappresentati perisno all'Eurovision, neanche un anno dopo la finale. Se potessi incontrare Angelina oggi, cosa le chiederesti?

«Il palco è il momento della liberazione ma il pre show lo vivo malissimo, ho lancia che va in subbuglio, è tutto sottosopra e vado molto in ansia. Le chiederei sicuramente alcuni consigli fondamentali per vivere tutto meglio, con più serenità, se no ogni volta è un mezzo trauma, anche se poi salgo e mi sciolgo totalmente.

Con quale artista vorresti duettare?

«Allora al giorno d'oggi ti direi Ultimo come italiano. Lo trovo un grande artista».

Qual è il tuo prossimo obiettivo?

«È una domanda a cui io non so rispondere perché non ho proprio un vero e proprio obiettivo, non mi piace crearmi dei sogni che magari poi non realizzo, capito? Quindi ho un sogno in grande, in grandissimo, che non è concreto, che è quello di poter viaggiare per il mondo».

Il tuo percorso ad Amici ti ha fatto scoprire qualcosa di te che non avresti immaginato?

«Che sono tanto fragile e non pensavo, perché prima di Amici ero considerata una ragazza molto forte, che non voleva farsi vedere in panico nei momenti difficili. Invece ho imparato che lo sono, che sono fragile e che far vedere questa cosa non è un male, anzi, solo così puoi ricevere aiuto, quindi è importante. Ho imparato anche che devo avere un po' più di autostima, perché se voglio fare una cosa nella vita, posso farlo. Basta crederci fino in fondo e che continui a impegnarmi fino all'ultimo».