Tra il cemento che riflette i primi raggi primaverili, a Milano si respira un’aria di nuovi inizi. Sono in orario, suono al custode e poi dritta al piano indicato. Lei mi attende, insieme al piccolo Prince. Non abbaia, ma scodinzola con gentilezza, come a darmi il benvenuto. Varco la soglia e scopro il suo mondo. Casa di Giulia Salemi profuma di nuovo e di sogni che prendono forma come i colori che cercano il proprio posto nella tavolozza prima di essere tracciati nel giusto punto del quadro. Ogni angolo sembra raccontare la sua evoluzione, una casa che è il riflesso della sua nuova vita, un luogo che emana la pienezza di chi ha trovato parte del suo equilibrio.
«Ti piace?», mi chiede con l’entusiasmo di chi ha speso anima e cuore dietro ogni dettaglio. «Che sensazioni ti dà?». «Di nuova vita», le rispondo mentre inevitabilmente la nostra attenzione viene richiamata da suo figlio. Ha soli due mesi. È Kian. Giulia si avvicina a lui, me lo presenta e, inevitabilmente, si illumina di quella luce che solo le grandi rivoluzioni personali sanno donare. «È un bimbo un po’ adulto. Guarda che piedini grandi», sorride. Kian sembra avere gli occhi del papà, ma tutta l’energia e la carica di Giulia che si gode quell’attimo sospeso tra l’incredulità di avere tra le braccia suo figlio e l’apprendimento di un nuovo capitolo di vita, quello dell’essere madri. Così mentre rivela aneddoti di quest’avventura, tra pannolini chiusi male e il desiderio di tornare a gustare cioccolato e caffè, Giulia ci svela qualche dettaglio del suo nuovo progetto lavorativo.
«Non lo faccio x moda - NLFXM sta tornando», è il suo podcast (prodotto insieme a Ricky Palazzolo per Wannabe Production) che arriva alla sua seconda stagione, in partenza dal 31 marzo. L’arte dell’ascolto diventa, per lei, indispensabile in questa veste. Uno spazio dove le storie degli altri possano emergere, dove ogni parola e racconto possano trovare la giusta importanza. Un’empatia che Giulia ha riscoperto davanti ai suoi microfoni come ci racconta nell’intervista per la cover digital di Cosmopolitan Italia. La intervistiamo così nel suo mondo, per respirare le energie di chi sta cullando una nuova vita continuando a inseguire con passione i propri sogni.
Quanto conta per te il concetto di casa?
«La mia ultima casa aveva le pareti grigie, questa, invece, ho voluto costruirla a mia immagine. Negli anni ho girato tanto, il percorso per arrivare qui non è stato semplice: un trasloco, il mio quarto, una ristrutturazione da seguire, e una gravidanza in corso».
Cosa è cambiato rispetto al passato?
«Oggi vivo la convivenza, vivo la mia famiglia. In passato ho sofferto molto la solitudine che mi portava a confrontarmi con i miei mostri interiori. Tornare a casa, con la casa vuota, dopo giornate piene per poi vedere sui social tante coppie felici, mi portava a farmi tante domande. Mi faceva soffrire il fatto che fossi sola e che non riuscissi a trovare un amore vero, così mi riempivo le giornate per poi tornare a casa e mettermi a letto con il cuscino in mezzo alle gambe. In quel momento mi chiedevo se mai sarei riuscita a costruirmi una famiglia. Poi ho incontrato la persona giusta, Pierpaolo. Non ho la vita perfetta, nulla è come sembra, ma ogni cosa ora è al posto giusto».
La necessità di avere un tuo spazio - fisico - si è poi trasformata in un’esigenza di averlo anche in una dimensione più digitale, con il tuo podcast Non lo faccio x moda - NLFXM.
«Il podcast è nato proprio per questo motivo. Amo il mondo dello spettacolo, e desideravo tanto avere un mio spazio. Questa seconda stagione sarà diversa dalla prima. Affronto temi generazionali, come l’ansia, il lavoro, il successo, la pressione sociale. Parlerò anche di maternità sotto vari punti divisa. La grande differenza è che per ogni puntata ci saranno più ospiti. Voglio analizzare nel profondo le tematiche con persone che apparentemente possono non avere nulla in comune. Con questo lavoro ho imparato l’arte dell’ascolto, a fare un passo indietro, non essendo più la protagonista della narrazione. Il confronto con il prossimo mi stimola sempre moltissimo. Nel primo episodio ci sarà Aurora Leone, mentre più avanti verranno a trovarmi anche Anna Dello Russo, Michele Bravi e il Professore Tamburello… oltre a tante altre persone interessanti».
Tra gli ospiti ci saranno anche delle amiche del mondo dello spettacolo?
«Il tema dell’amicizia è molto complesso. Mi piace dire che ho chiamato a partecipare persone che stimo, la cui opinione mi interessa».
Come mai è un tema complesso?
«Negli anni ho imparato a dare il giusto peso alla parola “amico”. Oggi è davvero difficile costruire rapporti umani sinceri e profondi, soprattutto in una città come Milano dove si lasciano in sospeso così tanti caffè, pranzi, cene… Oggi sono certa delle mie amicizie: sono poche e non fanno il mio lavoro. Cerco di dare il giusto valore ai rapporti. In passato ho sempre cercato di mantenere quelle promesse, tra incontri e presenze, ma oggi non rincorro più. Prima di farlo cerco di capire quanto l’altra persona sia interessata davvero a condividere del tempo con me».
Credi che sia un problema anche di competizione?
«Anche. Esiste, come non ammetterlo. A me piace la competizione se è sana, ma molte volte porta a invidia e cattiverie. Io cerco di concentrarmi su quello che faccio io».
In cosa ti ha cambiata la maternità?
