Torna #CosmoIAm – il censimento emotivo narrativo della Generazione Z, un vero e proprio laboratorio di riflessioni e espressione artistica – costruito in un patto di fiducia e collaborazione con alcune tra le più prestigiose realtà accademiche italiane. Dopo aver indagato il tema dell’identità e poi quello del futuro, questo 2025, nel cuore della Design Week e in linea con il suo filo rosso “Mondi Connessi”, abbiamo chiesto agli studenti di rappresentarci, raccontarci, tematizzare, sviscerare, narrare, dipingere il tema delle Connessioni o iperconnessione, in relazione al loro personalissimo vissuto di studenti di design, moda, comunicazione, arte. Ciò che emerge con prepotenza viscerale dalle opere – più di un centinaio - che dal primo giorno della Design Week potrete osservare, commentare e soprattutto condividere dal nostro profilo social in collaborazione con ogni singola realtà accademica è che questa iperconnessione è ampiamente discussa.
CosmoIam è anche questo ed è stato tutto reso possibile da QC Spa of Wonders, partner d'eccezione che ha sostenuto fin da subito l'iniziativa, credendo nei valori della creatività e del sostegno alle realtà accademiche coinvolte.
I lavori dell'Accademia di Belle Arti di Bari
Chain of light, di Catalano Valeria, Milella Doriana e Lacalaprice Tommaso - COSMO FAVOURITE
Chain of Light è un’installazione immersiva che avvolge lo spettatore in un rullino fotografico gigante. La luce connette istanti di relazione umana, rendendoli eterni. Un viaggio visivo sulla magia dei momenti condivisi.
Beyond Users, di Francesca Varano - COSMO FAVOURITE
La tecnologia può diventare un ponte tra due cuori. Anche se, a distanza, i due ragazzi riescono a sentirsi, a vedersi e a scambiarsi effusioni. Anche un singolo messaggio, può far pesare meno la lontananza.
Unseen Distance, di Pietro Paolo Egidio La Noce - COSMO FAVOURITE
«L’idea del progetto è quella di descrivere il dolore di una lontananza forzata. E nonostante ciò la connessione tra chi invia il messaggio e chi lo riceve rimane sempre forte. In un mondo utopistico in cui non esistono le videochiamate, l’unica possibilità rimane ascoltare un semplice messaggio vocale».
















