Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 si sono già aperte con una vittoria per il nostro Paese: l'Italia ha sconfitto la Corea del Sud nel doppio misto del curling, disciplina della quale puntualmente ci ricordiamo solo quando torna l'appuntamento con i Giochi olimpici invernali. Si tratta di uno sport molto particolare e poco conosciuto, e soprattutto molto meno banale di quello che si potrebbe pensare! Ne avevate già sentito parlare?
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Cos'è il curling?
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Le radici del curling affondano in Scozia nel XVI secolo, un'area dove le temperature particolarmente rigide rendevano il ghiaccio dei corsi d'acqua talmente spesso da rendere più facile il gioco, che è diventato disciplina olimpica in tempi relativamente recenti, solo nel 1998.
Spiegato in termini semplici, il curling è una sorta di gioco delle bocce dove al posto delle classiche palline ci sono le stone, dei dischi di pietra pesanti una ventina di chili che vengono fatti scivolare su una superficie ghiacciata verso un bersaglio circolare disegnato sul ghiaccio, noto come house. L'obiettivo è semplice solo in apparenza, ovvero posizionare le proprie stone il più vicino possibile al centro del bersaglio (il button) e, contemporaneamente, allontanare quelle degli avversari.
A complicare il quadro sono le imperfezioni del ghiaccio, che non è perfettamente liscio ma è puntellato da imperfezioni, chiamate pebbles, che vengono create spruzzando goccioline d'acqua prima del match. Ma l'elemento che rende il curling così iconico, e che spesso lascia il pubblico a bocca aperta, è il ruolo cruciale che svolge lo sweeping: per raggiungere l'obiettivo, gli atleti azionano freneticamente delle scope davanti alla stone in movimento per creare l'attrito necessario a far sciogliere il ghiaccio e far scivolare la pietra nella direzione giusta.
Come sono formate le squadre del curling?
Nel curling classico, le formazioni sono costituite da quattro componenti, a differenza della modalità del doppio misto dove i team sono formati da una coppia composta da un uomo e una donna. Nelle competizioni maschili, femminili e nel paracurling (in sedia a rotelle), è inoltre prevista la presenza di un quinto elemento che funge da riserva, tecnicamente definito Alternate. All'interno di ogni team vengono sempre individuati due ruoli chiave: lo Skip, ovvero il capitano, e il suo vice (Vice-Skip).
La figura dello Skip è fondamentale per la strategia, poiché ha il compito di coordinare l'intera manovra della squadra; per farlo, si posiziona solitamente dentro la house situata all'estremità della pista dove avviene il conteggio dei punti. Il Vice-Skip subentra invece nelle funzioni di comando nel momento in cui il capitano deve allontanarsi per effettuare i propri lanci personali.
Per quanto riguarda lo svolgimento della partita a squadre, ogni atleta esegue due tiri consecutivi per ciascun end (cioè la singola frazione di gioco), alternandosi sistematicamente con i tiri della formazione avversaria. Ogni gruppo ha in dotazione otto pietre caratterizzate da manici dello stesso colore, che negli eventi ufficiali della World Curling sono solitamente il rosso o il giallo.
I ruoli tecnici sul ghiaccio seguono un ordine preciso: Lead, Second, Third e Fourth. Il Lead apre i giochi lanciando le prime due stone; il Second prosegue con la terza e la quarta; il Third si occupa dei tiri numero cinque e sei, mentre al Fourth spettano le ultime due pietre del turno. Sebbene sia prassi comune che lo Skip ricopra il ruolo di Fourth, questa non rappresenta una scelta obbligatoria.
Nella specialità del doppio misto, invece, ogni squadra ha a disposizione cinque pietre per turno. La particolarità di questo formato è che all'inizio di ogni frazione due stone (una per parte) vengono collocate sulla pista ancora prima dell'inizio dei tiri: questa configurazione permette di raggiungere un punteggio massimo di sei punti per singolo parziale. In questa variante, un componente della coppia effettua il primo e il quinto lancio, mentre il partner gestisce la sequenza centrale composta dalla seconda, terza e quarta pietra.
Come si fanno i punti nel curling?
Nel curling, l’assegnazione dei punti avviene calcolando quante pietre di un team si trovano all'interno o a contatto con la house e risultano, al contempo, più prossime al centro rispetto alla miglior pietra degli avversari. Attenzione: in ogni singolo end soltanto uno dei due team può incrementare il proprio punteggio. Qualora, al termine della frazione, nessuna stone dovesse trovarsi all'interno del bersaglio, il parziale si concluderà con uno zero a zero, una situazione definita in gergo blank end o "mano nulla".
Le dinamiche di gioco prevedono che le squadre si alternino nella consegna delle pietre partendo dall'Hack, la staffa di appoggio situata a una delle estremità della pista (anche chiamata sheet), puntando alla house collocata dalla parte opposta. Durante il lancio, l'atleta deve obbligatoriamente rilasciare la pietra prima di attraversare la Hog Line, pena l’invalidità del tiro. Allo stesso modo, le pietre che non riescono a superare la seconda Hog Line (quella posta a ridosso della zona punteggio) vengono immediatamente rimosse dal ghiaccio. Per garantire l'equità delle condizioni di gioco, a ogni cambio di end la direzione del lancio viene invertita.
Una volta che tutte le pietre in dotazione sono state giocate verso l'obiettivo, spetta agli stessi giocatori procedere al conteggio e alla verifica del punteggio ottenuto.
Come si fa a vincere una partita nel curling?
Di solito, un incontro "standard" si sviluppa normalmente lungo dieci end, anche se vale la pena ricordare che in particolari tornei o categorie il numero di parziali può essere limitato a otto.
I regolamenti prevedono inoltre la possibilità per una squadra di dichiarare la resa e concedere la vittoria anzitempo, prima della conclusione naturale dei parziali stabiliti. Al termine della sfida, la vittoria viene assegnata alla formazione che ha totalizzato il numero più alto di punti.









