La storia comincia con un romanzo: la copertina è azzurro pastello con un levriero bianco con un fiocco rosa e il titolo "Shy Girl". Racconta la storia di una giovane donna tenuta in ostaggio da un uomo conosciuto online e costretta a vivere come se fosse il suo animale domestico. Il libro, dell'autrice Mia Ballard, è stato autopubblicato a febbraio 2025 e ha raccolto un certo seguito tra gli appassionati di horror. Così la casa editrice Hachette lo ha pubblicato nel Regno Unito lo scorso autunno, e ora stava per distribuirlo negli Stati Uniti dove sarebbe dovuto uscire questa primavera.

Il romanzo era atteso, ma qualcosa è andato storto. Hachette ha annullato la pubblicazione di Shy Girl dopo un polverone sull'uso dell'AI.



Il caso Shy Girl

All'inizio sono stati lettori e giornalisti a sollevare alcune perplessità sul libro per via di una prosa che sembrava scritta dall'intelligenza artificiale. Ormai è sempre più comune imbattersi in testi scritti con l'AI e, un po' come con le immagini, stiamo diventando più attenti (anche i chatbot hanno il loro stile). All'inizio dell'anno, Max Spero, fondatore e amministratore delegato di Pangram, un programma di rilevamento dell'intelligenza artificiale, è venuto a conoscenza dei dubbi su Shy Girl e ha deciso di eseguire un test sull'intero testo. I risultati hanno indicato che il libro era stato generato per il 78% dall'intelligenza artificiale.

«Sono molto convinto che si tratti in gran parte di un fenomeno generato dall'intelligenza artificiale, o comunque fortemente supportato dall'IA», ha ha dichiarato Spero su X a gennaio. A quel punto anche il Times ha analizzato alcuni passaggi del romanzo con diversi strumenti di rilevamento e ha ritrovato schemi tipici dei testi generati dall'IA, come, ad esempio, un uso eccessivo di aggettivi melodrammatici. Alla fine l’Hachette Book Group ha dichiarato che avrebbe annullato i piani di pubblicazione del romanzo negli Stati Uniti e interrotto la distribuzione dell'edizione britannica. Ballard, da parte sua, si è difesa sostenendo che l’AI non è stata usata da lei nella scrittura del manoscritto, ma in fase di editing da un suo conoscente che doveva revisionare la bozza.

Il fatto sorprendente, come scrive il New York Times, è che Shy Girl sia arrivato a questo punto del processo editoriale, e addirittura sia stato pubblicato nel Regno Unito, prima che qualcuno si preoccupasse di fare delle verifiche. Sembra che l'editoria non sia effettivamente preparata ad affrontare il cambiamento, così potremmo aver già letto un libro scritto dall'AI senza neppure accorgercene. «Non si tratta solo di un'eventualità inevitabile», ha affermato Thad McIlroy, consulente del settore editoriale che ha esortato gli editori a chiarire le proprie politiche in merito alle nuove tecnologie, «Ci siamo già dentro».

Leggeresti un libro scritto dall'AI?

Shy Girl è diventato un caso (e chissà, forse proprio per questo l'edizione britannica diventerà rara e desideratissima, proprio perché ormai introvabile), ma apre a un problema ben più ampio. È davvero possibile distinguere un libro scritto dall'Intelligenza artificiale da un romanzo scritto da un essere umano? Dovremmo proibire l'uso dell'AI nella scrittura dei libri? In che misura? Solo in fase di stesura o anche in fase di brainstorming? L'AI potrebbe aiutare gli autori a scrivere libri migliori e in minor tempo? Sono domande aperte che finora trovano risposte frammentate e contraddittorie. Ci sono studi in cui i partecipanti non sono stati in grado di identificare testi scritti dall'AI ma, secondo l'Atlantic, difficilmente la tecnologia riuscirà a rimpiazzare la creatività: «I modelli, pur essendo tecnicamente competenti e grammaticalmente impeccabili, non possono vivere, non possono sentire, non possono odorare, non possono gustare, non possono percepire. Non possono riversare emozioni pure sulla pagina, né collocare concetti astratti in contesti fisici ricchi di dettagli».

C'è da chiedersi, però, se tutto questo faccia ancora la differenza: il pubblico tiene effettivamente a uno stile creativo o predilige una trama avvincente anche a scapito della scrittura? Shy Girl, in fin dei conti, ha avuto il suo successo. Quello su cui, attualmente, le opinioni sembrano concordare è che, se decidiamo di leggere un libro scritto dall'AI, vogliamo farlo consapevolmente. Per questo c'è chi si sta attivando in tal senso: nel Regno Unito La Society of Authors (SoA) ha lanciato un programma per aiutare a identificare le opere scritte da esseri umani che consente agli autori di registrare i propri libri e scaricare un logo "Human Authored" da esporre sul retro di copertina. Di fatto una "garanzia di umanità" che ognuno può scegliere se e come considerare.