Succede di notte di non riuscire a dormire per i troppi pensieri, di incontrare la persona sbagliata, di incontrare la persona giusta, di non sentirsi a propri agio con qualcuno, di scoprire di volere una persona che non si era mai pensato di poter amare. Succede di notte di decidere di ricercare qualcuno che si è perso da tempo, anche se significa macinare kilometri con la propria auto sgangherata, e di lasciarsi indietro uomini insicuri, esitanti, incapaci di prendere una decisione e sempre trascinati dagli eventi. Succede di notte è il nuovo romanzo di Valeria Montebello, podcaster (Il sesso degli altri e È solo sesso) e autrice, che negli anni ci ha raccontato le relazioni, il sesso, i nuovi termini dell'amore, protagonisti anche del suo ultimo lavoro.

Ne abbiamo parlato proprio con lei, nell'intervista che indaga i nuovi codici dell'amore, l'amicizia come prima infatuazione, l'importanza delle scoperte e una società in cui le donne sanno cosa vogliono: la propria libertà.


Come nasce l'idea del romanzo?

«Viene tutto dal podcast (È solo sesso, Chora), dove c'è stato un cambiamento di rotta. Le prime puntate erano a tema, poi ho iniziato a scrivere una cosa un po' più narrativa, una storia in sei puntate di due persone che si conoscono online. Mi andava di continuare e ho provato a scrivere una cosa tutta mia, non biografica, o meglio un mix tra fantasia e realtà. C'è Roma, che conosco benissimo, e c'è l'Abruzzo dove sono nata e anche io, come Azzurra, ho fatto l'Erasmus in Inghilterra, ma non è una storia successa a me».

Di che amori parli nel libro?

«C'è il piano "eterno" che parla dell'amicizia tra Azzurra, la protagonista, e Alba, che poi è anche questa una storia d'amore. La tua prima amica è il metro del mondo, delle cose, la persona sulla quale vuoi fare colpo, che vuoi affascinare. È una dinamica ancestrale quasi, un amore che è un po' amicizia, ed è il perno del libro. Poi c'è il mondo del dating: Azzurra è immessa in un mondo di relazioni figlie del nostro tempo».

Com'è cambiato il dating negli anni?

«Dall'analogico ai social, la digitalizzazione dell'amore ha portato una serie di conseguenze. Lo vediamo nel personaggio maschile di Luke, passivo, indeciso, che non sa cosa fare, che non ha le idee chiare, che è un po' la banderuola al vento. Il ruolo dell'uomo e del maschio nella società sta cambiando, anche per fortuna, nel corteggiamento, nella relazione, nell'approccio sessuale».

Come definiresti questo momento storico, dal punto di vista relazionale?

«Prima nel '68 e poi con il #MeToo c'è stato uno sparigliamento di carte, oggi siamo in un momento di assestamento, abbastanza medievale, ma è interessante perché c'è fermento, succedono tante cose e non capiamo bene che cosa stia succedendo. Ci sono tantissime situazioni a cui dobbiamo ancora dare un nome (cerchiamo di farlo su Cosmo dove Valeria Montebello tiene la rubrica "Educazione sentimentale", sul giornale). E quando non ci riconosciamo, diventiamo intolleranti, è straniante interagire. È complicato viverci, però è interessante da studiare e osservare».

Il pregiudizio verso nuove situazioni e nuove forme d'amore ha un ruolo anche nel libro.

«Carlo si arrabbia quando va a recuperare Azzurra in Abruzzo dove lei ha fondato la sua comunità tra le montagne, le dice "ma cosa sei venuta a fare con questi pazzi che vanno in giro nudi e cercano la liberazione??". Però poi crolla, capisce che forse è lui il primo a dover scardinare il suo sistema».

E invece le figure di Alba e di Azzurra?

«Azzurra non fa altro che alimentare e in realtà mettere in atto una serie di dinamiche tossiche anche con la sua migliore amica, nessuno è esente diciamo da questo tipo di cerchio tossico. Ma è un femminile molto potente, molto consapevole. La più forte è Alba, che rappresenta qualcosa di incorruttibile, irrealizzato e quindi non corrotto ed è la parte appunto luminosa del del libro. E quando lei vede che all'università non riesce più a concentrarsi, che ha una relazione che non le piace con Carlo, che quest'altro ragazzo si comporta male con lei, decide di andarsene, di tagliare i rapporti con tutti quanti e in qualche modo è la cosa più sana che fa».

