In Stand by Me - Ricordo di un'estate, film cult degli Anni '80, dove il viaggio di quattro ragazzi verso la verità è un tentativo di risolvere un mistero più grande (quello che si cela dentro ognuno di loro), c'è una frase, quella conclusiva, che racchiude alla perfezione, con un pizzico di nostalgia, il valore di questa esperienza, insita nella giovane età: «Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a dodici anni. Gesù, ma chi li ha?».
L'amicizia ha un sapore diverso quando si è adolescenti, così come l'estate, stagione foriera di esperienze indelebili, la cornice di un senso di onestà illesa, una purezza inespugnabile. E mentre sullo schermo, oggi, si narra da tempo di storie di formazione disturbate (di cui la serie Adolescence è forse l'esempio più recente, il più calzante), sono quei racconti lontani a regalarci un barlume di speranza.
La ragazza di luce è un romanzo che ha lo stesso sapore, e pare una boccata d'aria fresca di fronte a narrative più cupe, dove l'adolescenza può essere ancora una scoperta, e l'amicizia, il collante infallibile che ci unisce in una vita difficile.
«Nina, Ruben e Niccolò mi hanno abitato dentro a lungo, in questi anni, vivendo le loro vite mentre io cercavo di raccontarle nel modo migliore che mi è stato concesso», racconta in un post su Instagram l'autore, Germano Antonucci, giornalista e content manager, riferendosi ai protagonisti della storia, che in un'estate trasformativa, quella dei loro tredici anni, si mettono alla ricerca di una verità nascosta dietro una figura iridescente, avvistata in occasione di una frana che, mille giorni prima, ha sconvolto le case della città di Lume e i loro stessi genitori.
Dalla notte della Catastrofe, infatti, la mamma di Nina non è più tornata, il padre di Ruben è invece cambiato: il trio tenta, così, di fare ammenda con questo evento più unico che raro, che diventa solo la cornice di un dialogo più profondo sulla loro amicizia e sul rapporto genitori-figli, ideale per tutti coloro che vivono questo legame con conflittualità, o per chi è riuscito, col tempo, a sanarne le crepe, che spesso abitano l'adolescenza e la vita in provincia, lontana da tutti, spesso incompresa.
Il romanzo, edito da TerraRossa Edizioni, mescola così la narrativa di formazione al noir, eradicando quel senso di "pesantezza" che spesso abita i racconti sugli adolescenti, regalando, al contrario, una prospettiva positiva, che esalta il valore dei rapporti umani e della ricerca della verità al suo stato più sincero.
Lo si evince già dalla copertina, d'altronde, dove emerge la figura di una ragazza elevata da una roccia sospesa in aria, avvolta da un cielo cangiante, dove il verde speranza si mescola all'energia del giallo. Non importa che la terra sia salda o meno sotto i suoi piedi; attorno a lei, un'aura di magia rassicurante ci ricorda dell'importanza della scoperta, nella certezza che i protagonisti, al di là di tutto, troveranno quello che stanno cercando, come tutti, in corso d'opera.