«In tutto: quando diventi mamma puoi essere preparata per ciò che stai andando incontro. C’è il vomito, il reflusso, le notti insonni. Ma mi ha sorpreso come io sia cambiata: prima somatizzavo molto ogni cosa accadesse, oggi il resto non influenza la mia giornata. Sono inevitabilmente cambiate le priorità. Kian è al primo posto su tutto, lo guardo, mi commuovo. Non è comunque facile, sui social mi piace condividere con leggerezza la verità. So di essere una persona fortunata, ma i momenti complessi e più duri li vivo anche io. A settembre sono entrata in questa casa, ho seguito un trasloco in gravidanza e abbiamo avuto diversi problemi con le ristrutturazioni. Va bene così. Sui social non racconto questo, e se lo faccio, mi piace aggiungerci un po’ di ironia. Non voglio appesantire le persone».
Qual è stato il momento più difficile dopo il parto?
«Dopo il parto ho vissuto in una bolla. Abbiamo deciso di vivere quel momento solo per noi, di mantenerlo nostro, per privacy non ho detto nulla pubblicamente per una settimana. Stavo molto male, avevo molti dolori. Pierpaolo mi ha aiutata molto, anche a riprendere a camminare. Ecco quel momento, un po’ ironico, ma di vita vera, l’ho pubblicato dopo un po’. L’ironia ci salva. A volte percepisco troppa serietà, ma io tra molti anni mi voglio pensare ancora come una mamma che sa divertirsi. A me e a Pierpaolo questo animo più fanciullesco aiuta molto. Non voglio dire che non bisogna prendere le cose seriamente, anzi, ma aiutarsi a evadere un po’ aiuta. Sono anni che vado in analisi, cerco di migliorarmi giorno dopo giorno e cerco di portarmi dietro sempre meno i traumi del passato. Il divorzio dei miei genitori, ad esempio».
Parli spesso di quel momento della tua vita, sei cresciuta con un’idea disincantata dell’amore?
«Assolutamente, avevo sedici anni e già avevo capito che la coppia perfetta non esisteva. Penso anche che siamo frutto dei nostri genitori, facciamo i loro stessi errori, per questo spero di non far mai vivere a Kian quel che ho vissuto io. Quella sofferenza. Per anni ho dovuto scegliere con chi stare. Con mamma. Con papà. Le mie scelte si riflettevano su di loro. Sono stata ferita, ho ferito, inevitabilmente».
Oggi che sei mamma, la tua storia si riflette anche negli insegnamenti che vuoi lasciare a Kian.
«La famiglia perfetta non esiste, vorrei insegnargli i valori importanti e spero che possa apprezzare sempre la realtà che vive. I miei genitori mi hanno insegnato a lavorare duramente e che nulla è dovuto. Io e Pierpaolo arriviamo da due famiglie di grandi lavoratori e molto umili. Quello che oggi abbiamo lo abbiamo costruito con fatica, nessuno ci ha mai regalato nulla. Ogni giorno diamo davvero il massimo per costruire il nostro futuro».
Quanto è cambiato il vostro rapporto in questi mesi?
«Lui era già papà, ha più esperienza e mi prende in giro. Questa cosa mi piace, rende tutto più leggero. Ovviamente stiamo cercando di trovare un nostro equilibrio, nella consapevolezza di ciò che stiamo vivendo. Abbiamo scelto di essere genitori, sapevamo cosa dovevamo aspettarci. Questa cosa ci ha preparati molto».
Di maternità parlerai anche nel tuo podcast, Non lo faccio x moda - NLFXM, tu come la stai vivendo?
«La verità? Sono insicura, ho paura di molte cose. Sono in una fase in cui sto imparando tutto giorno dopo giorno. Le prime notti sono state difficili, complesse, è facile che mi faccia prendere dall’ansia. Ognuna di noi reagisce a proprio modo, ma è giusto parlarne per far sentire altre mamme meno sole. All’inizio mettevo i pannolini al contrario, non sapevo nulla. Nei mesi della gravidanza ero molto nervosa, tornassi indietro vivrei tutto con più leggerezza. Ma è un ruolo naturale, si impara con il tempo».
Il tuo rapporto con il corpo com’è cambiato negli anni e con la gravidanza?
«Non mi sono mai vista così bella come in gravidanza. È stato il periodo più bello della mia vita. In passato ho vissuto periodi in cui odiavo il mio corpo. Non mi piaceva. Mi sentivo brutta, inferiore. Modificavo continuamente le mie foto perché sui social vedevo ragazze bellissime, perfette. Complice anche il tema delle relazioni: non mi sentivo corteggiata, non mi sentivo piacente agli occhi degli altri. Oggi è tutto cambiato, mi piaccio. Anche con le smagliature. E poi credo sia importante comunque cercare di ritagliarsi dei momenti per sé. Anche se si è mamme non ci si deve annullare. Riuscire a fare tutto è una sfida: pensare al lavoro, al bambino, dedicare del tempo al partner, senza dimenticarci di noi».
Oggi ti brillano gli occhi per ciò che stai vivendo e nelle tue parole si percepisce un vero cambio di priorità. Allo stesso tempo si coglie tanta voglia di lavorare, di fare qualcosa di tuo. Percepisci che sono cambiati anche i tuoi sogni?
«Sono cambiata, molto. Ma sto cercando comunque di coltivare le mie passioni. Non mi sento realizzata, non ancora del tutto. Faccio un lavoro che mi piace, sto costruendo la mia famiglia, e ho ancora tantissimi sogni nel cassetto. Dal portare il mio podcast in tv a condurre un mio programma fino a, perché no, Sanremo. I sogni ci sono e continuerò a coltivarli».