E il sesso che ruolo ha?

«Quando ho riletto il libro mi ha fatto molto ridere vedere quante scene di sesso ci ho messo. Tutte traumatiche poi, non ce n'è una bella».

Pensi che il sesso oggi sia così? Traumatico? Vissuto con paura?

«Sì, questo l'ho notato anche con tutte le testimonianze che ho ricevuto con il podcast. I più giovani, cioè la generazione successiva alla mia, sono in qualche modo terrorizzati. o almeno, questo è quello che ho visto io attraverso i messaggi che ho ricevuto. I nativi digitali, immersi nel mondo dei social, sono terrorizzati da incontrare il proprio ghostatore, da fare esperienza di storie horror, quelle che si vedono su TikTok. Nel libro ci sono molte scene di sesso non fatto, cose che stanno per succedere ma poi non succedono, o situazioni in cui non si è tranquilli, per esempio in cui si inizia a fare sesso e entra un'altra persona e quindi devi gestire questa situazione, devi prendere delle decisioni molto velocemente (e ovviamente prenderai sempre la decisione sbagliata)».

Un sesso stressato?

« Sì esatto».


Com'è cambiata in questi ultimi anni la letteratura sul tema?

«In generale ho notato che si parla molto più facilmente di molestie, di scene di sesso costruite in modo che ci sia qualcosa che non torna, non si parla quasi mai di sesso romantico, né nei film e nemmeno nei romanzi. C'è sempre qualche un'ombra che le in qualche modo le ricopre, sia perché effettivamente il sesso è diventato più complicato oggi, più distante, perché si fa tanto sesso online, sia perché la fruizione del porno ha cambiato le regole del gioco. Ci sono tante cose nuove che si sono aggiunte al rapporto sessuale che lo depotenziano o comunque lo problematizzano rispetto a prima».

Qual è il ruolo del porno in questa trasformazione?

«Sarebbe ipocrita dire che non è cambiato niente, che è un accessorio. E invece cambia drasticamente il tuo modo di vedere il sesso io, in prima persona a me me l'ha cambiato, penso a tantissime persone perché anche questa è una cosa nuova. E il tema è che sono diventati dei social, o meglio, sono anche sui social: Onlyfans è il nuovo Instagram, non puoi aprire TikTok, che ti appare subito del soft porn e così cambia il modo di fare sesso, cambiano le mode. Se tu vedi un rapporto sessuale una volta al giorno, due volte a settimana, in base al consumo che ne fai, poi nella realtà tendi a riproporre un certo tipo di modello. Questo può creare frustrazione, perché il porno è un'altra cosa rispetto alla vita reale: dalla propria fisicità (tutti depilati, tutti perfetti) al modo in cui bisogna fare provare piacere al proprio partner. Prima era tutto molto più intuitivo e spontaneo».

Forse prima eravamo più liberi?

«È una domanda complicata, perché dall'altra parte tante pratiche erano tabù. Si parlava meno di alcune cose, oggi invece c'è un nome per tutto o quasi, come dicevamo prima e il risultato è che ci si sente ingabbiati. E poi oggi siamo bomnardati da sessuologhe, sex influencer, esperte o presentute e presunti tali, che ti innestano nella mente delle teorie, delle idee, che nella pratica invece ti bloccano perché non riesci ad arrivare a quel grado di professionismo che nessuno ti richiede, non ci dovrebbe richiedere nessuno».

Se dovessi descrivere il tuo romanzo in poche parole, cosa diresti?

«Che è un romanzo di tentativi, che in alcuni casi non funzionano e allora i protagonisti cercano di migliorare, di cambiare strategia. È un romanzo di formazione, in cui tutto è in continua trasformazione, e dove non c'è una morale. Non mi sono mai permessa di dare un giudizio, tanto poi è il lettore che si fa la sua opinione. Non ho mai voluto usare la parola "tossico" nel libro, termine abusato. Io sono solo grata ai personaggi per avermi fatto riscoprire una parte di me».