Torna #CosmoIAm – il censimento emotivo narrativo della Generazione Z, un vero e proprio laboratorio di riflessioni e espressione artistica – costruito in un patto di fiducia e collaborazione con alcune tra le più prestigiose realtà accademiche italiane. Dopo aver indagato il tema dell’identità e poi quello del futuro, questo 2025, nel cuore della Design Week e in linea con il suo filo rosso “Mondi Connessi”, abbiamo chiesto agli studenti di rappresentarci, raccontarci, tematizzare, sviscerare, narrare, dipingere il tema delle Connessioni o iperconnessione, in relazione al loro personalissimo vissuto di studenti di design, moda, comunicazione, arte. Ciò che emerge con prepotenza viscerale dalle opere – più di un centinaio - che dal primo giorno della Design Week potrete osservare, commentare e soprattutto condividere dal nostro profilo social in collaborazione con ogni singola realtà accademica è che questa iperconnessione è ampiamente discussa. Quest’anno CosmoIAm si anima della presenza dei giovani artisti di REA ARTE, collettivo di donne fondato da Maryna Rybakova e Pelin Zeytinci per sostenere gli emergenti e promuovere lo sviluppo artistico e culturale della società. Come? Diffondendo il lavoro dei visual artist e organizzando REA ART Fair, che quest’anno festeggia la sua quinta edizione, che si terrà dal 12 al 15 giugno presso OPOS Milano.
CosmoIam è anche questo ed è stato tutto reso possibile da QC Spa of Wonders, partner d'eccezione che ha sostenuto fin da subito l'iniziativa, credendo nei valori della creatività e del sostegno alle realtà accademiche coinvolte.
Rachele Frison
Rachele Frison (1995, Desio - vive e lavora a Milano) è una pittrice e artista visiva diplomata all'Accademia di Belle Arti di Brera. La sua formazione artistica inizia da prima con il disegno, per poi passare alla pittura a olio vista come un metodo efficace per rappresentare le storie del folklore e le ambientazioni fiabesche da cui attinge per dare forma alle figure e alle composizioni che popolano i suoi dipinti.
Negli ultimi anni ha preso parte a numerose mostre collettive in Italia e all’estero, come all’Istituto Italiano di Cultura di Hellerup, a Copenhagen, alla Galleria Giovanni Bonelli di Milano e alla Haze Gallery di Berlino. A novembre 2024 ha inaugurato la sua prima personale alla galleria Emerge Project Space di Pescara, dando il via a ulteriori progetti in programma per il 2025, come i due solo show alla Galleria Dino Morra di Napoli e alla Galleria Giovanni Bonelli di Milano. Il suo lavoro ha ricevuto diversi riconoscimenti di rilievo, partecipando a fiere nazionali e internazionali (da ReA Art Fair a Milano nel 2023, fino alla Arrival art fair in Massachusetts, USA, a giugno 2025).
Boschi, colori lividi e bluastri di un notturno o violacei di un tramonto infuocato. L'immaginario artistico di Rachele Frison poggia le proprie radici su di un passato letterario e culturale elegante e mitico, intriso di fiabe, miti, leggende. Le ambientazioni sembrano ricordare un locus amoenus, un luogo idealizzato e bacchico, cristallizzato in uno spazio-tempo che esiste solo nella nostra immaginazione. Le sue rappresentazioni sono una storia intima, bisbigliata all’orecchio e percepita quasi come un sogno. Le figure che animano le sue tele hanno dei lineamenti riconoscibili, occhi grandi e nasi allungati che ricordano delle statue elleniche e androgine, dove il maschile si fonde con il femminile.
La loro corporalità, infatti, è acerba, ma contrastata da sguardi profondi e accorti, a volte sognanti, altre persi nel vuoto. Tutta intorno la natura, ammaliante e incantevole con i suoi piccoli o grandi animali fatati, gioca un ruolo da protagonista come nell’opera Sogno di libellule (2025) presentata nella mostra digitale Cosmo I Am.
Sogno di libellule (2025)
Un corpo asessuato è steso su di un prato che ha la stessa effimerità di uno specchio d’acqua. I suoi lunghi capelli rossicci si perdono tra i fili d’erba e alcuni esserini dalle ali leggere si posano tutte vicine al suo corpo, come attratte da qualcosa di dolce.
Ho grande voglia di rannicchiarmi nella tua ombra (2025)
Lo stesso personaggio abbraccia un cavallo steso sotto una radura al chiaro di luna in Ho grande voglia di rannicchiarmi nella tua ombra (2025). Per l’artista anche i titoli sono decisivi nel suo immaginario, rimandando continuamente a quella sfera incantata e romantica, fatta di tarocchi, simbolismo e illusionismo.
Testo a cura di: Erica Massaccesi















