Torino, fine gennaio. È una di quelle giornate in cui la città e i suoi docks sembrano usciti dal filtro Sierra di Instagram: luce gialla, contorni sfumati e freddo assassino. Fortunatamente ad attendermi oggi ci sono, caldi caldi, un caffè e una Cafè: il primo dura un attimo. La seconda invece, parcheggiata fuori dal bar, sarà mia fino al pomeriggio. Oggi la giornata è dedicata a lei, la nuova SV650X, che segna l'ingresso di Suzuki nello stilosissimo (e piuttosto affollato) mondo delle Cafè Racer.
Ti dico subito che in serbo per te ci sono tre sorprese.
La prima: SV650X si guida agile come la sua progenitrice dal manubrio alto (te la ricordi? La prima SV è del '99 e fu una delle naked più gettonate del decennio). Sì, anche se ora ha i semimanubri racing. E sì, anche nel traffico cittadino d'inverno, nelle gimcane dei parcheggi sotterranei e tra i paletti dei centri commerciali. E ancora sì, anche se la fai uscire dal box a zero gradi, infagottata sotto tre strati di maglie termiche e sottogiacca antivento.
Perché la cosa mi sorprende? Perché le cafè racer, in media, hanno altre qualità. Sono esteticamente molto accattivanti, aggressive, hanno una linea sportiva e retrò subito riconoscibile. Sono mezzi per "anime tormentate" e la storia della loro genesi, che riporta ai ribelli di fine Anni 50 parcheggiati fuori dai locali avvolti nelle loro trucker jacket di pelle, è sempre affascinante. Tendenzialmente, però, non sono modelli entry level. Ecco, tra le cafè racer di serie, quelle cioè che nascono tali dalla fabbrica e non sono il risultato di customizzazioni, la SV650X è quella che regala fin dai primi metri la miglior sensazione di feeling della categoria.
La posizione di guida è cambiata parecchio rispetto alla versione 2016: è più distesa e, ovviamente, più caricata sui polsi. Il vantaggio è un'immediata confidenza con l'anteriore, che nel misto stretto rappresenta un indubbio vantaggio, a scapito dei viaggi a lunga percorrenza. Del resto non è e non vuole essere una sport tourer. Il baricentro più basso e la sella dall'altezza davvero contenuta (785 mm) la rendono perfetta anche se sei una minisize. Sali, e ti senti a casa, complice anche una seduta piuttosto stretta, che non allarga le gambe e anzi, ti consente una posizione raccolta con una buona protezione aerodinamica delle gambe.
Il cupolino retrò è ciò che la caratterizza di più dal punto di vista dello stile: non aspettarti che ti ripari granché dall'aria, ma sappi che sarà il dettaglio che attirerà gli sguardi ai semafori. La strumentazione elettronica è molto chiara, indicatore di marcia compreso. Migliorabile a mio parere la posizione degli specchietti, che per la mia altezza (1.65 cm), risultano un po' troppo vicini al corpo e vanno "cercati" con lo sguardo. Si tratta comunque di un dettaglio facilmente ovviabile. Meno l'angolo di sterzo che, per forza di cose, è inferiore rispetto alla SV 2016.
Seconda sorpresa per te: il prezzo di lancio. L'SV650X esce a 6.990 euro. Se pensi ai contenuti tecnici si tratta di un rapporto costi/qualità decisamente conveniente. Tieni presente infatti che, oltre alla forcella anteriore e al mono regolabili nel precarico, ti offre un motore bicilindrico a V da 76 cavalli assolutamente godibile, con una bellissima spinta ai bassi. È grintosa, ma docile. Ha il carattere giusto per divertirti senza stress. Anche in frenata non ti delude: il doppio disco anteriore da 290 mm, quello posteriore da 240, e l'ABS (dal mio punto di vista ormai irrinunciabile), trasmettono una gradevole sensazione di sicurezza e controllo.
Terza sorpresa in arrivo: l'SV650X ha già una "sorella" molto, molto interessante che trovi da febbraio nei concessionari. Si tratta di un'edizione speciale che in casa Suzuki hanno battezzato SV650X-TER (sì, il riferimento al mondo hipster è chiaramente voluto). Cosa cambia? Innanzitutto il sound, che grazie allo scarico artigianale a doppio tromboncino realizzato da Fresco, è più profondo e ruvido. Esteticamente, poi, vanta portatarga più leggero e minimale, frecce a LED e specchietti racing: in pratica ha già di serie quei dettagli che, solitamente, si cambiano subito per personalizzare una moto appena uscita dal concessionario. Nella miglior tradizione delle cafè racer ha poi il nastro telato sui collettori, dettaglio che fa subito vintage e anche un po' "intenditore". Il motivo per cui la trovo particolarmente appetibile? Il conto finale sulla calcolatrice: al prezzo di 7.390 euro (appena 400 più della X) hai già una serie di accessori che, acquistati aftermarket, ne valgono circa il doppio. E se ti piacciono i buoni affari, questo lo è!



















