Torna #CosmoIAm – il censimento emotivo narrativo della Generazione Z, un vero e proprio laboratorio di riflessioni e espressione artistica – costruito in un patto di fiducia e collaborazione con alcune tra le più prestigiose realtà accademiche italiane. Dopo aver indagato il tema dell’identità e poi quello del futuro, questo 2025, nel cuore della Design Week e in linea con il suo filo rosso “Mondi Connessi”, abbiamo chiesto agli studenti di rappresentarci, raccontarci, tematizzare, sviscerare, narrare, dipingere il tema delle Connessioni o iperconnessione, in relazione al loro personalissimo vissuto di studenti di design, moda, comunicazione, arte. Ciò che emerge con prepotenza viscerale dalle opere – più di un centinaio - che dal primo giorno della Design Week potrete osservare, commentare e soprattutto condividere dal nostro profilo social in collaborazione con ogni singola realtà accademica è che questa iperconnessione è ampiamente discussa.
CosmoIam è anche questo ed è stato tutto reso possibile da QC Spa of Wonders, partner d'eccezione che ha sostenuto fin da subito l'iniziativa, credendo nei valori della creatività e del sostegno alle realtà accademiche coinvolte.
I lavori di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti
HYPERSATURATION, di Giulia Saccone
In un’epoca di ipersaturazione di contenuti, dove ogni informazione è immediata e ogni volto è visibile, la connessione digitale appare illimitata. Tuttavia, come in una folla densa di perfetti sconosciuti, questa sovrabbondanza non si traduce necessariamente in un legame autentico. Il progetto indaga il paradosso della connettività contemporanea, in cui l’accesso istantaneo a immagini e dati convive con un senso diffuso di estraneità. Attraverso un flusso visivo in continua trasformazione, l’opera riflette sulla distanza nascosta dietro l’illusione della prossimità digitale.
Spazi vuoti, di Isabel Roccella
«Le opere illustrano il concetto di “spazio vuoto”, luogo immaginario dove accumuliamo ciò che ci lega a persone, luoghi o oggetti. La fanzine, guida lo spettatore ad una riflessione sul proprio spazio vuoto. L’illustrazione, racconta visivamente ciò che si prova ad esplorare questo luogo. Le due opere in conclusione, invitano i lettori a tornare indietro nei loro passi, per poter costruire, un ricordo dopo l’altro, uno spazio vuoto».
Missed Connection, di Carla Job
«Missed Connection è un progetto editoriale decostruito che scava nelle complessità delle relazioni a distanza, evidenziando come la tecnologia possa contemporaneamente unire e oscurare i legami umani».
Memelink, di Greta Duchino, Davide Scrollini, Michele Conte e Stefano Vergani
«Memelink è un archivio interattivo di meme che permette agli utenti di esplorare e connettersi attraverso il loro linguaggio. Ogni meme è un codice condiviso che crea legami tra le persone».
Fratture di una metamorfosi, di Francesca Avvisati
«Il macrotema è il binomio natura-tecnologia, che per secoli è stato pensato come contrapposto.La tecnologia, infatti, sembra dominare e controllare gli esseri umani, creando una rete globale che ci collega in continuazione, mentre l’ambiente circostante muta sotto l’influenza delle nostre azioni mediata dalla tecnologia. In questo scenario, l’uomo non modifica la natura, ma è la natura che si trasforma a causa delle sue interazioni tecnologiche».
GUARDARE COSE CONSUETE CON OCCHI INCONSUETI, di Robert Simoli Borza - COSMO FAVOURITE
«GUARDARE COSE CONSUETE CON OCCHI INCONSUETI è un progetto fotografico che esplora il quotidiano con nuove prospettive, sfidando l'abitudine visiva. Attraverso l'uso esclusivo dell'iPhone, trasforma la tecnologia in uno strumento di ricerca artistica e personale. Nato come photozine, il progetto si espande verso nuovi formati e contesti. Il progetto invita gli spettatori a rallentare e riscoprire la realtà con occhi rinnovati».
Marco Santagata S/S 2023/2024 “Ripley 50’”, di Marco Santagata
«Il video, ambientato a Salerno (1946) e ad Amalfi (1943), ci presenta Ripley, un ex soldato americano segnato dai fantasmi di un amore ormai passato. Attraverso una narrazione fatta di sguardi intensi, silenzi, sorrisi e rincorse cariche di emotività, esplorando il concetto di connessione su più livelli».
