Sally Rooney non usa i social, non ama i riflettori, non commenta con regolarità ogni singola notizia, eppure la scrittrice irlandese amata dai Millennial non ha mai fatto mistero delle sue posizioni politiche. Quando lo ritiene necessario, Rooney prende la parola, e l'ha fatto anche questa volta, tornando a parlare di Gaza e della Palestina.
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Se già in passato l'autrice di Persone Normali si era espressa per la causa palestinese denunciando l'oppressione e le violenze di Israele, in questi giorni Rooney ha scelto di scrivere un pezzo sul Guardian per commentare duramente un fatto avvenuto in Inghilterra. Il governo britannico, infatti, ha annunciato di voler perseguire il gruppo Palestine Action come un’organizzazione terroristica, per via di un'irruzione degli attivisti in una base della Royal Air Force per protesta contro l'appoggio militare del Regno Unito a Israele.
Sally Rooney, la Palestina e la disubbidienza civile
Rooney descrive due fatti: il 20 giugno a Gaza le forze israeliane «hanno nuovamente aperto il fuoco sui palestinesi in un sito di distribuzione di aiuti», lo stesso giorno in Inghilterra alcuni attivisti di Palestine Action hanno imbrattato due aerei militari in segno di protesta. «Una di queste azioni ha comportato l'uso intenzionale di violenza letale contro i civili, causando la morte di 23 esseri umani amati e insostituibili», nota la scrittrice, «L'altra non ha comportato alcuna violenza contro alcun essere vivente e non ha causato morti o feriti. Il governo britannico ha ora annunciato la sua intenzione di trattare uno di questi incidenti come reato di terrorismo. Indovinate quale».
Rooney nel pezzo sottolinea come le organizzazioni internazionali siano ormai unanimi nel denunciare i crimini di guerra di Israele a Gaza e scrive che lo scorso novembre «una commissione speciale delle Nazioni Unite ha stabilito che la campagna di Israele a Gaza era coerente con le caratteristiche del genocidio». Allo stesso tempo, ricorda che il Regno Unito, nonostante le manifestazioni contrarie dei cittadini, continua a fornire supporto a Israele. «Di fronte al sostegno statale al genocidio, cosa dovrebbero fare le persone con una coscienza?», chiede Rooney ricordando che «la vera resistenza politica ha sempre comportato la violazione intenzionale della legge», dalle suffragette a Martin Luther King Jr.
«Se uccidere 23 civili in un sito di distribuzione di aiuti non è terrorismo, come possiamo accettare che dipingere con vernice spray un aereo lo sia?», conclude Rooney, «Le proteste rispettose della legge non sono finora riuscite a fermare il genocidio. Più di 50.000 bambini innocenti sono stati uccisi o feriti. In quali circostanze potrebbe mai essere giustificata la disobbedienza civile se non ora?».










