Ilya e Shane, Rozanov e Hollander. Non pensiamo ad altro, non parliamo di altro che di Heated Rivalry, da almeno tre mesi. Adesso che la frenesia della prima visione è passata e ci si prepara a riguardare su HBO Max (dal 13 febbraio) la serie canadese in cui due giocatori di hockey rivali crescono insieme sul campo e nel frattempo intrecciano una storia segreta nel buio delle loro camere d'albergo (almeno fino al cottage, luogo in cui i segreti non sono ammessi), non resta che tirare le somme di un fenomeno globale che ha sbaragliato tutti i concorrenti - persino colossi come Stranger Things e Bridgerton - ha rotto i tabù dello sport al maschile ispirando (e dando coraggio) a decine di atleti con i loro coming out, rivoluzionato i linguaggi televisivi e catapultato nell'iperuranio delle celebrità i due protagonisti dello show Connor Storrie e Hudson Williams. Lo facciamo partendo dalla fonte prima di questo successo, ovvero il romanzo della saga queer Game Changers scritto dall'autrice canadese Rachel Reid di cui Heated Rivalry (e il seguito The Long Game, così come l'inedito volume Unrivaled, in uscita a settembre) è uno dei capitoli più amati e rappresentativi.
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Ad accompagnarci in questo viaggio sarà Alessandra Friuli, co-founder, insieme a Simona Natale, di Always Publishing, la casa editrice dedicata alla letteratura femminile internazionale specializzata in romance che ha acquisito i diritti del libro Heated Rivarly (e degli altri romanzi della saga) e lo pubblicherà in italiano: il volume arriverà in libreria il 17 marzo 2026.
Heated Rivalry fa parte del filone queer sport/hockey romance. Di cosa si tratta e come mai piace così tanto?
«Gli sport romance sono uno dei sottogeneri del romance più apprezzati. L'hockey romance in particolare era già virale prima del fenomeno Heated Rivalry, anche perché in America è uno degli sport più amati. In Italia ha preso piede perché, essendo figlio di una cultura sportiva lontana da quella che conosciamo, i lettori ne sono sempre molto affascinati. Non è l'unico sottogenere sportivo seguito dai lettori di romance: negli ultimi anni abbiamo visto crescere molto il Formula 1 romance, senza contare la passione mai sopita per il famosissimo Football romance, spesso ambientato nei college americani».
Heated Rivalry ha avuto il merito di accendere i riflettori sul Boy Love e Male to Male Romance, un genere amatissimo e di certo non nuovo.
«I romance Boy Love sono nati in Giappone negli anni '70 con i manga: erano storie concepite da donne per le donne ed esploravano spesso i primi amori e turbamenti adolescenziali, ma non solo. Ancora adesso è un trend che va tantissimo ed è in continua evoluzione. E meno male, perché significa che finalmente viviamo nel periodo storico giusto affinché queste storie d'amore non vengano più considerate un tabù e possano diventare virali senza alcun pregiudizio sociale. Anni fa non ce lo saremmo mai aspettati, non penso si sarebbe mai attivato un passaparola di questa proporzione. Per quanto mi riguarda l’amore non ha etichette, e oggi per fortuna si ha sempre più il coraggio dimostrarsi per quello che si è senza timore. Vista l'omofobia che circola purtroppo ancora nella società, è solo un bene che storie romantiche come Heated Rivalry possano diventare un vero fenomeno di massa mondiale e normalizzare qualunque forma d’amore».
Perché i Boy Love Romance piacciono così tanto?
«I gay romance, come dicevo prima, sono prevalentemente scritti da donne per le donne, con protagonisti che vengono costruiti oltre lo stereotipo dell'uomo privo di fragilità e romanticismo, che regalano ai lettori personaggi sì sexy e forti, ma anche capaci di mostrare la propria parte più vulnerabile. Senza contare che per una lettrice il non doversi confrontare con la descrizione di una donna nella quale spesso non ci si ritrova permette di entrare maggiormente in empatia con entrambi i protagonisti e di non sentirsi in competizione con nessun personaggio. Chi ama il romance, in ogni caso, va oltre qualsiasi struttura, perché se una storia d'amore funziona ed emoziona poco importa che sia etero o queer. Quello che conta è che ci travolga completamente così come ci ha travolto la storia di Ilya e Shane».
Da addetta ai lavori, come ti spieghi il fenomeno HR? Quali sono gli ingredienti vincenti della storia di Ilya e Shane?
«Da un punto di vista strutturale il libro di Rachel Reid ha in sé tutto quello che funziona in un romance. Heated Rivalry è il secondo libro della serie Game Changers ed è anche quello più centrato della saga di Rachel Reid. Ha tutto quello che fa di un romance il romance perfetto: la rivalità tra i due protagonisti, che nasce come rapporto di amore-odio e poi si evolve. La cultura e la provenienza sociale diversa. Lo slowburn tra di loro, che non è noioso, perché il sentimento si sviluppa nel corso degli anni e cresce insieme ai protagonisti. L'autrice è stata bravissima a tenere viva la fiamma dell’interesse fino all’ultimo capitolo. Quella di Heated Rivalry è la storia giusta arrivata in tv al momento giusto con una serie che è il perfetto adattamento del romanzo. Senza contare che i due attori che interpretano i protagonisti sono volti nuovi, che insieme funzionano benissimo e in video hanno una chimica pazzesca».
E in più è una storia a lieto fine.
«Chi legge romance, da che mondo è mondo, vuole il lieto fine. L'autrice del romanzo è stata brava a rendere la storia di Ilya e Shane leggera e romantica senza banalizzarla, a raccontare l'evoluzione dei sentimenti tra loro in modo delicato e allo stesso tempo d'impatto. Anche se i due protagonisti hanno a che fare con situazioni irrisolte e problemi, non sono mai scenari insormontabili. E questo è il tratto distintivo del romance e in particolare dello sport romance».
La serie è molto fedele al romanzo, elemento che ha incatenato il fandom del libro a ogni puntata.
«I libri di Rachel Reid hanno avuto un grande successo in America già prima dell'avvento della serie, dunque i lettori hanno apprezzato tantissimo l'adattamento perché è molto difficile trovare trasposizioni così fedeli. Questo ha incrementato l'hype prima, durante e dopo la messa in onda. Nello show nulla è stato addolcito, la parte spicy è rimasta salda nella narrazione anche se si è scelto di non sacrificare mai quei temi di attualità che sono propri del queer romance. E ci sono anche le emozioni, i valori sociali ed etici».
Il trope fondante di Heated Rivalry è il rivals to lovers. Secondo te a livello narrativo è anche il più efficace? Quali sono quelli più letti e di successo?
«Dipende molto dai gusti del lettore e dalle tendenze del momento. Adesso sono molto popolari i romanzi Second chance e non perdono mai forza neanche gli Enemies to lovers, forse il trope in assoluto preferito dei lettori. Molto amate sono anche le storie Grumpy vs Sunshine con protagonisti agli antipodi e i romance ambientati negli Small Town, apprezzati perché più corali. Senza dimenticare il Fake dating, quando due protagonisti si innamorano fingendo di essere una coppia e i romanzi Single dad, in crescita tra i lettori. E ovviamente i sick romance come Dammi mille baci, che nel cuore degli appassionati non tramontano mai».
Sfatiamo un mito: i lettori di romance sono solo donne?
«No, la cosa bella di questa rivoluzione culturale che stiamo vivendo è che adesso il romance si è avvicinata a un nuovo filone di lettori uomini. Alle fiere incontriamo molti ragazzi che comprano e amano i nostri libri. Sono sempre di meno quelli che nascondono questa passione».