OUT THE PIXEL, di Sofia Bettazzi, Chiara Ciamaglia, Elena Massafra
«Il progetto esplora la simbologia nella comunicazione visiva, mostrando come oggetti, luci e ambienti trasmettano significati universali. Lo shooting utilizza elementi simbolici come la mela, i contrasti cromatici e la luce fredda per evocare conoscenza, autorità e mistero. La modella rappresenta l’essere umano influenzato dai simboli, interagendo dinamicamente con lo spazio. Contrasti cromatici, posture espressive e oggetti allegorici rafforzano la narrazione visiva. L'insieme crea un racconto che esalta il potere comunicativo della simbologia».
CUORI,ANIME E SOGNI, di Pablo Albatrino
«Il mio progetto è un cortometraggio di finzione che parla di due sconosciuti connessi tramite un loro sogno ricorrente. Si esplora la mente di un solitario, e di come, è in grado di riconoscere i loro “simili”. La consapevolezza che ognuno ha un mondo interiore che sono le fondamenta dei propri sogni. L’amore sospeso e la tecnica dello slow shutter speed, usata nel cortometraggio, è profondamente ispirata all’immaginario di Wong-Kar Wai. Il loro carattere solitario li costringe a vivere un amore nella dimensione dei sogni, che per certi versi può sembrare una prigione, in realtà, è il loro luogo sicuro».
Lost in Connection, di Dilena Popova
«Lost in Connection è un progetto composto da tre poster: un'esplorazione visiva della connessione moderna, in cui siamo sempre connessi ma spesso distanti. Attraverso il testo e il design, il progetto si interroga su cosa significhi veramente essere presenti, sentire e appartenere a un mondo iperconnesso».
ID CARD, di Riccardo Pioggia
«ID CARD è un progetto artistico che esplora il tema dell’identità e della connessione attraverso una serie di sei ritratti fotografici. Ogni immagine rappresenta l’autore, ma il volto è parzialmente celato da maschere floreali ricamate a punto croce direttamente sulla superficie fotografica. L’atto del cucire diventa metafora di costruzione e stratificazione dell’identità, suggerendo come l’individuo si definisca attraverso sovrapposizioni, nascondimenti e trasformazioni. Le maschere floreali, apparentemente decorative, pongono interrogativi sulla percezione del sé e sull’equilibrio tra il bisogno di mostrarsi e quello di proteggersi. Un’indagine visiva e materica sul volto come luogo di narrazione e di trasformazione, dove la connessione con l’altro passa attraverso la tensione tra svelamento e occultamento».
Touch Some Grass, di Roberta Rocchi
«Touch Some Grass esplora il legame tra connessioni naturali e connessione digitale. Attraverso la guida di un simpatico personaggio (Touchsomegrassguy), l’opera evidenzia una serie di analogie visive tra il corpo umano e la natura, ma incorniciate da interfacce social. Un intreccio ironico tra le connessioni tra uomo e Terra e quelle tra uomo e digitale».
La Stanza di tutti, di Marta Poli e Giorgio Vella
«Il nostro progetto lavora sulla dicotomia tra realtà e apparenza in relazione al tema dell'iperconnessione. Provenire dalla generazione Z vuol dire non venir meno mai alle relazioni digitali e averle totalmente annesse al quotidiano; ma come appariamo nel privato, nello spazio inquieto delle nostre stanze rispetto quello del nostro feed? La nostra ricerca troverà la propria realizzazione in una raccolta fotografica istantanea e digitale parte di un’indagine sociale nelle stanze degli altri».
What’s real?, di Irene Z’graggen - COSMO FAVOURITE
«Una bambina è ipnotizzata dalle decine di impulsi provenienti dal suo ipad, quando un intenso bagliore di luce irrompe alla finestra. Incuriosita si avvicina e prova a toccarla, ma la luce, soto forma di luna, prende vita seguendo i suoi gesti. Improvvisamente si frantuma in un bombardamento di immagini caotiche, rivelando la forza travolgente dell’algoritmo».
MORNING ROUTINE, di Victoria Vincenza Francesca Pace
«Tra eccessi e difetti la quotidianità di una persona qualunque si può sviluppareradicalmente da una quotidianità connessa digitale ad una analogica, ma se i duemodi di vivere venissero messi in paragone, quale rappresenterebbe al meglio lanostra realtà?».




























