Se si legge la loro storia non ci si crede, ma è tutto vero: è italiana la bandiera che ad Aspen ha dominato il podio del freestyle mondiale negli X Games, così come la medaglia d'oro che Flora (con Red Bull) e Miro hanno vinto nella Coppa del Mondo di Big Air. La cosa più strana, poi, è che a dominare il podio siano due fratelli.

Rispettivamente classe 2004 e 2007, nascono in un paesino degli Appennini e scelgono di lasciare tutto per trasferirsi in Val di Fassa e frequentare una ski academy che permetta loro di allenarsi. Stessa carriera, stesse vittorie. Miro inizia a vincere e Flora lo raggiunge poco dopo in cima alle classifiche, a soli 17 anni. Basta parlare con lei qualche minuto per rendersi conto che quella per Miro non è stima ma adorazione, che il loro affetto non riguarda solo la disciplina ma anche e soprattutto le proprie radici, la capacità di proteggersi e sostenersi, ma soprattutto di divertirsi, insieme, litigando anche per le piccole cose in casa (sono anche coinquilini).

Flora è timida, ma con lo sci si esprime e si libera. La raggiungiamo per telefono mentre passeggia per Livigno in una giornata di sole e cielo terso, in lontananza la pista di freestyle di Milano Cortina sta prendendo forma e, vista da giù, la intimorisce un po'. Sono settimane delicate per lei, che agli inizi di novembre ha subito una distorsione in allenamento mettendo a rischio la sua partecipazione ai Giochi invernali che si terranno proprio a Livigno, sulle piste che conosce meglio di tutte e che rendono questa storia ancora più simile a un fortunato allineamento di pianeti. Ma Flora non ha fretta, riprende con calma i suoi allenamenti e quando ci risponde al telefono ha messo gli sci da poco. Conta più l'emozione di essere tornata in pista che la fretta di arrivare all'obiettivo, come se sapesse in fondo che se non fosse questa volta, sarà la prossima, e che ha ancora tanta vita davanti per ottenere quello che desidera.

Flora, insieme a suo fratello Miro, è la cover di Cosmo Sports di questa settimana.

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Gabriele Seghizzi / Red Bull Content Pool

Dove ti trovi in questo momento?

«Adesso sono a Livigno. Ok. Però no, tranquilla, nessun disturbo, sono venuta qua solo per riposare un attimo il weekend».

Come stai dopo l’infortunio?

«Bene, bene dai, alla fine sta procedendo tutto al meglio per come poteva andare e ho fatto un po’ di fisioterapia un mese. E poco fa, due giorni fa, ho rimesso gli sci».

E com’è andata?

«Sono super contenta, è andata bene, è andata molto bene».

Riparti pian piano o subito col boost?

«Esatto, pian piano. Pian piano perché poi bisogna evitare di far passi troppo lunghi per poi dover tornare indietro. Quindi ho fatto solo qualche curva, però già il fatto di tornare sugli sci, sulla neve, è stato molto bello».

Da quant’è che non sciavi?

«Mi sono fatta male un mese fa, un mese e dieci giorni ormai, quindi sì, quasi un mesetto che non sciavo».

È il periodo più lungo che hai fatto senza sci ai piedi?

«Praticamente sì, a parte d’estate che di solito facciamo un po’ di pausa però».

E a Livigno che aria si respira in questi giorni? C’è neve?

«Sì, c’è neve, diciamo che non ce n’è troppa però fa freddo, comunque ha un’aria molto fresca. È veramente fantastico, anzi adesso c’è proprio sole, cielo limpido. Bello. C’è neve sulle piste, poi si iniziano a vedere tutte le strutture, il salto delle Olimpiadi, tutto».

Una bella fortuna per voi, che il freestyle delle Olimpiadi si giochi a casa vostra. Cosa provi a vedere la pista?

«Sicuramente mi viene un attimo il malincuore, a tratti mi fa un po' paura. Però è veramente bello vedere tutte le strutture che si stanno iniziando a formare, ecco».

Hai deciso di gareggiare comunque?

«Sì, ovviamente la decisione sarebbe quella, però bisogna vedere passo per passo come reagisce anche il ginocchio. Però l’obiettivo è quello. Ce la sto mettendo tutta di sicuro e in caso se il ginocchio non reagisce comunque avrò tante altre avventure davanti. Avere le Olimpiadi in Italia è una cosa unica, è per questo che alla fine sto cercando di fare questo recupero incredibile in pochi mesi, perché le Olimpiadi in Italia per un atleta sono speciali».

La pista da freestyle cambia di volta in volta o più o meno la struttura è sempre la stessa?

«Ci sono degli standard, però i salti sono spesso diversi e quella è un po’ la difficoltà delle gare, perché i trick ognuno li sa fare, però deve riuscire a, diciamo, atterrarli in salti diversi, neve diverse, condizioni diverse».

