"E poi quello che conta sono le cose che succedono fuori dalla mia testa". Si apre così un nuovo capitolo per Mèsa, la cantautrice siculo-romana che, a quasi un anno di distanza dall'uscita del suo primo album Touché, chiude il cerchio e si prepara all'inizio di un nuovo percorso. Il segnale ce lo dà con un singolo uscito poche settimane fa, Oh Satellity, dentro cui si trova facilmente traccia di quel bellissimo e faticoso processo interiore che ci viene facile chiamare "crescita personale" e che, nel suo caso, corrisponde con ogni probabilità anche a quell'artistica.
Una crescita costante che parte dalle sonorità rock e folk dei suoi primi pezzi a quelle più pop del suo ultimo lavoro, lasciandoci intuire uno spazio di lavoro ricco di potenzialità espressive e ci permette di inserire il nome di Mèsa nella nostra lista di artiste italiane da tenere assolutamente d'occhio durante questo 2019. Mettici anche il fatto che è la proposta femminile di punta di Bomba Dischi, l'etichetta romana sotto la cui ala sono usciti i lavori di Calcutta, Giorgio Poi e Carl Brave X Franco126 e il gioco è fatto.
Per iniziare questo nuovo anno con il piede giusto (e gli ascolti giusti) abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei e le abbiamo chiesto un po' di curiosità sul suo lavoro e sul suo percorso.
Oh Satellity è il tuo nuovo singolo e sulla tua pagina Facebook lo hai presentato come il risultato di due importanti cambiamenti: ti sei messa a suonare la testiera e ti sei rotta di stare a pensare alle cose anziché farle. A cosa ti riferisci?
"Al fatto che spesso si ritiene che il pensiero sia più nobile dell’azione, quasi una cosa purissima che non vada sporcata, quando la realtà dei fatti è che la maggior parte delle volte non abbiamo il coraggio di mettere da parte le paure e agire. Io sono una che ha sempre pensato tantissimo e Oh Satellity è come un promemoria che ho scritto a me stessa per ricordarmi che tutto, anche e soprattutto i sentimenti, deve diventare azione nella vita reale, altrimenti facciamo filosofia, non viviamo".
Una cosa che emerge ascoltando il tuo primo disco è il tentativo di mettere insieme la forma asciutta e pulita del cantautorato a una palese esigenza di riempire le sonorità e aprire la voce verso momenti decisamente più rock. Credi sia la tua identità musicale o semplicemente un passaggio di transizione dalla fase solista all’avere una band con cui suonare i tuoi pezzi?
"Sicuramente Touché è un disco che mi rappresenta moltissimo, è influenzato dalle cose che ho ascoltato da 10 anni a questa parte. Non avrei potuto fare un primo disco diverso da questo perché è proprio ciò che sono stata fino ad ora, sarebbe stato strano presentarmi al mondo in un altro modo. Però appunto è un primo disco, un primo passo nel mondo. Sono sicura che il mio modo di concepire le canzoni cambierà".
In che direzione va il tuo nuovo singolo Oh Satellity? Cosa possiamo aspettarci dal tuo prossimo album?
"Non sto pensando a un album in questo momento. Il singolo nuovo sicuramente va in una direzione più pop, ho voluto scrivere una canzone con delle strutture più “canoniche” e soprattutto ho asciugato molto per essere più incisiva. Ne ho sentito proprio l’esigenza".
Come ci si sente a essere la proposta femminile di punta di una delle etichette più influenti dell’attuale panorama musicale italiano?
"Il discorso delle “donne nella musica” è un po’ pericoloso e rischierei di essere banale … Diciamo che non la vivo come una responsabilità. Sono solo contenta di lavorare insieme a Bomba Dischi perché hanno un approccio che mi piace molto, mi ci trovo bene".
Ho un chiaro ricordo di te seduta sul prato del laghetto dell’EUR intenta a suonare la tua chitarra classica e a cantare. Sono passati molti anni da quel giorno: c’era già una parte di MÈSA dentro di te?
"Eheh sicuramente sì. Diciamo che sono diventata quello che ero già a 15 anni. Forse ora suono meglio però!".
Tre artiste che hanno decisamente influenzato il tuo percorso musicale.
"Kim Deal, Joni Mitchell, Laura Marling"
Un consiglio per tutte quelle ragazze che oggi usciranno di casa con la propria chitarra in cerca di un prato su cui sedersi e suonare, nella speranza di far uscire il proprio lavoro un giorno.
"Ragazze le cose non vanno mai come uno se le aspetta quindi fate quello che volete fare nel modo in cui lo volete fare e con un po’ di fortuna succederà qualcosa e se non succederà niente potrete sempre sedervi su un prato più bello e suonare più forte".













