Partecipare ai Giochi Olimpici rappresenta un grande onore per gli atleti, che hanno l’opportunità di competere nei propri sport e di viaggiare in splendide località in giro per tutto il mondo. Di norma, una volta arrivati nel Paese ospitante, gli atleti alloggiano nel Villaggio Olimpico, appositamente progettato per offrire comfort e servizi durante la manifestazione. Durante Milano Cortina 2026, i partecipanti stanno soggiornando in sei complessi distribuiti tra Cortina, Bormio, Livigno, Anterselva e Predazzo. A Cortina infatti è previsto un villaggio temporaneo in grado di ospitare 1.100 atleti e funzionari, mentre ad Anterselva e Bormio sono previsti hotel e rifugi alpini con una capienza di circa 400 partecipanti ciascuno. A Livigno, invece, stanno soggiornando circa 1.000 persone.
Quest’anno, inoltre, i Giochi hanno arricchito i servizi offerti all’interno del Villaggio Olimpico. Tra le novità, una suite glamour gratuita firmata Kiko Milano e un’area ricreativa con calcio balilla, air hockey, TV e un photo booth sponsorizzato da Coca-Cola, pensati per garantire momenti di svago e relax agli atleti durante la loro permanenza.
- Olimpiadi Invernali 2026: nel Villaggio Olimpico sono già finiti i preservativi
- Safe sex nel Villaggio Olimpico di Milano Cortina 2026, ecco i profilattici gratuiti (con il logo di Regione Lombardia)
- Milano Cortina 2026, la festa è per tutti? (Spoiler: la vista non è sempre "d'oro")
Iscriviti al canale WhatsApp di Cosmopolitan Italia
Secondo Forbes, gli atleti possono anche coltivare piante durante la loro permanenza nel Villaggio Olimpico, grazie a una partnership con Corona Cero allo Stress Plant Shop. Questa iniziativa è pensata per aiutarli a combattere la solitudine e favorire momenti di relax. Quando è il momento di tornare a casa, le piante vengono donate ai tifosi e alle associazioni benefiche locali, mentre gli atleti ricevono una confezione di semi per coltivare la stessa pianta ovunque si trovino. E, naturalmente, un momento di silenzio per le piante di Brooklyn McDougall (che prendono il nome dai ragazzi di Heated Rivalry).
Durante il soggiorno al Villaggio Olimpico, gli atleti devono seguire una serie di regole precise. Secondo diversi partecipanti, l’atmosfera ricorda più un dormitorio universitario. Gli atleti condividono stanze, aree comuni e bagni e sono generalmente raggruppati per disciplina sportiva, indipendentemente dall’età.
Chi stabilisce queste regole e perché sono così rigide? La risposta è il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che definisce la maggior parte delle norme per garantire che gli atleti possano mantenersi al massimo della forma e concentrati durante un periodo così intenso ed emozionante.
Di seguito, ecco tutte le principali regole che gli atleti devono rispettare all’interno del Villaggio Olimpico.
Quindi, chi può soggiornare nel Villaggio Olimpico?
Ottima domanda! Tecnicamente, solo gli atleti che partecipano ai Giochi possono soggiornare nel Villaggio Olimpico, ma possono essere accompagnati dai loro allenatori e dai dirigenti delle rispettive squadre, quando necessario, per supporto tecnico e organizzativo.
Gli atleti e i dirigenti delle squadre sportive devono arrivare 5 giorni prima
Secondo il CIO, durante i Giochi di Tokyo 2020 i luoghi di allenamento erano disponibili soltanto a partire da cinque giorni prima di ogni evento. Per questo motivo, atleti e dirigenti delle squadre di ciascuna disciplina dovevano presentarsi in quel periodo preciso. Chi si presentava prima dell’inizio della propria competizione rischiava di vedersi negato l’ingresso al Villaggio, salvo eccezioni particolari.