Nel 2025 sei diventata la numero uno del freestyle mondiale. È più forte la pressione o la felicità che senti?

«È stato un anno assurdo, ma ultimamente in realtà ci ho pensato poco a causa dell’infortunio e tutto, però avevo passato veramente una stagione da sogno ed ero contenta, anche se parto sempre senza aspettative, ecco. Alla fine non poteva andare meglio l’anno scorso. Faccio questo sport principalmente perché mi piace, sta diventando il mio lavoro, ma lo faccio perché è quello che amo fare, la pressione non fa tanto parte della mia vita. Intanto amo sciare, poi nel freestyle ho trovato proprio lo sport che mi rappresenta e in cui riesco a esprimere me stessa».

Qual è la gara di quest’anno a cui sei più affezionata nei ricordi?

«Sono due. Direi quella agli X Games ad Aspen, perché sì, è stata una vittoria incredibile. In più anche mio fratello. Anche mio fratello dopo. E dico spesso che comunque è stato quasi più emozionante guardare la sua gara che fare la mia e vincerla. La seconda gara è stata la tappa di Coppa del Mondo di Big Air tenutasi a Tignes, in Francia, che era l’ultima della stagione, dove abbiamo vinto tutti e due il Big Air. Mi era stata consegnata proprio il giorno prima la sfera di cristallo, quindi sono stati giorni indimenticabili».

Secondo te quest’anno hai affrontato tutto meglio perché è cambiato qualcosa nell’allenamento o a livello mentale?

«Ho iniziato il freestyle alla fine di quattro anni fa e credo che l’esperienza stia iniziando a contare. Nel senso che ovviamente se inizi a fare dei trick anno dopo anno li immagazzini, il tuo cervello inizia a immagazzinarli e riesce ad andare avanti e farne di più difficili. L’anno prima, che era il mio primo anno in Coppa del Mondo, ero riuscita ad arrivare terza nella generale, anche lì ero partita senza aspettative. Credo sia aumentato un po’ il fattore di difficoltà dei trick su cui mi allenavo, che arrivavano alla pari di quelli delle ragazze che vincevano e sono riuscita così a giocarmi il podio. Principalmente questo, credo, e sicuramente l’allenamento, perché ogni anno ci alleniamo sempre di più».

Come vedi il freestyle femminile oggi rispetto al maschile?

«In realtà non avevo mai notato che guardassero di più il maschile. Prima di me c’era Silvia Bertagna (classe '86) che ha avuto grandi risultati in freestyle, e poi mio fratello è stato uno dei primi grandi freestyler italiani. Il livello si sta alzando tantissimo in entrambe le categorie, soprattutto nelle ragazze. Ma i ragazzi fanno trick un po’ più difficili perché hanno più spinta. Però non ci sono differenze così grandi».

Quando hai iniziato a fare freestyle lo seguivi già in TV o ti affascinava tutto il mondo che c’era intorno?

«Aveva iniziato mio fratello prima di me e io da piccola avevo praticato diversi sport, tra cui pattinaggio artistico, sci alpino, snowboard cross e ginnastica artistica. Avevo le basi atletiche. Quando ho visto mio fratello ho voluto provare, mi sembrava incredibile da guardare. Poi una volta che ho iniziato mi sono appassionata a tutto ciò che c’è dietro, anche allo stile, al fatto che ognuno ha il suo, e che cambia da atleta ad atleta».

Tuo fratello ti ha sempre ispirato?

«Sì, lui ha tre anni in più e anche mia sorella, che ha cinque anni in più di me, mi ha fatto da guida. Ha fatto sci alpino e ski cross e adesso fa la maestra di sci ed è principalmente un’artista. Sta iniziando a fare qualche opera, qualche mostra, quindi anche lei è un’ispirazione».

Vivete tutti a Livigno?

«No, siamo nati e cresciuti a Sestola e poi ci siamo trasferiti sulle Dolomiti per studiare. Livigno per noi è una base perché c’è sempre stato il migliore snowpark, però adesso viviamo principalmente sulle Dolomiti, in Val di Fassa».

Come gestisci scuola e lavoro?

«È uno ski college, quindi mi aiuta a livello di assenze, ho un tutor. Ultimamente sono stata a Torino per riabilitarmi e viaggio sempre, quindi è dura, però con l’aiuto della famiglia riesco a recuperare».

I tuoi genitori vi seguono durante le gare?

«No, ci seguono più da casa. Mia madre insegna lettere alle medie, mio padre lavora in un rifugio sull’Appennino Tosco-Emiliano».

C’è qualcosa che ti manca di una vita più normale?

«Non direi che mi manca. Ho amici, anche se li vedo poco perché viaggio sempre. Lo sport toglie qualcosa ma dà moltissimo. Ho pochi amici ma buoni».

Qual è la pista del mondo che ami di più?

«Livigno, perché è dove ho imparato, e Aspen, dove ci sono stati gli X Games, perché è un park gigantesco con strutture immense».