Possono lasciare il Villaggio solo entro 48 ore dalla loro ultima competizione
Inoltre, a quanto pare, gli atleti non possono rimanere nel Villaggio per più di due giorni dopo la conclusione della loro gara o dopo l’eliminazione. La loro Tessera di Identità e l’Accreditamento Olimpico (che garantiscono l’accesso agli edifici e ai servizi del Villaggio), vengono disattivati entro questo periodo, come previsto dalle Linee Guida sul Periodo di Soggiorno.
Non sono ammesse proteste e propaganda politica, religiosa o razziale
Questa regola è stata introdotta prima delle competizioni del 2020, nel contesto delle proteste del movimento Black Lives Matter che si stavano svolgendo in quel periodo. Da allora ha incontrato resistenze, ma il principio è chiaro: agli atleti non è consentito protestare o promuovere alcuna forma di propaganda politica, religiosa o razziale in tutte le sedi olimpiche, inclusi:
sul campo di gioco e/o in pista
nel Villaggio Olimpico
durante le cerimonie di premiazione
durante le cerimonie di apertura, chiusura e altri eventi ufficiali
Eventuali proteste al di fuori delle sedi olimpiche devono comunque rispettare le leggi locali.
Tecnicamente possono postare sui social media dal Villaggio
Il CIO incoraggia gli atleti a condividere la propria esperienza ai Giochi tramite account social e siti web, ma sempre seguendo linee guida specifiche. In particolare, possono scattare foto e registrare audio e video all’interno del Villaggio Olimpico, fatta eccezione per le aree riservate come i punti medici o le postazioni di controllo antidoping. Inoltre, gli atleti devono rispettare la privacy degli altri residenti e non possono acquisire contenuti che li riguardano senza il loro consenso preventivo.
Ovviamente, i post degli atleti devono rispettare i valori olimpici, il che significa che non possono contenere contenuti discriminatori o osceni. Non è consentita la condivisione di post che siano:
commerciali
registrati in aree mediche
realizzati con contenuti o output generati dall’intelligenza artificiale
video in diretta o clip superiori ai due minuti ciascuno
Sono vietati anche il consumo di alcolici e le feste...
Questo non significa che agli atleti non sia permesso festeggiare. Laurent Michaud, direttore del Villaggio per i Giochi di Parigi 2024, ha spiegato a Sky News che nel Villaggio Olimpico è presente un bar sportivo dove gli atleti possono incontrarsi tra un torneo e l’altro, naturalmente senza alcolici.
In generale, agli atleti non è consentito fare festa, fumare o consumare alcolici nei locali del Villaggio Olimpico. «Restare più a lungo nel Villaggio aumenta il rischio di problemi», aveva spiegato John Coates, membro del CIO incaricato di supervisionare i preparativi per Tokyo 2020, durante un briefing sulle Olimpiadi e Paralimpiadi, come riportato da USA Today.
Parliamo anche del divieto di intimità
Il divieto di intimità, introdotto durante le Olimpiadi di Tokyo 2020 per favorire il distanziamento sociale e le misure di sicurezza contro il COVID-19, è stato ufficialmente revocato per i Giochi di Parigi 2024, permettendo agli atleti di muoversi con maggiore libertà. Secondo CBS News, durante Tokyo 2020 agli atleti era stato chiesto di limitare il contatto fisico tra loro.
Nel 2024, Laurent Michaud, direttore del Villaggio Olimpico per Parigi, ha rivelato che il Villaggio ospitava circa 14.250 residenti e che erano stati messi a disposizione 300.000 preservativi per gli atleti. Per confronto, ai Giochi di Rio 2016 erano stati distribuiti 150.000 preservativi in più, per un totale di 450.000.
«Tutti parlano del fatto che ci sono così tanti preservativi per ogni atleta, ma non te li danno e basta», ha raccontato il nuotatore svizzero Alexandre Haldemann a USA Today durante Rio 2016. «Devi andare a prenderli tu stesso e puoi prenderne quanti ne vuoi». Spoiler: qui in Italia, i preservativi sono terminati!






